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Morfina a neonato, ai domiciliari l'infermiera accusata

di Redazione

Il gip ha accolto l’istanza del legale e ora l’infermiera accusata di aver somministrato morfina ad un neonato senza prescrizione medica è ai domiciliari. “Ora è più serena”, ha detto l’avvocato, secondo cui la donna in carcere avrebbe ricevuto delle minacce.

Ai domiciliari l'infermiera di Verona, il legale: È più serena

Il neonato, dopo l'arresto respiratorio del marzo scorso, ora sta bene

È ai domiciliari l’infermiera accusata di aver somministrato morfina ad un neonato “per tenerlo tranquillo”.

Federica Vecchini ha lasciato la sezione femminile del carcere veronese di Montorio ieri mattina, accompagnata dalla sorella. Ora è ai domiciliari in una struttura terza, precisa l’avvocato. A pesare sulla decisione del gip, probabilmente, anche le minacce ricevute dalla donna in carcere.

Durante le 8 ore di interrogatorio di garanzia l’infermiera si era proclamata estranea ai fatti e aveva risposto punto per punto alle ipotesi d’accusa avanzate. Adesso è più serena, ha fatto sapere il legale Massimo Martini.

L’infermiera era stata arrestata in seguito alle indagini coordinate dalla procura di Verona riguardo all’episodio avvenuto nella notte tra il 19 e il 20 marzo scorso, quando un neonato in procinto di essere dimesso dopo un mese di ospedale, era improvvisamente incorso in un arresto respiratorio. All’arrivo del medico, l’infermiera avrebbe suggerito la somministrazione di un inibitore degli oppiacei, cosa che ha permesso di stabilizzare le condizioni del bambino, salvandogli la vita.

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