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Sciopero Infermieri

Nursing Up: sciopero nazionale e blocco degli straordinari

di Massimo Canorro

Dopo giorni di sit-in in varie piazze, oggi gli infermieri e il personale sanitario non medico del comparto sanità incroceranno le braccia per 24 ore in tutt’Italia. Il presidente del Nursing Up, De Palma: Abbiamo l’obbligo di raccontare alla collettività il complicato momento che stiamo vivendo. Intanto continuiamo a dialogare, in modo serrato, con Governo, Regioni, Aran e Comitato di Settore.

Le motivazioni dello sciopero indetto dal sindacato infermieri Nursing Up

Tra le motivazioni dello sciopero Nursing Up, la scarsa valorizzazione economica degli infermieri

Il conto alla rovescia è terminato. Oggi, 8 aprile, gli infermieri ed il personale sanitario non medico del comparto incrociano le braccia per 24 ore, e bloccano gli straordinari per sei giorni, in quella che è la punta dell’iceberg di una protesta – ma anche di un profondo malcontento – che approda ad uno sciopero che segue giorni di sit-in in tutte le piazze d’Italia (da Torino a Pescara).

A scanso di equivoci, il presidente del Nursing Up, Antonio De Palma, afferma: Abbiamo il dovere, con la nostra legittima protesta, di raccontare il difficile momento che stiamo vivendo.

Dopo due anni di pandemia da Covid-19, che i sanitari hanno vissuto tanto nel corpo quanto nella mente (sostenendo un peso emotivo tutt’altro che semplice), il sindacato ritiene che questo non possa essere etichettato, sia per gli infermieri sia per gli altri professionisti interessati, un momento complesso come tanti. Nel pieno di una trattativa per il rinnovo del Ccnl comparto Sanità che, nella visione del Nursing Up, fatica a virare verso quelle istanze che appaiono ancora un obiettivo distante – e su cui il sindacato ammette che permangono numerose perplessità sul resto delle indennità, come anche sullo straordinario a tariffe predeterminate in base alle aree, sul festivo infrasettimanale per i turnisti – gli operatori ravvisano di nuovo la necessità, da nord a sud, di descrivere alla collettività quanto sta avvenendo.

I temi caldi da affrontare non mancano: dalla scarsa valorizzazione economica – gli ultimi dati Ocse sottolineano una forte disomogeneità tra gli stipendi di infermieri in Europa (ma anche oltreoceano) e vedono l’Italia agli ultimi posti della classifica – all’inflazione che sta mettendo in seria crisi le famiglie italiane. Senza parlare del tema della sicurezza sul lavoro (solo per fare un esempio: nel 2021 a Napoli si sono registrate oltre 60 aggressioni ai danni di sanitari), che rappresenta un diritto sacrosanto da garantire da parte delle aziende sanitarie e che invece è vanificata da leggi inefficaci e provvedimenti tutt’altro che concreti.

E ancora, si interroga De Palma, come la mettiamo con la carenza di personale, che senza un coraggioso piano di assunzioni rischia di vedere vanificato anche il futuro di quella sanità territoriale che con il nuovo Pnrr, nella Missione 6, necessita di oltre 30mila nuovi infermieri, oltre alla voragine strutturale di 80-85 mila da colmare? Certamente, e questo è lo stesso sindacato ad ammetterlo, con lo sciopero di oggi non si può pensare di risolvere (come con un colpo di bacchetta magica) ogni falla presente nel sistema, ma gli infermieri e gli altri professionisti sanitari sono stanchi e scontenti. Lo sciopero odierno è una nuova occasione per scuotere le coscienze, mentre continuiamo il serrato dialogo con il Governo, le Regioni, l’Aran, il Comitato di settore, per cercare una soluzione che possa permetterci di accogliere il nuovo contratto come un solido punto di partenza per il futuro, circoscrive De Palma.

Giornalista

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