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Infermiere e OSS

Figure da non confondere, parola del Ministero della Salute

di Sara Di Santo

Il sottosegretario alla Salute Maurizio Fugatti risponde ad un’interrogazione sulle competenze dell’Oss avanzata da Roberto Novelli e Claudio Pedrazzini (FI) ed è molto chiaro: tra le competenze ascrivibili alla figura dell’Operatore socio sanitario non è prevista la somministrazione della terapia farmacologica.

Fugatti: L'oss non è infermiere e non può somministrare farmaci

Infermiera durante la somministrazione della terapia

Infermiere non equivale ad Operatore socio sanitario e Operatore socio sanitario non equivale ad infermiere. Lo ribadisce, ancora una volta, anche il ministero della Salute.

Troppo spesso, anche in conseguenza di una carenza di organico di personale sanitario, le figure di infermiere e operatore socio-sanitario tendono a confondersi e interscambiarsi, con il rischio, in alcuni ambiti, di poca chiarezza di ruoli e mansioni.

Da questo dato di fatto è partita l’interrogazione che Roberto Novelli e Claudio Pedrazzini (FI) hanno presentato al Ministero della Salute, con il sospetto che per rincorrere il minor costo, vista la differenza di retribuzione tra Operatori socio sanitari e infermieri, si cerchino spesso soluzioni organizzative più economiche – si legge nell’interrogazione – a discapito dei pazienti (ndr).

La formazione dell'Oss non lo abilita all'esercizio professionale dell'infermiere, che è tale dopo un corso triennale universitario

Una richiesta di chiarezza, insomma, anche perché come risulta agli interroganti, in diverse strutture e realtà regionali la somministrazione di farmaci viene eseguita dagli operatori socio-sanitari, mentre quella della somministrazione della terapia è una responsabilità dell’infermiere.

Quello dell’Operatore socio sanitario, sottolinea Fugatti, è un ruolo di aiuto - in sostituzione e appoggio dei famigliari e su indicazione del Personale preposto – per la corretta assunzione dei farmaci prescritti e per il corretto utilizzo di apparecchi medicali di semplice uso.

Per l’Oss, quindi, nessuna possibilità di somministrare farmaci e nessuna confusione con la professione di infermiere, che anzi attribuisce compiti e ne supervisiona l’operato.

Così Maurizio Fugatti, sottosegretario alla Salute, nella risposta scritta – pubblicata martedì 10 luglio 2018 nell'allegato al bollettino in Commissione XII (Affari sociali) – in cui, circa la figura dell’Oss, ricorda che la sua formazione e le sue competenze lo pongono, secondo il ministero della Salute, nella categoria dell'Operatore di interesse sanitario e in quanto tale non assimilabile alle professioni sanitarie, che conseguono un'abilitazione all'esercizio professionale all'esito di un corso triennale universitario.

A nostro giudizio: prima bisogna fare chiarezza sul ruolo effettivo dell’oss, non è pensabile continuare ad assecondare le spinte di alcune Regioni, ed enti formativi verso l’osss (oss specializzato), per questioni speculative, anche perché i Ccnl pubblici e privati non riconoscono profilo e funzioni e quindi, il necessario inquadramento giuridico ed economico.

Un sistema formativo ben funzionante, attraverso una formazione sanitaria garantirebbe sotto il controllo e vigilanza del Ssn, la certificazione del percorso formativo e un flusso controllato e censito. La formazione deve essere impartita attraverso un istituto professionale specializzato con riferimento specifico a docenti dipendenti delle aziende sanitarie, che facciano attività didattica a tempo pieno. Dato che le competenze professionali vanno oltre il contesto della formazione professionale di base, la formazione deve ampliarsi ed approfondirsi attraverso una formazione continua.

Non possiamo ambire a obiettivi ulteriori se non si passa necessariamente prima per il tema formativo, che di pari passo sarà affiancato al tema delle competenze e del profilo. Fondamentale comprendere come ci debba essere propedeuticità nell’affrontare i punti programmatici nazionali.

A tale riguardo vogliamo informare che abbiamo posto l’attenzione al ministro della Salute, ai senatori ai deputati e alla commissione sanità in senato per aprire una collaborazione e ulteriori approfondimenti per la categoria professionale del futuro.

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