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Piacenza, Uil Fpl chiede una task force Ausl-Cra

di Massimo Canorro

Urge una riforma del sistema socio-sanitario, occorre aprire un tavolo allargato di confronto locale e regionale. È quanto chiede, attraverso una lettera, la Uil Fpl di Piacenza. La pandemia da Covid-19 ha avviato il sistema delle Case di riposo, fin troppo vulnerabile, verso un’epoca di profondo ripensamento.

Cra, per la Uil Fpl Piacenza urge riforma sistema socio–sanitario

Una task force stabile tra Ausl e Cra che supporti a tempo pieno le Case di riposo per anziani dei differenti distretti. È la richiesta formulata dalla Uil Fpl di Piacenza, che – attraverso una lettera aperta firmata da Gianmaria Pighi e da Agostino Zanotti – chiede con urgenza una riforma del sistema socio-sanitario, mediante l’apertura di un tavolo allargato di confronto locale e regionale.

La pandemia da Covid-19, iniziata nel 2020 e non ancora conclusa, ha avviato il sistema verso un’epoca di profondo ripensamento. Le Case di riposo per anziani (Cra), incluse quelle nel nostro territorio piacentino, si sono scontrate con un’emergenza sanitaria mondiale. Tutto ciò ha reso evidente quanto sia vulnerabile la nostra rete di protezione per anziani non autosufficienti. Una debolezza destinata a peggiorare, se non si interverrà a stretto giro. E così la Uil Fpl entra nel dettaglio.

Per rendere sostenibile l’invecchiamento della nostra popolazione nel prossimo quarto di secolo bisognerebbe aumentare di oltre il 40% il numero di posti letto nelle Cra e, al contempo, far crescere del 70% la presenza di badanti per il lavoro domestico di cura, oltre che intervenire sulla rete dei servizi territoriali inserendo a pieno titolo altresì la nuova figura dell’infermiere di famiglia/comunità.

Se da un lato è lampante l’importanza – congiuntamente alla difficoltà e alla necessità – di ripensare in tempi brevi ad una riorganizzazione complessiva dell’intero sistema, dall’altro urge affrontare anche alcuni nodi operativi che, ogni giorno, concorrono ad affaticare le Cra, e primi fra tutti gli standard di personale.

Nella lettera viene lamentato che a livello regionale e locale si prosegue ad applicare, per il calcolo del personale uno strumento che riteniamo obsoleto ed inadeguato come il Case Mix. Quest’ultimo permette di confrontare la differente complessità della casistica trattata, ed è calcolato come rapporto fra il peso medio del ricovero di un dato erogatore e il peso medio del ricovero nella casistica standard (nazionale).

Si tratta di un modello nato diverse decine di anni fa – precisa la Uil Fpl – che calcola la complessità assistenziale in modo oggi non più rispondente alle reali necessità dei mutati bisogni degli anziani ospiti. Ci sono diversi modelli alternativi, tuttavia la Regione Emilia-Romagna insiste su tale modalità.

Dunque, la carenza di infermieri, che sta diventando un problema particolarmente serio per la tenuta dell’intero sistema sanitario e socio-sanitario, considerato l’insufficiente e non modificato numero chiuso nelle università, la migrazione all’estero di professionisti mal pagati e poco riconosciuti in Italia, e nelle Cra il problema è ancora maggiore a causa delle più svantaggiate condizioni rispetto i colleghi dell’Azienda sanitaria.

Prendendo nota, altresì, del costante attingere infermieri dalle Cra, presenti nelle graduatorie aziendali, lasciando le strutture in forti difficoltà. Senza dimenticare che l’emergenza infermieristica di oggi sarà quella del personale Oss di domani, al cui offerta inizia a scarseggiare. E il fatto che la risposta politica non sia ancora arrivata preoccupa (non poco) la Uil Fpl di Piacenza.

Giornalista

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