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Svizzera, sempre più infermieri lombardi nel Ticino

di Massimo Canorro

Secondo i dati forniti dall’Asst Lariana, che opera nelle province di Como e Varese, nel 2021 sono stati 283 i professionisti sanitari che hanno abbandonato il lavoro. Un centinaio di loro ha oltrepassato il confine per lavorare stabilmente presso la sanità elvetica, dove lo stipendio passa da 1.400 a 5.000 euro al mese.

Nursing Up: in Italia gli stipendi più bassi in assoluto

Stipendi più alti e migliori prospettive professionali tra i motivi che portano gli infermieri italiani a varcare i confini per lavorare in Svizzera

Prosegue la ricerca di infermieri italiani in Svizzera. E, nel frattempo, l’approdo del personale sanitario lombardo negli ospedali e nelle cliniche del Canton Ticino.

Fermo restando che, ritmi di lavoro elevati e stipendi bassi, spingono molti operatori della regione governata da Attilio Fontana verso la sanità pubblica – con Cgil, Cisl e Uil che sottolineano: Gli infermieri si spostano non soltanto per soldi, ma anche per le aspettative professionali, per le prospettive che possono trovare in particolare all’interno dei grandi ospedali – la Svizzera resta una delle mete preferite per gli operatori di casa nostra.

Che sempre di più abbandonano le Rsa, dove è allarme carenza sanitari e le cliniche di Como e di Lecco (in quest’ultimo caso, dall’inizio del 2022 se ne sono andati perlomeno un centinaio di infermieri e permane il pericolo di eguagliare il record delle 321 “fughe” registrate lo scorso anno).

Restando sui numeri, il presidente del Nursing Up, Antonio De Palma, ricorda che solamente nel 2021 – secondo i dati forniti dall’Associazione socio sanitaria territoriale Lariana attiva nelle province di Como e Varese – sono stati 283 i professionisti sanitari che hanno abbandonato volontariamente la professione. E almeno cento di loro hanno scelto di diventare frontalieri per lavorare in pianta stabile presso la sanità elvetica.

Proprio nel settore sociosanitario del Ticino, che impiega in totale quasi 16mila dipendenti, 4.300 sono i frontalieri. Di questi il 70% si compone di italiani (per la maggior parte, appunto, lombardi). Per chi decide di andare a lavorare in Svizzera come infermiere, infatti, c’è pronto uno stipendio di 5.200 franchi lordi, ovvero poco più di 5.060 euro (che anche scevri dalle tasse sono nettamente superiori ai 1.400/1.500 euro netti di un infermieri italiano). E dopo 15 anni di anzianità di servizio può raggiungere uno stipendio di oltre 9.000 franchi svizzeri (8.760 euro).

Il nostro paese, invece, vanta il non invidiabile primato di uno degli stipendi più bassi in assoluto e gli ultimi dati Ocse (relativi al 2019) sottolineano una forte disomogeneità tra gli stipendi di infermieri in Europa (ma anche oltreoceano) e ci vedono agli ultimi posti della classifica; dopo di noi solo Grecia (19.067 euro) ed Estonia (16.653 euro).

E ancora, nuovi orizzonti professionali in Norvegia per i sanitari italiani, laddove l’assistenza infermieristica è fortemente personalizzata (anche all’interno delle Nursing Home, ad esempio, i pazienti sono seguiti da infermieri e assistenti 24 ore su 24). Proprio per continuare ad assicurare questi standard, si è creata una condizione di carenza di personale sanitario. Da qui la domanda di infermieri per posizioni aperte in centri diurni, residenze, assistenza domiciliare e ospedali. Certo, resta l’interrogativo di fondo: se lavorare all’estero, per gli infermieri, rappresenti un’oasi o un luogo comune. Nel frattempo, sono in molti a partire.

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