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Balletto su TikTok in ospedale, operatrice trasferita

di Massimo Canorro

Tra le corsie dell’ospedale Maggiore di Lodi, divisa indosso, a ballare su TikTok. Pochi secondi di registrazione, con un bambolotto in mano, che possono costare caro alla dipendente. Il direttore generale l’avrebbe già fatta trasferire in virtù di un regolamento interno adottato dall’Azienda. La protesta dei sindacati.

Gira un video in ospedale con la divisa, operatrice sanitaria trasferita

Operatori sanitari e social network: binomio non sempre vincente, per usare un eufemismo. E non ci si riferisce solo ai messaggi distorti o alle condotte violente che si possono veicolare attraverso queste piattaforme (senza parlare delle diffamazioni sui social). Tutte condotte esecrabili. Che in alcuni casi, seppur non così gravi, possono portare a dover affrontare delle conseguenze sul posto di lavoro.

È quanto sta avvenendo ad un’operatrice sanitaria dell’ospedale Maggiore di Lodi che, divisa indosso, tra le corsie della struttura ha inscenato un balletto su TikTok. Pochi secondi di registrazione, con un bambolotto in mano, che potrebbero costare caro alla dipendente. Ad oggi, sembra solo un trasferimento presso un altro ospedale della medesima Asst e non risultano circostanze che possano dare il la a procedimenti di tipo disciplinare.

Il video, infatti, non è stato per nulla apprezzato dal direttore generale dell’Asst di Lodi, Salvatore Gioia. Più che per una questione meramente estetica, per il fatto che la dipendente ha violato il regolamento sull’uso dei social media privati in vigore all’interno dell’ospedale Maggiore dal 1° marzo 2021(è vietato divulgare foto e video che riprendano locali, personale, utenti o i loro familiari, si legge nel regolamento, il quale evidenza ancora come il dipendente non possa usare segni distintivi dell’Asst come il logo). Ragione per cui, il direttore ha fatto rimuovere il video da TikTok e avrebbe poi fatto trasferire la lavoratrice.

Già, perché nonostante in quel momento non fosse di turno – dunque, non come nel caso dell’infermiere in servizio presso una casa di riposo in provincia di Roma che, nel novembre 2021, è stato licenziato dopo aver postato una clip su TikTok nella quale mimava conati di vomito con la scritta in sovrimpressione: Quando vai a controllare il paziente dopo due clisteri – la dipendente del “Maggiore” indossava comunque la divisa da lavoro, disobbedendo alle regole (in questo caso, dunque, non si può parlare in alcun modo di utilizzare i social network per comunicare la salute).

Regole che sono state adottate per mantenere gli standard e i confini professionali e a questo proposito è opportuno non accettare richieste di amicizia sui social da parte dei pazienti, sono le motivazioni dell’ospedale. Perplessità sul caso in molti degli oltre 2mila dipendenti tra infermieri, Oss e medici della struttura ma anche nei sindacati. Nelle scorse settimane, infatti, Confsal Lodi ha chiesto al Garante della privacy di valutare il nuovo regolamento social media dell’Asst di Lodi. Non giudico il caso specifico perché non conosco il video – precisa il segretario provinciale Confsal Lodi, Stefano Lazzarini – ma chiederò lumi all’Azienda.

Il sindacato, infatti, ritiene che ci siano dei punti che vanno oltre il semplice impiego di un dipendente in azienda. Precisando: L’Azienda impone troppe limitazioni, anche nella sfera privata, che non hanno nulla a che vedere con il lavoro che viene svolto ogni giorno in corsia.

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