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Editoriale

Abolire l'art. 49 del Codice Deontologico potrebbe danneggiare gli Infermieri?

di Alessandra Mafrica

Articolo49CodiceDeontologico

Il problema ha delle radici culturali molto profonde e che non basterà cancellare quattro righe per conquistare la nostra identità, il rispetto e il riconoscimento che meritiamo. Perché gli altri profili professionali non hanno un articolo come il nostro?

ROMA. "L’infermiere, nell’interesse primario degli assistiti, compensa le carenze e i disservizi che possono eccezionalmente verificarsi nella struttura in cui opera. Rifiuta la compensazione, documentandone le ragioni, quando sia abituale o ricorrente o comunque pregiudichi sistematicamente il suo mandato professionale." (art. 49 Codice Deontologico Infermiere).

L'articolo 49 del Codice Deontologico degli Infermieri del 2009 è attualmente al centro del dibattito nel mondo infermieristico...insomma sembra essercene sempre una!!!
Le voci all’interno del dibattito chiedono che questo articolo venga abolito poiché legittimerebbe il DEMANSIONAMENTO degli infermieri. Si parla di infermieri che fanno pulizie nei reparti, distribuiscono i pasti…mansioni che non gli competono e che sono lontanissime dall’autonomia professionale prospettata dalle grandi leggi di riforma professionale degli anni ’90 e dalle competenze avanzate e specialistiche di cui si parla ormai da un po’ di tempo a questa parte.

Anche io ho deciso di esprimere il mio parere in merito alla questione visto l’interesse che nutro in merito alle tematiche deontologiche.

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L'articolo 49 è molto contestato dagli Infermieri perché li costringe spesso a sopperire alle carenze anche contro la propria volontà.

Trovo che il problema che accende tanto gli animi non risieda nell’articolo in sé, ma nell’interpretazione travisata e nell’uso improprio che il Sistema ne fa, totalmente a scapito della figura dell’infermiere. Chi lo spiega ai pazienti che se stiamo facendo le pulizie è perché dobbiamo COMPENSARE una mancanza dell’Organizzazione? Come facciamo a farci riconoscere come responsabili della gestione della pianificazione assistenziale se dobbiamo continuamente “abbassarci” a svolgere MANSIONI (non a caso uso questa parola) che di fatto non ci competono per legge da ormai molto tempo?

Prima di proseguire nella mia trattazione, vorrei proporre una MINI-GUIDA all’interpretazione corretta dell’articolo 49, ad uso di chi ancora fa della lingua italiana un po’ ciò che vuole.
...NELL'INTERESSE PRIMARIO DEGLI ASSISTITI : i beneficiari dell'assistenza degli infermieri sono gli assistiti, per i quali si mettono in campo competenze ed esperienze al fine di GARANTIRE loro la migliore assistenza e il raggiungimento della maggiore autonomia possibile (Art.7 Codice Deontologico). Gli infermieri sono portatori di una POSIZIONE DI GARANZIA che deriva in primis dagli articoli 2 e 32 della Costituzione Italiana e ribadita nella sentenza N°9638 della Corte di Cassazione Sez VI del 2 marzo 2000 e nella sentenza n°9739 dell'11 marzo 2005 sempre delle Corte di Cassazione Sez.IV.

“Gli operatori di una struttura sanitaria sono tutti portatori “ex lege” di una posizione di garanzia, espressione dell’obbligo di solidarietà costituzionalmente imposto ex articoli 2 e 32 della Carta fondamentale, nei confronti dei pazienti, la cui salute essi devono tutelare contro qualsivoglia pericolo che ne minacci l’integrità; e l’obbligo di protezione dura per l’intero tempo del turno di lavoro” (LINK).

...COMPENSA LE CARENZE E I DISSERVIZI CHE ECCEZIONALMENTE: eccezionalmente è un avverbio che sta ad indicare qualcosa di straordinario, fuori dall'ordinario, che costituisce un'eccezione, qualcosa di insolito.

….RIFIUTA LA COMPENSAZIONE QUANDO SIA ABITUALE O RICORRENTE: cioè quando la compensazione delle carenze e dei disservizi non sia un'eccezione, ma ordinaria, non insolita.

….PREGIUDICHI SISTEMATICAMENTE IL SUO MANDATO PROFESSIONALE: l'infermiere può compensare carenze e disservizi solo se questo non gli impedisca di adempiere alle responsabilità proprie della professione.

Questo articolo è molto importante perché portatore di un valore di solidarietà e di GARANZIA nei confronti del paziente.
Il problema è che il carattere di eccezionalità sta venendo meno ed inevitabilmente gli infermieri si trovano a vedere pregiudicato il loro mandato professionale.

La domanda è: abolendo l’articolo 49 gli infermieri non saranno più soggetti al DEMANSIONAMENTO?

Io credo di no. Credo che non cambierà nulla, anzi verrà meno proprio l’articolo che potremmo utilizzare a nostro favore per poter denunciare, DOCUMENTANDOLO, il SISTEMATICO (anziché eccezionale) abuso della professione infermieristica.

Con il rischio di sembrare ripetitiva continuo a dire che il problema ha delle radici culturali molto profonde e che non basterà cancellare quattro righe per conquistare la nostra identità, il rispetto e il riconoscimento che meritiamo. Quello che mi chiederei piuttosto è perché le altre professioni sanitarie e mediche non posseggono un articolo deontologico così importante come il nostro e il perché non siano tenuti a collaborare anch’essi a sopperire alle carenze del Sistema Sanitario di cui anche loro fanno parte?

L’infermiere vive nella SOLITUDINE e nella FRUSTAZIONE poiché costretto ad assumersi da SOLO la responsabilità di “salvare” il Sistema Sanitario. Io credo che focalizzarsi su questo articolo del Codice Deontologico sia solamente un altro tentativo da parte dei professionisti di farsi ascoltare e di “aggrapparsi” a qualsiasi cosa pur di avere un riscontro da parte di chi tiene i fili di questo Sistema complesso.

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