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Agrigento, bimbo salvato dal finanziere: miracolo di Natale con luci e ombre

di Domenico Buonanno

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È di questi ultimi giorni la notizia, rimbalzata agli onori della cronaca, di un bimbo di due anni di Agrigento, salvato da un appuntato della Guardia di Finanza, battezzato subito dai media come il "miracolo di Natale".

Il vero miracolo, se così si può dire, è che il piccolo è vivo nonostante manovre non proprio adeguate, messe in pratica dal soccorritore occasionale.

Le tv, i giornali e la comunità virtuale hanno inneggiato all'eroe, e proposto medaglie al valore, gli esperti di rianimazione, sanitari e istruttori nazionali di diverse didattiche, hanno invece stigmatizzato l'accaduto.

video-filmato-agrigentoRicostruiamo il tutto, così come mostrato nel video delle telecamere di sorveglianza: l'appuntato della Guardia di Finanza A.S. entra in un negozio di bricolage per fare acquisti, si trova di fronte una scena di panico, con un bimbo in apparente stato di incoscienza, non ci pensa due volte, e senza valutare le funzioni vitali del piccolo, mette in atto una serie di manovre, alcune delle quali senza senso e pericolose per la vita stessa del bambino. Come quando lo prende per i piedi tenendolo a testa in giù.

Pochi sanno che, ogni anno in Italia, sono veramente tanti i bambini che perdono la vita proprio a causa di comportamenti istintivi generati dal non sapere. Molto spesso, in caso di emergenze (crisi epilettica, incidente domestico, ingestione di liquidi tossici, ecc.) chi sta vicino al piccolo, nei primi momenti, non essendo formato, mette in atto delle manovre sbagliate, procedure che si rivelano non solo inefficaci, ma dannose e spesso fatali. Parliamo quindi di decessi indotti ed evitabili.

La fascia più esposta è quella dei bambini dai 12 ai 36 mesi.

Per ridurre e azzerare la mortalità per danni provocati da una mancata, ritardata o impropria assistenza, nel nostro Paese sono in atto vere e proprie campagne di sensibilizzazione e promozione della cultura del soccorso e dell'assistenza con corsi e lezioni gratuite rivolte a tutta la popolazione.

Si pensi alle iniziative promosse dalle Associazioni Trenta Ore per La Vita, Salvamento Academy, SalvaBimbi, Twolife, Salvagente, Le fate di Arianna, ecc. per la diffusione della conoscenza delle manovre di disostruzione, primo soccorso, rianimazione pediatrica e cardioprotezione dei luoghi pubblici.

Un soccorso avanzato arriverà sempre dopo, e difficilmente in tempi utili, la sopravvivenza in tali casi la garantisce chi è sul posto, e sa cosa fare e soprattutto cosa non fare. Basta veramente poco in certi momenti per fare la differenza tra la vita e la morte.

Sicuramente va elogiato e apprezzato il senso di altruismo, e coraggio dell'appuntato, considerando lo scenario di disperazione dei familiari e il coinvolgimento emotivo. Vanno sicuramente riviste le procedure messe in atto, ben lontane da quelle consigliate dalle linee guida internazionali che garantiscono la sicurezza per la vittima e il soccorritore. Quello che conta adesso è che il piccolo è fuori pericolo, sta bene ed è a casa con i propri genitori.

Questa vicenda deve farci aprire gli occhi e far prendere coscienza che una preparazione sanitaria di base rivolta a tutti i comuni cittadini, non lascerà quei momenti all'improvvisazione e al caso. Perché la vita è un bene troppo prezioso per giocarsela a colpi di fortuna.

Non servono supereroi, basta un semplice corso. Ma a Natale, si sa, si accettano miracoli.

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