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Editoriale

Brexit senza solidarietà

di Giordano Cotichelli

Il suo nome è Vera Rigano, è una donna di 38 anni originaria di Messina e ricoverata da più di un mese in un ospedale inglese. Vera si è sentita male sul posto di lavoro, mentre stava in servizio a Birmingham, presso una casa di cura. Le sue condizioni cliniche sono ancora precarie, ma l’Ospedale in cui è ricoverata, secondo i parametri del NHS (National Health Service), non può prestarle più gratuitamente le cure. Un fatto che sta costringendo i familiari di Vera ad uno sforzo gigantesco al fine di sostenere le spese in corso e di approntare tutte le misure necessarie per un trasferimento della donna in Italia. La catena della solidarietà si è attivata (i dati necessari per aiutare la famiglia di Vera si trovano facilmente in rete). Il problema però è molto più grande di quello che appare, dato che non è solo una questione personale di Vera, o privata della famiglia, o di carità comunitaria cui fare fronte. Niente di tutto questo.

Equità nella salute, un modello in crisi da tempo

La chiave di lettura necessaria per capire il dramma di Vera – e di tante altre persone - non riguarda la coscienza umana, ma interessa unicamente la dimensione delle politiche della salute, dell’organizzazione dei sistemi sanitari, della gestione delle risorse.

Il Regno Unito è attualmente in una fase molto delicata viste le tensioni e le incognite legate all’annunciata Brexit che il governo del conservatore Boris Johnson è intenzionato a perseguire. Cosa c’entra questo con Vera o con il sistema sanitario britannico in crisi? C’entra, e pure tanto, dato che il modello italiano, e più in generale quello europeo (con le dovute differenze) si ispira in primo luogo all’equità nella salute annunciata all’indomani delle tragedie della seconda Guerra Mondiale con la costruzione nel 1946 del NHS.

Un modello che da tempo è entrato in crisi, non tanto per sue proprie carenze, ma principalmente per un continuo, spudorato e massiccio taglio di risorse finanziarie ed umane che hanno destrutturato il sistema: nel Regno Unito, ma anche in Italia, Grecia, Spagna, Portogallo, Francia, e in molti altri paesi.

Vera, stando alle notizie dei media, lavorava a Birmingham per un’agenzia che fornisce personale di supporto per l’assistenza diretta a domicilio o in altre situazioni. Una testimonianza ulteriore che, senza il mercato, il disporre di badanti, assistenze private, posti letto in residenze sanitarie a pagamento, la copertura assistenziale ormai è pressoché impossibile.

Non so chi si ricordi l’arrivo delle prime badanti in corsia. Quasi uno scandalo! Qualcuno provò a dire che c’era bisogno di maggior personale infermieristico e non solo. Ecco, l’orizzonte di riferimento è quello descritto: un panorama di contrazione estrema dei servizi e delle prestazioni, al cui interno il profitto - senza controllo alcuno – può fare quello che vuole; a discapito dei pazienti, di chi assiste, della comunità.

NurseReporter
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