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Chirurgia robotica al San Carlo di Potenza

di Redazione

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Giulianotti, chirurgo robotico: “sul piano tecnico la chirurgia robotica significa il passaggio dall’analogico al digitale sul terreno del target anatomico. E questo rappresenta, per molti aspetti, una rottura di molti limiti fisici dell’umano”.

POTENZA. E’ visibilmente emozionato il primario di Chirurgia generale Nicola D’Alessandro quando prende la parola per aprire, nell’auditorium affollato, del San Carlo, il meeting di Chirurgia robotica che corona un percorso entusiasmante lungo due anni. Un percorso che ha portato oggi a Potenza uno dei luminari della disciplina, il professor Pier Cristoforo Giulianotti, direttore dell’Unità di Chirurgia Robotica presso l’Università dell’Illinois a Chicago.

Un clinico partito dai monti della Lunigiana “una terra che somiglia molto alla vostra Basilicata”, dirà nel suo messaggio di saluto, e che è arrivato ai vertici mondiali della chirurgia robotica. Quando il primario del San Carlo ne enumera titoli e meriti il professore gli fa un rapido cenno di tagliare: è imbarazzato. Non ama i complimenti, evidentemente, eppure, nel suo messaggio di saluto, si dice commosso e ringrazia gli autori delle due “orazioni raramente così belle”: l’ “amico e collega” D’Alessandro, il presidente Pittella, che al termine di un’appassionata arringa sulla capacità della Basilicata di reggere le sfide più avanzate, contro le campagne demolitrici del barnum mediatico, gli ha consegnato una piccola targa, affinché “si ricordi con un sorriso della Basilicata”.

“Oggi – ha sottolineato nel suo intervento il presidente Pittella - la presenza di Giulianotti testimonia la capacità del San Carlo con la sua chirurgia robotica di confrontarsi con i vertici della disciplina, di essere un ospedale di rilievo nazionale”.

Perché anche sulla frontiera della tecnologia più avanzata il fattore umano è discriminante: in questo caso la trasmissione del sapere, quello che con termine antico e insuperato si chiama la scuola. E così i nostri chirurgi sono andati a Grosseto a imparare dal professor Coretti, un referente nazionale per la chirurgia robotica generale. E di lì hanno spiccato il volo. In senso metaforico, perché oramai il robot è lo standard per le operazioni più complesse di tumori addominali e del colon al San Carlo ma anche in senso reale. Perché nello scorso mese di giugno il primario e uno dei suoi collaboratori, il dottor Andrea Loffredo sono andati a Chicago per uno stage di aggiornamento in una delle più importanti strutture di chirurgia robotica in America. E la crescita professionale acquisita ha prodotto immediati benefici: perché D’Alessandro ha subito “importato” le nuove tecniche apprese Oltreoceano. Il meeting di oggi chiude il ciclo aperto con la “trasferta americana” con l’intervento chirurgico in diretta del professor Giulianotti, supportato dall’equipe di Chirurgia Generale del San Carlo.

Nel suo messaggio di saluto il direttore generale del San Carlo illustra le azioni di sistema per riorganizzare la sanità lucana, dalla certificazione conseguita dal registro tumori alla ridefinizione del piano sanitario alla luce delle nuove esigenze della legge 161 e delle norme nazionali introdotte dal ministro Lorenzin sull’appropriatezza prescrittiva. In questo quadro le sinergie tra le quattro strutture sanitarie regionali sono decisive e in questo senso va anche la scelta di rendere disponibile il nostro robot anche per le altre chirurgie lucane.

Giulianotti: Giro il mondo ma qui a Potenza sono orgoglioso di essere italiano

“Io giro molto il mondo, per attività didattiche e formative, ma questa è una delle volte che sono orgoglioso di essere italiano”. Il professore Pier Cristoforo Giulianotti è volato da Chicago, dove insegna a Chirurgia robotica all’Università dell’Illinois a Potenza, per partecipare al meeting organizzato dal primario del San Carlo.

“Io sono commosso. Raramente ho sentito e sono stato introdotto da due orazioni di alto profilo come quelle del mio amico Nicola D’Alessandro, con cui abbiamo in corso una collaborazione feconda, e del presidente della Regione Marcello Pittella, che ha dimostrato come una piccola regione può essere all’avanguardia se si pone sul terreno dell’innovazione tecnologica e della competizione scientifica”.

“Di fronte alle tragedie del mondo – ha riflettuto il professor Giulianotti – alla barbarie della violenza dilagante del terrorismo a volte ti viene il dubbio se valga davvero la pena sacrificare una vita agli affetti, alla famiglia, alla serenità personale, per spingersi sempre più avanti, per far si che la tecnologia si pieghi  a risolvere i problemi più complessi della salute degli uomini. Ma se anche la stanchezza può generare lo sconforto, sono momenti, poi il senso dell’umanità che ci appartiene e che talvolta si manifesta in piccoli gesti folgoranti ti dà la risposta: sì, dobbiamo dare sempre di più e il meglio, per vincere la malattia, per salvare le vite”.

“La piccola Basilicata – ha concluso il suo breve saluto Giulianotti, prima di recarsi in sala operatoria per un intervento di live surgery con il Da Vinci – somiglia molto alla mia Lunigiana. Una terra aspra, di persone asciutte, abituate a crescere nelle difficoltà. E quello che vedo qui mi conferma l’utilità della collaborazione che stiamo portando avanti con D’Alessandro e con il suo team”.

Nel pomeriggio, partecipando alla tavola rotonda sull’appropriatezza e i costi della chirurgia robotica, condotta dal caporedattore del Tg3 Basilicata, Oreste Lo Pomo, Giulianotti ha spiegato che “sul piano tecnico la chirurgia robotica significa il passaggio dall’analogico al digitale sul terreno del target anatomico. E questo rappresenta, per molti aspetti, una rottura di molti limiti fisici dell’umano”.

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