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editoriale

Il vecchio e il mare

di Sara Di Santo

Il bello delle storie è che, vuoi o non vuoi, ti toccano. E quella dell’anziano che ha chiesto di poter vedere per l’ultima volta il suo mare prima di lasciare la terra natia per motivi di salute tocca corde profondissime, perché a volte per fare la differenza – e per riconciliarci con un mondo che a volte sembra dimenticarsi dell’umano - bastano piccoli gesti.

Con i piedi per terra stateci voi, che io voglio vedere il mare

È bastato uno sguardo d’intesa durato pochi secondi tra tutti i componenti dell’équipe dell’ambulanza che da Marina di Carrara lo stava accompagnando ad Ivrea per decidere di assecondare il desiderio di un anziano.

"Vorrei vedere il mare per l’ultima volta", ha chiesto l’ottantottenne a chi si stava prendendo cura di lui nel tragitto verso il Piemonte.

Detto, fatto.

Così come era successo tempo fa in Australia, l’ambulanza della Croce Rossa di Ivrea si è fermata a due passi dalla spiaggia e, spalancato il portellone, ha permesso all’uomo di posare lo sguardo sulla distesa azzurra del mare.

Ora non è il momento di pensare a quel che non hai. Pensa a quello che puoi fare con quello che hai

Un momento immortalato in una fotografia e immediatamente condiviso sui social dagli stessi parenti dell’anziano, che non hanno potuto che ringraziare i sanitari per un gesto così piccolo, ma così grande.

A guardare quella foto che sta commuovendo il web viene in mente il Santiago di Hemingway e la sua lotta con l’unico, enorme pesce che ha abboccato al suo amo, dopo 84 giorni di magra.

Il vecchio e il mare. La lotta tra l’uomo e il pesce. Un pesce terribile, in grado di trascinare sott’acqua la barca del pescatore per un giorno ed una notte intera.

Un’esperienza di fatica, di sofferenza, di un dolore quasi invisibile, al quale è difficile persino dare un nome.

Ma in quello sguardo rivolto verso il mare, tra le cannule nasali per l’ossigeno e il deflussore di una flebo, si intravede la lucida determinazione a resistere malgrado l’inadeguatezza della condizione umana di fronte all’imprevedibilità del destino.

Non sappiamo se riuscirà a vedere ancora il suo mare, non lo sa nemmeno lui. Ma quell’anziano incarna forse la lezione più grande (e amara) che ci lascia Santiago: Ora non è il momento di pensare a quel che non hai. Pensa a quello che puoi fare con quello che hai.

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