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Notti magiche, le notti infermieristiche

di Ferdinando Iacuaniello

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RIMINI. Ci sono turni che proprio non dimentichi, e non perché il lavoro è più duro del solito. Ci sono persone di cui mi prendo cura che mi colpiscono particolarmente, come se nascesse un feeling speciale.

Così capita di parlare (non sempre si riesce in rianimazione) e tra una battuta e l'altra, per cercare di alleggerire la sofferenza del momento, approfondisci la vita precedente. Praticamente prima di ritrovartelo li con te.

 

 

Racconti di storie personali che mentre li ascolti sembra di sentire la tua vita, l'unica differenza è che spesso sono racconti in bianco e nero. Così quello che doveva essere un ricovero breve, monitoraggio post chirurgico, si trasforma in un incubo. Infatti proprio la notte dopo quella lunga chiacchierata qualcosa, che chiamerò natura, decide di mettersi contro quel simpatico chiacchierone.

 

Giorni di alti e bassi fino a quando la natura ritorna a ragionare e il chiacchierone a parlare!

 

Un mese fa una delle ultime notti trascorsa insieme è stata l'ennesima notte stravagante, tutta colpa di quel Tavor che paradossalmente non ha funzionato!

 

E così per 10 ore continuava a ripetermi: "come riesci a fare queste magie..." per i giorni successivi continuava a ripetere ai colleghi "ma come fa? e voi non gli fate neanche un applauso?!"

 

Un mese dopo, viene in reparto per ringraziarci. Lucido, arzillo e simpatico mi guarda e mi chiede: "dimmi la verità! come fai a fare quelle magie?" E cosi sorridendo ci siamo ricordati di quel divertente episodio.

 

Tornando a casa e ripensando a tutto questo ho capito qual'era la magia.  Rivederlo li davanti a me, leggere il suo biglietto di ringraziamento!

 

Forse non riuscirò più a fare magie, ma rivederlo sorridere è stata una bellissima emozione!

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