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Ossigeno-Ozono terapia: cenni storici e idicazioni cliniche

di Laura Brunelli

L'ozono è stato scoperto agli inizi del 1800 da Schonbein, chimico nato vicino a Stoccarda, che durante i suoi esperimenti utilizzando l'elettrolisi con miscele ossigenate, percepì casualmente l'odore di un gas sconosciuto, per l'appunto l'ozono.

Questa scoperta venne poi descritta in un articolo da lui redatto nel 1832 (Erzeugung des Ozon auf Chemischen Wege), descrivendolo come un gas dall'odore acre e pungente e, definendolo come “ossigeno ozonizzato”.

Era risaputo che l'ozono si trovasse nell'atmosfera in concentrazioni variabili in base alla latitudine e, per il suo impiego in ambito chimico-sperimentale, si dovette aspettare il 1857, anno in cui Werner von Siemens brevettò il “tubo di superinduzione”, cioè del sistema per la preparazione in estemporanea dell'ozono. Gli esperimenti dell'epoca dimostrarono subito la sua forte azione ossidante e, da un punto di vista medico, fu osservato il suo poter disinfettante da Kleinmann che per primo valutò l'attività battericida del gas sui germi patogeni e l'azione citotossica sulle mucose animali. A seguire, Hansler (1908-1981) mise a punto il primo generatore di ozono; fondò la compagnia “Ozonosan” che, permise la diffusione in campo medico, prima in Germani e poi negli altri paesi.

Oggi come oggi, gli studi sull'uso benefico dell'ozono, sono stati condotti dall'Università di Siena e di Padova e inviati al Ministero della Sanità, evidenziando un ottimo indice clinico in termini di affidabilità e tollerabilità.

L'Ozonoterapia, priva di effetti collaterali (trattandosi di una molecola non proteica azzera la possibilità di allergie o tossicità) può essere somministrata all'uomo sfruttando importanti effetti terapeutici quali una potente azione battericida, fungicida e di inattivazione virale realizzata mediante l'ossidazione dei microrganismi.

L'ossigenozono terapia viene distinta in due procedimenti diversi, attuabili in tempistiche diverse, in base alle indicazioni cliniche:

  • PICCOLA AUTOEMOTERAPIA OZONIZZATA (PAET): indicata per problemi di cellulite, consiste nel prelievo di una piccola quantità di sangue (5-10 ml) miscelato con ozono e reintrodotto in circolo tramite iniezione sottocutanea con ago di piccolo calibro. L'ozono ha la capacità di scindere gli acidi grassi contenuti nelle cellule adipose, rendendoli idrosolubili ed eliminabili con la diuresi. Inoltre, diffondendosi nei tessuti ne migliora la circolazione locale favorendo la diminuzione della cellulite che, come noto, è aggravata da disturbi circolatori.

  • GRANDE AUTOEMOTERAPIA OZONIZZATA (GAET): consiste nel prelievo di circa 150-200 ml di sangue in un flacone da 500 ml, contenente anticoagulante. Il sangue, come per la PAET, verrà miscelato a una quantità pari di ozono (circa 4 siringhe da 60 ml) e poi reinfuso in vena.

Le principali indicazioni per l'Ossigenozonoterapia sono: 

ANGIOLOGIA E FLEBOLOGIA: arteriopatie, coronaropatie, impotenza, cellulite, insufficienza venosa, flebopatie, gangrene, piaghe da decubito;

MEDICINA INTERNA: epatiti, gastriti, alterazioni dei componenti del sangue, stipsi ostinate e Morbo di Crohn;

NEUROLOGIA: cefalee vasomotorie e a grappolo, depressione; 

DERMATOLOGIA: Herpes Simplex e Zooster, Acne, dermatiti per contatto, micosi, eczemi, psoriasi;

ORTOPEDIA-REUMATOLOGIA: artropatie, artrosi, periartriti, Artrite Reumatoide, reumatismi articolari, lombosciatalgie; 

GINECOLOGIA: infezioni batteriche e protozoarie, micosi, vaginiti;

IMMUNOLOGIA: coadiuvante nei trattamenti con radiazioni e nelle immunodeficienze acquisiste.

In generale, non vi sono effetti collaterali legati all'Ossigenozono terapia: quelli che si potrebbero manifestare possono essere legati al prelievo di sangue in sé (reazione vagale alla venipuntura), alla trasfusione e reinfusione del sangue (rush cutaneo, senso di calore al volto, tachicardia). L'ozono non crea effetti tossici in quanto molecola assolutamente priva di potere allergizzante. Gli effetti collaterali legati alla reinfusione del sangue sono facilmente prevenibili somministrando lentamente il sangue ozonizzato. 

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