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Un regalo di compleanno? Più vaccini e meno fucili

di Giordano Cotichelli

È l’11 ottobre, giorno di Meditrina, dea romana dell’assistenza e quindi protettrice degli infermieri e di tutti coloro che concorrono al mantenimento della salute e della dignità umana. Buona cosa augurarsi buon compleanno e aspettarsi qualche bel regalo, magari più utile che bello. Un bel regalo potrebbe essere quello di riavere un sistema sanitario nazionale, pubblico e universalista. Ma in questo caso gli auguri rischiano più di apparire delle illusioni più che delle speranze.

Cosa augurarsi nel giorno del compleanno degli infermieri

La nota di aggiornamento del documento economico finanziario (NADEF) pubblicata lo scorso 29 settembre rivela come il governo Draghi stia procedendo senza problemi verso l’attuazione dell’autonomia differenziata. In una parola, la regionalizzazione della sanità in Italia è destinata ad aumentare, nonostante quasi due anni di pandemia abbiano evidenziato che la prima debolezza del sistema è proprio la sua polverizzazione, che ha permesso un aumento del divario fra Nord e Sud, delle disuguaglianze nella salute e può essere, a ragione, considerata uno dei fattori favorenti la sindemia da Covid; quella sinergia in cui le conseguenze dell’evoluzione di una pandemia sono strettamente correlate alle condizioni socio-economiche di un paese.

Eppure, non è lontana l’eco della voce di molti che, nei mesi più tragici del 2020 - ed ancora nelle scorse settimane - tornava a ripetere la necessità di un rafforzamento del sistema sanitario a livello nazionale. A dire il vero il teatrino della politica è rimasto impegnato più in altre cose: schermaglie, scandali, anatemi, tifoserie e risultati elettorali di amministrative da cucinare in tutte le salse, nonostante sia evidente come il rilevante astensionismo abbia sottolineato disaffezione e protesta, sfiducia e rassegnazione, negazione e rifiuto di una rappresentanza politica che non si sente più come propria, non lo è stata mai e, probabilmente, non ne ha mai avuto l’interesse una volta raggiunta la stanza dei bottoni.

È sempre il giorno del compleanno degli infermieri e quindi perché non cogliere la palla al balzo ricordando che in questa, proprio 59 anni fa, si aprì il Concilio Vaticano Secondo, dando a cattolici, e non, molte speranze di cambiamento.

Papa Bergoglio su questo, forse perché figlio di quella Chiesa rinnovatrice qualche giorno fa, ha detto: Meno armi, più cibo, più vaccini e meno fucili. Un bell’augurio, condivisibile (sarebbe meglio basta armi e fucili, portaerei, caserme, bombardieri, etc.), ma con le preghiere si va poco lontano. Ed anche con i buoni intendimenti, pure quando vengono dall’alto. Chi non ricorda Sandro Pertini, Presidente socialista della Repubblica e partigiano, che all’inizio degli anni ’80 riprese il celebre motto: Riempite i granai, svuotate gli arsenali. Poi però gli arsenali continuarono a riempirsi, le forze armate italiane tornarono a fare missioni “umanitarie” all’estero – in Libano – e da allora non si sono più fermate, fino al grande risultato della débâcle afghana.

Ad ogni modo, la pandemia sembra stia rallentando, almeno nei paesi vaccinati. Almeno nei paesi ricchi. In quelli poveri e dimenticati, dove il liberismo miete vittime senza freni, i numeri dei contagi e dei morti non sono mai scesi e si apprestano, con la cattiva stagione a risalire. Non vado oltre altrimenti rischio di fare la solita retorica anti-anti-vaccinisti e sarebbe necessario invece cominciare a prepararsi ad un “dopo” che sta aspettando tutti fuori dalla porta, dove gli infermieri da eroi e untori, torneranno nell’anonimato, come tutte le professioni di aiuto della working class.

Pessimismo cosmico? Diciamo che ho poche speranze di sbagliarmi, anche pensando alla storia di Abby, personaggio dell’ultimo film (datato 2019) di Ken Loach: Sorry, we missed you. Abby è un’assistente domestica degli anziani e degli ammalati che stanno in casa. Corre tutto il giorno avanti e indietro per i quartieri di Newcastle per poter rispettare i turni delle ore assegnate. Lavora 14 ore al giorno e non ha più tempo per sé e per la famiglia. Si ritroverà, assieme al marito infortunato, ad aspettare per ore nella sala d’attesa di un Pronto Soccorso. Qui si ritroverà a maledire il datore di lavoro del marito che pensa solo a sanzionarlo economicamente senza preoccuparsi della sua salute.

Abby è un personaggio della fantasia irriverente e libertaria di Loach, ma è tanto realistico ed immediato quanto necessario per fermarsi a pensare sul nostro tempo, tolto alla vita, alla salute, agli affetti. Abby è una donna che rappresenta la realtà britannica, quella del welfare universalistico devastato dalle logiche del profitto in una rappresentazione anticipatoria di ciò che già stiamo vivendo. Cambierà forse. Qualche preghiera del Santo Padre potrà aiutare in merito, ma anche lo sciopero che ci sarà, indetto da un vasto raggruppamento di sindacati di base, proprio per la giornata dell’11 ottobre, potrà dare un ulteriore aiuto.

Alla fine resta la giornata e ripetersi Buon compleanno non guasta. Fa bene, perché ci ricorda che ogni tanto ci si deve… voler bene per poter non dimenticare di voler bene agli altri. Ed allora, nel giorno di Meditrina, non resta che chiudere con un’ultima storia.

Il 10 ottobre del 1562 Elisabetta I di Inghilterra non ricevette nessuno. Rimase per tutta la giornata confinata nelle sue stanze perché non si sentiva bene. Un po’ di febbre, cefalea e senso di malessere generale. La sua dama di compagnia, sostanzialmente quasi un’infermiera personale, Lady Mary Sidney, rimase con lei per tutta la giornata. I medici paludati di corte cercarono di tranquillizzare la sovrana affermando che poteva essere il semplice inizio di un raffreddamento stagionale. Brodo caldo e riposo e sarebbe passato tutto il giorno dopo. La mattina seguente invece un esantema maculo-papuloso comparve sulle braccia e sul volto della regina. Il vaiolo era così arrivato a corte.

Elisabetta I se la cavò con poche lesioni cicatriziali, mentre la sua dama di compagnia, che rimase inevitabilmente contagiata, vide la bellezza giovanile del suo viso profondamente ferita dalle lesioni della malattia. Nella sostanza un infortunio sul lavoro, documentato, lontano quattro secoli, ma tremendamente attuale, anche se, per fortuna, il vaiolo, grazie ai vaccini, è stato debellato.

Buon compleanno nel giorno di Meditrina a tutte e a tutti coloro che fanno assistenza. Buon compleanno sciopero…

NurseReporter

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