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Vaccini, Bebe Vio testimonial della lotta alla meningite

di Redazione

Beatrice Vio, schermitrice medaglia d'oro agli ultimi giochi paralimpici, lotta a favore del vaccino contro la meningite, proprio lei che della meningite porta i segni sul corpo.

Beatrice Vio fotografata da Anne Geddes per la campagna di sensibilizzazione

È in costante calo la profilassi ai bambini, conseguenza di un'esponenziale crescita del fronte del no ai vaccini, che fa dell'immunizzazione naturale come l'unica permanente e del presunto assoggettamento della scienza medica alle multinazionali farmaceutiche i propri capisaldi.

L'atleta: "Se fossi stata vaccinata, non mi sarei ammalata"

Quello del rifiuto ideologico dei vaccini è un fenomeno in preoccupante aumento e solo campagne di sensibilizzazione e iniziative capillari di informazione possono rappresentare un valido contraltare a fronte del concreto rischio della ricomparsa di infezioni debellate da tempo. Su questa scia Bebe è diventata testimonial di una campagna a favore del vaccino contro la meningite e si augura che chi è affetto da gravi malattie non si arrenda davanti agli ostacoli, perché "il futuro è davanti a voi, nessuno più di me può dire: finché c'è vita, c'è speranza".

"Se fossi stata vaccinata, non avrei preso la meningite", ha dichiarato Beatrice Vio, giovane campionessa paraolimpica di fioretto colpita dalla malattia all'età di 11 anni, che le causò un'estesa infezione necrotizzante ad avambracci e gambe, di cui si rese necessaria l'amputazione.

La meningite è una malattia infettiva che provoca l'infiammazione delle meningi, le membrane di rivestimento di cervello e midollo spinale. Causata quasi sempre da batteri (la forma batterica è la più severa, in particolare quella da meningococco A, B, C, Y, W135), virus (virus del morbillo, adenovirus, enterovirus, ecc.) o funghi, il suo contagio avviene per via aerea. Nelle prime 7-10 ore dal contagio, i sintomi sono quelli di una normale influenza, mentre intorno alle 20 ore circa si verificano i sintomi gravi e tipici della meningite: convulsioni, perdita di conoscenza, macchie sul corpo.

Beatrice, dopo l'amputazione, si è sottoposta ad un'intensa riabilitazione motoria e fisioterapica in seguito alla quale ha potuto riprendere l'attività sportiva, grazie ad una protesi progettata per sostenere il fioretto.

"Ho accettato le amputazioni, perché sapevo che mi avrebbero permesso di continuare a vivere. Durante le medicazioni che dovevo fare a casa senza anestesia provavo dolori fortissimi" - racconta Bebe - "Nonostante questo, sono una ragazza autonoma, penso che questa Bebe non sia così male, io mi piaccio così e non mi riconoscerei più senza le cicatrici e le protesi".

L'atleta ha spiegato di non essere stata vaccinata contro la meningite di tipo B, perché i medici avevano consigliato ai genitori di aspettare, visto che era ancora piccola. "I rischi che comportano i vaccini - tuona Bebe - sono nettamente inferiori rispetto alla probabilità di contrarre malattie e, statisticamente, è molto meglio vaccinarsi piuttosto che non farlo. Tra le altre cose, non è scientificamente provato che il vaccino può causare l'autismo".

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