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Licenziata perché incinta: infermiera perde il bambino in grembo

di Rosario Scotto di Vetta

LICENZIATA

Una storia dall’amaro sapore quella di un infermiera siciliana, mamma e moglie a tempo pieno. L’ASP di Siracusa decide di non rinnovare il suo contratto poiché in dolce attesa. Prima subisce una discriminazione d’altri tempi da parte di un’azienda pubblica poi, a distanza di pochi mesi, perde il suo bambino in grembo.

SIRACUSA. L’infermiera fu chiamata dall’ASP di Siracusa da una graduatoria per un incarico presso il presidio Ospedaliero di Lentini sottoscrivendo il contratto nel novembre 2013.  Già mamma di un bambino di poco meno di un anno, la donna scopre di essere nuovamente in gravidanza. Una bella notizia che però pare diventare un ostacolo per il suo futuro occupazionale. Come racconta il marito, Luigi Montalto, a causa di continue perdite ematiche, la gravidanza fu considerata a rischio e così il 13 dicembre fu messa in interdizione anticipata dal lavoro per le gravi complicanze insorte.

Una nuova delibera, appena tre giorni dopo, dichiarava il rinnovo dei contratti di tutto il personale infermieristico supplente presso la stessa ASP in scadenza di contratto entro il 31 dicembre 2013. Nonostante la delibera, non le fu mai fatto saper niente. La direzione dell’ente non convocò mai l’infermiera gravida affinché sottoscrivesse tale proroga nonostante la sollecitazione di un legale privato. “Una comunicazione dell’ASP diceva che l’Azienda non era tenuta a rinnovare il contratto di lavoro in quanto in gravidanza e non poteva prendere servizio in ospedale. – racconta Luigi Montalto – Mia moglie è stata l’unica a cui non è stato rinnovato il contratto”.

Secondo il testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità è vietata qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l’accesso al lavoro indipendentemente dalle modalità di assunzione… a tutti i livelli della gerarchia professionale, attuata attraverso il riferimento allo stato matrimoniale o di famiglia o di gravidanza. Intanto l’assessorato al lavoro ha richiesto una relazione scritta all’ASP per far luce sulla vicenda, ma nonostante il passar dei messi nulla è stato ancora chiarito.

La donna subisce una vicenda che assume, a tutti gli effetti, la forma di una discriminazione. Purtroppo a febbraio, per l’aggravio della gravidanza, perde il bambino. “Mia moglie già mortificata per la perdita del bambino, ha perso il suo diritto al lavoro e anche la disoccupazione”  l’ira di Luigi Montalto che a distanza di un anno si ostina contro le istituzione affinché i suoi diritti vengano applicati secondo legge.

Infine la beffa. Il 30 giugno una delibera pubblicata dall’ASP di Siracusa ha rinnovato di ulteriori 6 mesi gli stessi contratti in scadenza il 31 dicembre 2013.

 

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