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LAZIO. Infermieri indicano alla Regione 10 punti per migliorare i Servizi Sanitari

di Ferdinando Iacuaniello

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ROMA. Gli infermieri del Lazio indicano dieci interventi urgenti per rianimare la sanità regionale e scongiurare la chiusura di ulteriori reparti ospedalieri e servizi destinati ai cittadini. Rivendicando un ruolo centrale nella riprogrammazione in senso territoriale del Servizio Sanitario Regionale annunciata dal Presidente Nicola Zingaretti e indicando alla Regione le dieci criticità urgenti da affrontare con i relativi interventi.

Il documento, presentato dal presidente del Coordinamento dei Collegi Provinciali IPASVI del Lazio Gennaro Rocco in rappresentanza degli otre 43.000 infermieri della Regione, è stato consegnato in occasione dell'incontro svolto il 18 giugno presso la presidenza della Giunta Regionale.

Gli infermieri chiedono alla Regione di arginare l'emergenza personale che minaccia la sicurezza delle prestazioni in molte strutture sanitarie. Invocano per questo lo sblocco del turn over e il rafforzamento degli attuali organici con l'indizione di regolari concorsi, anche per fronteggiare il crescente quanto paradossale fenomeno della disoccupazione infermieristica.

Invitano inoltre la Regione a superare la condizione di eterno precariato che affligge migliaia di professionisti sanitari, a regolamentare le forme contrattuali meno garantite e ad onorare rapidamente i debiti maturati con gli ospedali classificati, religiosi e convenzionati, le cui crisi aziendali si ripercuotono su migliaia di operatori a corto di stipendi e di certezze.

Per rendere la sanità più funzionale ai nuovi bisogni della popolazione, ma anche per risparmiare risorse preziose, gli infermieri sollecitano l'Amministrazione Regionale ad investire sull'assistenza territoriale. Sviluppare le cure primarie per ridurre l'ospedalizzazione puntando su figure e servizi come l'infermiere di famiglia o di quartiere, l'assistenza domiciliare, gli ambulatori infermieristici, le unità di degenza infermieristica.

Protestano per il progressivo smantellamento dei Servizi Interimistici e delle rispettive Dirigenze, chiedendo un deciso sviluppo della figura del Coordinatore dei Servizi e delle Unità Ospedaliere. Inoltre premono sulla Regione affinché intevenga per aumentare il numero dei posti disponibili nei corsi di laurea in Infermieristica, orienti i ragazzi verso la professione con campgne informativemirate, renda gratutito e più accessibile per tutti gli operatori sanitari l'aggiornamento obbligatorio del programma ECM.

Infine gli infermieri denunciano il frequente utilizzo improprio degli operatori socio-sanitari e diffidano dal loro impego per contenere la paurosa carenza di personale infemieristico, un buco negli organici che a Roma e nel Lazio ha superato ormai le 4.000 unità.

 


Lettere degli infermieri del Lazio alla Regione

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