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editoriale

Coordinamento Infermieristico, leadership e antica Grecia

di Fabio Albano

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GENOVA. L'Anabasi di Senofonte narra il ritorno in patria dei 10.000, dopo la sconfitta di Cunassa e la morte di Ciro, nel tentativo di uccidere il fratello maggiore Artaserse ed impradonirsi dell'impero persiano. Leggendo il testo ci si imbatte, libro II par. 6, in una splendida descrizione di un comandante greco, di nome Clearco, appena ucciso a tradimento dai persiani.

Senofonte autore del libro, ma anche teste di quanto accaduto, scrive un elogio al comandante Clearco: Oramai esule, venne da Ciro e già altrove si è detto con quali parole riuscì a convincerlo tanto che questi gli consegnò 10.000 darici. Ricevuta questa somma non la sperperò nell'ozio, ma raccolto un esercito con quel denaro faceva guera ai Traci.

 

Li vinse in battaglia, sacchegiò il loro territorio, non diede tregua finchè Ciro non ebbe bisogno dell'esercito. Allora partì per combattere insieme a lui.

 

Queste a mio parere, mi sembrano azioni degne di un vero guerriero: scegliere di combattere quando è possibile godere della pace senza disonore e biasimo; preferire la fatica dellaguerra quando si potrbbe staresene in riposo, spendere il denaro in operazioni belliche invece doi goderselo in tutta tranquillità.

 

Non solo era amante della guerra, ma si vedeva che la sapeva anche fare da come affrontava i pericoli, da come si gettava contro i nemici, notte o giorno che fosse, sempre prudente anche nelle situazioni più temerarie come ammettevano quelli che stavano con lui.

 

Si diceva che aveva anche una grande attitudine al comando, cosa del resto naturale, dato il suo carattere. Aveva particolari capacità nel predisporre per l'esercito tutte le cose di cui aveva bisogno e sapeva anche come procurarle; oltrea ciò la sua condotta era tale da trasmettere  ai suoi uomini la massima fiducia nel loro comandante.

 

Per ottenerla sapeva essere duro e inflessibile. Puniva a ragion veduta perchè era convinto che un esercito che non riceveva mai punizioni diventasse inutilizzabile. Qualcuno affermava di averlo sentito dire addirittura che il soldato deve temere di più il suo comandante che i nemici.

 

Nelle situazioni più pericolose si fidavano solo di lui e non volevano sentire nessun altro; dicevano infatti che in quele circostanze la sua grinta diventava una faccia serena in mezzo agli altri voltie il duro di prima apparivaora, di fronte al nemico, l'uomo coraggioso: nesuno lo vedeva più come quello che ti aveva punito, ma come quello che ti poteva salvare la pelle.

 

I suoi soldati sapevano far fronte al nemico con coraggio e mantenere la disciplina  anche per la paura delle punizioni che egli potevaloro infliggere. Di questa tempre era il comandante Clearco: poco disposto a sottomettersi ad altri. Aveva quasi 50 anni quando morì.


Ora appare evidente che non si può paragonare il ruolo di un comandante di un antico esercito greco, con quello di un Coordinatore Infermieristico 2.0.

 

Però queste poche righe ci possono, e devono, far riflettere sull'importanza della leadership all'interno di una organizzazione. Persino più di 2000 anni fa ci si era posto il problema dell'influenza di chi ha compiti di sovra-intendenza e delle responsabilità che ruoli così delicati comportano. Essere preposto a ruoli di "comando" comporta responsabilità notevoli; conquistarsi e godere della fiducia dei propri "soldati" significa avere messo in campo tutte quelle doti di carisma e aver saputo dimostrare tutte le proprie competenze.

 

Tutte considerazioni che continuiamo a ripeterci, noi Infermieri, da circa un decennio. Ma possibile che 2500 anni or sono Senofonte avesse compreso l'importanza e la delicatezza di alcuni ruoli, cosa che ancor oggi sfugge a noi!

 

Coordinare non è comandare, fortunatamente, ma è saper gestire ed indirizzare un gruppo di lavoro, facendosi carico della loro crescita e della loro tutela.

 

L'infermiere, durante l'esercizio della sua professionalità, deve sentire l'appoggio del suo "comandante", deve poter contare sul suo aiuto e sulla sua carica umana!

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