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Motivare e sentirsi motivati, elementi fondamentali per ottenere un rendimento professionale alto.

di Mimma Sternativo

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MILANO. Perché una persona sceglie di fare l'infermiere piuttosto che un altro lavoro? Perché alcuni infermieri sono più produttivi di altri? perché alcuni ricercano il miglioramento professionale mentre altri semplicemente si accontentano?

Nelle aziende sanitarie gli infermieri rivestono un'importanza fondamentale in quanto rappresentano l'istituzione nell'incontro con il paziente; la motivazione al lavoro,gli atteggiamenti influiscono notevolmente sull'efficacia ed efficienza dell'azienda stessa. Certo è che l'insoddisfazione porta con sé un impatto negativo a livello di produttività,spesso è uno dei fattori determinanti l’abbandono del lavoro o comunque di un frequente turn over di personale e ciò incide notevolmente sui costi, sui tempi e sulla qualità del servizio offerto.

Se c’è divergenza tra obiettivi individuali ed aziendali, quando ad esempio il lavoratore non sente riconosciuto il proprio potenziale, non ritiene adeguata la sua posizione e c’è conflitto tra l’identità individuale ed il senso di appartenenza, si innescano meccanismi di insoddisfazione, irritabilità ed attuazione del turnover.

Secondo Locke (1967) la soddisfazione lavorativa è un sentimento di piacevolezza derivante dalla percezione che l'attività professionale svolta consente di soddisfare importanti valori personali connessi al lavoro.

Le motivazioni di una determinata condotta possono essere conscie o inconscie; possono possedere diversi gradi di profondità e di durata nel tempo ma sono sempre presenti e vengono abitualmente suddivise in motivazioni primarie o fisiologiche e motivazioni secondarie o cognitive.

Secondo Frederick Herzberg, considerato il padre della teoria sulla motivazione al lavoro, l'aumento dei salari,la riduzione dell'orario di lavoro o l'incremento di alcuni benefit non possono essere fattori motivanti,o comunque non di lunga durata e sarebbero sempre più costosi.

Egli sostiene che esistano due tipi di fattori correlati alla motivazione sul lavoro: bisogni correlati strettamente all’attività lavorativa che un individuo svolge, chiamati “fattori igienici” e bisogni che ruotano attorno alla crescita e allo sviluppo professionale e personale, detti “fattori motivazionali

Questo ultimi sono rappresentati da riconoscimento dei risultati raggiunti, responsabilitá, promozioni e avanzamento professionali, crescita e innovazione.

Attenzione però,perché ogniqualvolta si rendono necessari dei cambiamenti significativi è utile tenere degli incontri in cui agli apprezzamenti per il lavoro fatto, si uniscano e si spieghino le nuove priorità e le ragioni per le quali esse sono state adottate.

Rensis Likert (1903-1981) evidenzia,invece, il rapporto tra rendimento e stile di leadership. Egli afferma che i regimi autoritari possono risultare utili nei lavori semplici, ripetitivi e poco creativi: in questi casi, infatti, è possibile raggiungere elevati livelli di rendimento anche in assenza di soddisfazione. Tuttavia esistono anche dei cosiddetti lavori “variati”, cioè dei lavori creativi (in cui annoverare la professione infermieristica), che richiedono un alto grado di responsabilità e di auspicabile e inevitabile iniziativa individuale. In questi casi il rendimento è maggiore se: è minore la pressione dall'alto; il controllo gerarchico è più distaccato;in caso di errore non si hanno repliche punitive, ma si tenta una comprensione dei motivi dell'errore.

Secondo l’autore «i dipendenti che si sentono liberi di regolare il proprio lavoro si dimostrano più produttivi rispetto a quelli che sono privi di questo senso di libertà», sottolineando in questo modo l'importanza dell'autonomia di ogni lavoratore.

D’altra parte, Likert evidenzia che gli stili autoritari ottengono più rapidamente dei risultati rispetto agli stili partecipativi, ma questi risultati sono meno duraturi nel tempo.

Aggiunge il teorico: “la leadership e gli altri processi organizzativi devono essere tali da assicurare il massimo delle probabilità che ciascun membro dell’organizzazione, alla luce del suo background, dei suoi valori e delle sue aspettative consideri la propria esperienza come un fattore di sostegno (supportive) e tale da creare e mantenere il suo senso di valore e di importanza personale”

[testimonial name="Ernest Hemingway" title="Scrittore"]Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi.i.[/testimonial]


 Leadership e fattori motivanti - PDF
Sindacalista

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