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X Conferenza delle politiche della professione infermieristica

di Leila Ben Salah

"La mappa del percorso. L’infermieristica nella salute, nella politica, nelle organizzazioni. La sfida che ci aspetta”. Questo il titolo della X Conferenza Nazionale delle Politiche della Professione Infermieristica, organizzata dalla Fnopi e che si è svolta il 22 giugno a Bologna.

Dal contratto alla dirigenza, i temi sul tavolo

Numerosi i temi che sono stati affrontati durante la conferenza nazionale organizzata dalla Fnopi. La conferenza si è svolta a Bologna ed è stata occasione di confronto e dibattito per fare il punto sull’evoluzione del contesto normativo, politico e socio sanitario evidenziandone l’inevitabile impatto sull’organizzazione dei servizi.

La Fnopi ha voluto promuovere una riflessione sugli aspetti che coinvolgono la classe “dirigente” della professione nel contribuire a ridisegnare non solo l’organizzazione delle realtà socio sanitarie, ma dell’infermieristica tutta.

La sessione della mattina

La prima sessione dei lavori si è concentrata sugli scenari epidemiologici e demografici e gli orientamenti della professione. Nel pomeriggio, invece, si è tenuta una sessione intitolata “La cassetta degli attrezzi” e si è parlato di nuovo contratto del comparto sanità e in particolare di dirigenza.

Tra i relatori, oltre alla presidente Fnopi Barbara Mangiacavalli, figurano Dario Laquintana, direttore dell’Uoc direzione professioni sanitarie della Fondazione Irccs Ca’ Granda del Policlinico di Milano, Luisa Saiani, professore ordinario di scienze infermieristiche all’università di Verona, Federico Lega, professore ordinario all’università degli studi di Milano, Stefano Simonetti, già negoziatore Aran, Marinella D’Innocenzo, direttore generale Asl di Rieti, Mario Del Vecchio, professore associato di economia aziendale all’università di Firenze, Giorgio Cavallero, segretario generale Cosmed, Silvio Brusaferro, professore ordinario di igiene all’università di Udine, Luca Baldino, direttore generale Ausl Piacenza, e Valerio Fabio Alberti, direttore generale Asl Città di Torino.

O le posizioni, la governance, i profili, i processi - ha detto la presidente Fnopi Barbara Mangiacavalli - si costruiscono su una base di competenze che appartengono a tutti, e quindi anche agli infermieri, oppure ogni professione parlerà solo a se stessa e non evolverà mai. Allora noi dobbiamo lavorare non tanto sulle rivendicazioni, ma sui percorsi di costruzione e certificazioni di tali competenze.

La sessione del pomeriggio

Quattro aspetti positivi nel nuovo contratto - ha detto Simonetti - la stessa firma: dopo oltre nove anni è un fatto assolutamente positivo; si è attenuata la rigidità del modello Brunetta che ha fallito completamente proprio perché troppo rigorosa e senza il necessario recupero di partecipazione che invece c'è stato; tempo tuta, orario settimanale, definizione degli avvisi pubblici, una norma questa che consente di avere per le aziende una modalità di azione omogenea; basi per il cambiamento del sistema ordinamentale, anche se è tutto da vedere perché affidato ai lavori di una Commissione che deve ancora tirare le somme. Ma non ci sono solo gli aspetti positivi sul nuovo contratto.

Per Simonetti esistono almeno quattro punti negativi. Primo nel pubblico impiego la progressione dei contratti ha sempre fatto si che quelli successivi contenessero copia di previsioni di quelli precedenti e in questi caso nel contratto ce ne sono almeno una trentina che derivano da quello delle funzioni centrali - dice - e poi ci sono troppi errori. Ne sono stati corretti almeno 74, ma ne sono rimaste decine, anche sulle disapplicazione che spesso confliggono tra loro; irrisolte grosse problematiche: ad esempio non è regolamentato l'accesso alla mensa, non è stato detto nulla sull'aspettativa per vincita d'avviso; rinvii a lavori della Commissione per aspetti come integrazione del fondo: se applicata pedissequamente in metà dei casi non si riuscirà ad adattare.

Ora dobbiamo davvero realizzare la "cassetta degli attrezzi" e studiare bene il meccanismo dei fondi contrattuali - ha detto Laquintana -, perché per certi aspetti danno in un senso e tagliano nell'altro, come, ad esempio, si rischia accada proprio per i nuovi incarichi. È necessario mettere la testa sul nuovo contratto e ricordare che abbiamo anche un livello d'azienda da realizzare. Bisogna produrre di più, a livello territoriale, bisogna lavorare insieme per evitare di essere vittime di 'fughe' aziendali.

Giornalista
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