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Infermiere

Quanto i PDTA influenzano il nostro profilo professionale?

di Marco Tapinassi

Gli infermieri, nella pratica, sono quotidianamente coinvolti nei processi di assistenza, ma quanto lo sono “sulla carta”? Qual è il loro reale coinvolgimento nella stesura dei Percorsi Diagnostico Terapeutico Assistenziali con i quali si confrontano ogni giorno? C’è ancora molta strada da fare.

La buona sanità si fa al letto del paziente

Frasi analoghe a questa sono piuttosto comuni e proporzionalmente correlate al grado di insoddisfazione verso la classe dirigente, dal profilo aziendale a quello amministrativo.

Sebbene il contenuto espresso abbia una componente di verità indiscutibile, oggettivamente non basta un certo grado di populismo a lievitare questa componente fino a farle assumere le dimensioni di verità assoluta.

Come molti altri pubblici servizi, pensiamo ad esempio all'ordine pubblico o alla giustizia, la qualità di queste espressioni di Stato viene indirizzata da atti burocratici. Prestiamo attenzione però al fatto che non parliamo di quella maledetta burocrazia in cui spesso ci imbattiamo, quella che prevede che il modulo C-45 sia ritirato allo sportello 11, timbrato all'ufficio di via Nazionale e consegnato nuovamente allo sportello 11/b previo appuntamento con tempi di attesa di settimane e decine di euro in marche da bollo.

La burocrazia di cui parleremo, invece, è attiva e producente. E influenza le nostre vite professionali più di quanto crediamo.

Cosa sono i PDTA

PDTA è l'acronimo di "Percorso diagnostico terapeutico assistenziale". La sua natura e il suo significato sono esplicabili analizzandone il nome stesso.

Per ”percorso” si intende sia l'iter del paziente, dal suo primo contatto con il Sistema Sanitario Nazionale al trattamento terapeutico dopo la diagnosi, sia l'iter organizzativo, ovvero le fasi e le procedure di presa in carico del paziente.

Per ”diagnostico, terapeutico e assistenziale” si intende la presa in carico totale dell’assistito, insieme a tutti quegli interventi multiprofessionali e multidisciplinari che ne conseguono.

I PDTA rappresentano quindi dei modelli specifici per un territorio che contestualizzano le Linee Guida rispetto all'organizzazione di una azienda sanitaria/regione, tenendo conto in analisi delle risorse disponibili e garantendo i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) emanati dal governo.

Come è facile comprendere da quanto detto, la parola magica che rende i PDTA uno strumento di amministrazione sanitaria così importante è indubbiamente "constestualizzazione".

Grazie a questa qualità infatti si evidenzia il miglior percorso percorribile all'interno dell'organizzazione sanitaria elaborante il PDTA in riferimento alla singola patologia o a un gruppo di patologie accomunabili fra loro.

Senza soffermarsi ulteriormente su enunciazioni nozionistiche fini a sé stesse, possiamo affermare che grazie a questi documenti il servizio sanitario offerto assume alcune caratteristiche precise:

  • uniformità delle prestazioni erogate;
  • riproducibilità delle azioni e dei percorsi;
  • riduzione massima del rischio di evento straordinario;
  • condivisione di informazioni tra Unità Operative;
  • tomogeneità di ruolo e corretta interpretazione.

Ed è proprio in questo ultimo punto che si manifesta l'influenza dei PDTA nel quotidiano infermieristico.

Infermieri e PDTA

Il PDTA non deve assolutamente essere interpretato come un sistema espressamente limitativo o come un'evoluzione incravattata del vecchio mansionario. Tutt'altro.

Il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale si struttura in fasi, seguendo il naturale andamento dei percorsi che sono in essere. Ognuna di queste fasi prevede delle azioni logiche mirate alla realizzazione della fase stessa e al proseguimento verso quella successiva.

Nel PDTA, tra le altre cose, sono individuate le figure attivamente coinvolte nel processo, in base alle proprie competenze professionali e in relazione a ciascuna fase specifica.

È cosa evidente che gli infermieri siano tra le professioni sanitarie più presenti e operative nei contesti di cura, ma un'implementazione del ruolo degli infermieri stessi all’interno della pianificazione e dell’attuazione dei PDTA è un’occasione importante, alla quale va attribuito maggior peso e sulla quale c’è ancora da lavorare.

Parliamo di occasione, perché una volta realizzata tale realtà, agli infermieri sarebbero riconosciute competenze e possibilità di intervento maggiori e di maggior qualità, sottolineando il ruolo fondamentale che essi già svolgono nella quotidianità di ciascuna Unità Operativa.

Il coinvolgimento (e la necessaria ricerca di coinvolgimento) degli infermieri nell'elaborazione di questi documenti può contribuire in maniera palpabile a disegnare il profilo dell'infermiere di domani, senza dimenticarci di come questa sia una sfida che sappiamo di poter competentemente affrontare e superare.

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