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testimonianze

Antonio e Francesca, sposi infermieri nella stessa Asl

di Paola Botte

Loro sono Antonio Cirillo e Francesca Bordoli nel secondo giorno più bello della loro vita: quello del matrimonio. Il primo è stato la nascita del loro bambino, Niccolò, di appena un anno.

Il sogno di Antonio e Francesca, infermieri sposi

sposi antonio e francesca

Antonio e Francesca

Lui le chiede di sposarla su Liberty Island a New York, seduto su un muretto con davanti il magnifico panorama dello skyline.

Sono nata a Lecco nell'84 - racconta Francesca - mentre Antonio a Pompei nell'82. Io ho studiato infermieristica all'Università degli studi di Milano e ho iniziato a lavorare al Policlinico nel 2007. Lui si è laureato in infermieristica alla Seconda Università degli studi di Napoli e ha preso servizio al Policlinico nel 2010.

Lei lavorava e kavora tuttora in chirurgia d'urgenza e lui in chirurgia vascolare, due reparti che un tempo si trovavano sullo stesso piano. A seguito di un trasferimento di Francesca nel reparto di lui, per un progetto di rotazione del personale, i due hanno avuto la possibilità sebbene per un breve periodo di lavorare insieme.

Poi ad ottobre io sono tornata nel mio reparto, ma con la stessa chiave di turno di Antonio e spesso ci siamo incontrati per gestire ricoveri in appoggio da loro - continua l'infermiera -. Antonio mi ha inviato una richiesta di amicizia su facebook e abbiamo iniziato a chattare, finché lui non mi ha invitata a uscire. Al nostro primo appuntamento mi ha portato fuori a pranzo in un locale sui navigli dall'atmosfera partenopea e da li è iniziata la nostra frequentazione. L’ufficialità del fidanzamento è datata 24/12/2010.

Quello che ha colpito l'uno dell'altro è stato inizialmente l'aspetto fisico, ma Antonio confessa che col tempo non ha potuto fare a meno di apprezzare la serietà di Francesca. Che invece di lui adora il suo essere sempre presente.

Da quel dicembre del 2010 sono trascorsi sette anni e i due giovani lavorano ancora nella stessa struttura. Svolgere la stessa professione, oltretutto nello stesso ospedale ci dà l'opportunità di condividere esperienze, di capire gli aspetti positivi e negativi del lavoro dell'altro e ci offre la comodità di andare a lavoro insieme dice Antonio.

Anche per Francesca lavorare nella stessa struttura è sempre stato un fattore positivo: Fino a prima della nascita di Niccolò ci permetteva spesso di andare insieme al lavoro e di avere quindi più tempo libero insieme. Quando finirò l'allattamento, avremo la possibilità di avere turni opposti per gestire il bambino, anche se questo vorrà dire sacrificare il nostro tempo libero insieme. In ogni caso, fare lo stesso lavoro è un po' come parlare la stessa lingua, si condividono esperienze comuni, ci si può confrontare e chiedere consigli.

Un rischio però c'è – sottolinea Francesca -. A volte ci portiamo il lavoro a casa. Quando torniamo capita di sfogarci se la giornata è stata stressante, ci raccontiamo quello che è successo. E poi, devo dire che il riferimento al lavoro è spesso presente nelle nostre giornate, anche per via del fatto che i nostri amici più stretti sono quasi tutti infermieri o comunque lavorano nel settore.

Se si fa riferimento in generale alle difficoltà della professione infermieristica, Francesca e Antonio hanno le idee chiare. Sono più dovute alla disorganizzazione dei reparti e alla mancanza di personale tante responsabilità poco riconosciute anche in termini economici.

Per il resto credo sia la professione più bella del mondo afferma Francesca. Anche se per Antonio è troppo stressante. Chi di loro è più bravo? Con un sorriso Francesca risponde: Ce lo diciamo a vicenda, ma di Antonio mi piace molto come si rapporta con i pazienti.

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