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testimonianze

Io coordinatrice, resto comunque sempre prima un'infermiera

di Redazione

Io, prima di essere una coordinatrice, sono e sarò sempre un’infermiera che cerca di capire le difficoltà del suo team e lotta, per loro e con loro.

Cronache da un’infermiera coordinatrice

Sono coordinatrice da ben 28 anni, 19 dei quali passati a coordinare un reparto di medicina. Poi all’età di 46 anni ho coordinato un reparto di riabilitazione motoria per 7 anni, mentre ora coordino un reparto di cure palliative.

Naturalmente all'inizio della mia carriera di infermiera coordinatrice il percorso non è stato facile, un po’ per la mia giovane età ed inesperienza e un po’ perché mi sono trovata a gestire un team di colleghi molto più anziani di me, sia dal punto di vista professionale che da quello dell’età anagrafica.

Devo dire però che con tanta buona volontà e impegno da parte di tutti abbiamo lavorato e condiviso tutto, nel bene e nel male; io mi sono sempre sentita orgogliosa del mio team, che con grandi sforzi e sacrifici  ha dato il massimo davvero in ogni occasione, i pazienti stessi ce lo hanno sempre riconosciuto.

Poi a 46 anni ho fatto una "pazzia": ho lasciato la strada vecchia, dove le soddisfazioni sia professionali che economiche non mi mancavano, per qualcosa di ignoto.

Ho accettato di coordinare un reparto di riabilitazione motoria in una clinica privata convenzionata; mi sono trovata un team multidisciplinare e multietnico e ho pensato: da dove cominciare se non dallo stimolare tutti i collaboratori con culture e formazione diverse a mettere ognuno il meglio di sé nel fare quotidiano praticando il rispetto reciproco e l'accoglienza?

Non è stato facile visto che alcune etnie erano in guerra fra di loro nei loro paesi e quindi ogni tanto la cosa sfuggiva di mano, ma anche in questo caso dopo 7 anni di semina abbiamo raccolto molto.

Mi fa sempre piacere far sapere agli infermieri che coordino quanto apprezzo i loro sforzi e la loro dedizione per niente scontata

Dopo questo percorso ho lasciato a malincuore questo mio team, affidandolo però ad una bravissima collega macedone, che ha continuano e continua con successo l’opera.

Ora, come anticipavo, coordino un reparto di cure palliative e anche in questo caso il mondo nel quale mi stavo addentrando i primi tempi mi era del tutto sconosciuto.

Non mi vergogno ad ammettere che nonostante avessi molta esperienza di coordinamento avevo paura, mi sentivo insicura e forse non all'altezza delle aspettative altrui.

Come prima cosa mi sono formata: ho fatto un corso base di cure palliative della durata di otto mesi durante il quale mi sono fatta un`idea chiara dell`ambito in cui avrei dovuto operare e piano piano la paura e l'insicurezza hanno lasciato il posto alla consapevolezza di operare in un ambito molto particolare, nel quale ad un infermiere vengono richieste oltre ad un’alta professionalità,​ competenze tecniche specifiche anche comunicativo-relazionali, di pianificazione assistenziale, il saper lavorare in un team multidisciplinare che aiuta e sostiene ogni operatore nel momento in cui il livello di stress soprattutto psicologico diventa troppo pesante.

Devo dire che dopo quattro anni sono molto felice della scelta fatta, ho dei collaboratori molto validi che mi hanno insegnato molto, sia professionalmente che umanamente.

A questo punto, tirando le somme, devo dire che sono stata fortunata. Non ho mai avuto grossi problemi con i team che ho coordinato, forse perché li ho sempre visti come delle risorse importantissime per i pazienti e per la qualità delle prestazioni che erogano.

Mi fa sempre piacere far sapere loro quanto apprezzo i loro sforzi e la loro dedizione per niente scontata.

Molti più problemi li ho con le varie amministrazioni e miei diretti superiori, che da troppo tempo hanno perso di vista le difficoltà di chi tutti i giorni è sul campo e ai quali viene chiesto sempre di più dandogli niente in cambio.

Io, prima di essere una coordinatrice, sono e sarò sempre un`infermiera che cerca di capire le difficoltà del suo team e lotta, per loro e con loro!

Luisa, Infermiera Coordinatrice

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