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editoriale

Violenza sulle donne: gli infermieri dicono NO

di Mimma Sternativo

Il fenomeno della violenza sulle donne è un problema sociale e di salute pubblica che deve coinvolgere il personale sanitario, perché è vero che di fronte alla violenza sessuale (e no) si é impotenti, ma è pur vero che si può fornire un'assistenza e un aiuto il migliore possibile per le vittime.

Violenza sulle donne

Si stima che siano circa 250 le donne che ogni giorno subiscono aggressioni fisiche.Purtroppo solo in poche città italiane esistono strutture sanitarie o centri pubblici con personale in grado di fornire un primo soccorso competente, rispettoso dell’autonomia delle donne.

Il numero di vittime che si rivolge al Pronto soccorso è nettamente superiore a quello delle donne che si recano alla Polizia, ai consultori, ai centri antiviolenza, ai servizi sociali e ai servizi messi a disposizione dal volontariato. EPPURE non fosse altro per l’elevata componente femminile della professione infermieristica, l’infermiere non sempre è consapevole della propria responsabilità giuridica e deontologica nei confronti della donna maltrattata.

Davanti ad una vittima di abusi l’infermiere dovrebbe agire su numerosi livelli di competenza, sia da un punto di vista delle abilità e conoscenze professionali sia da quello psicologico. Succede, invece che queste donne  vengano trattate con indifferenza o anche con arroganza; in questo senso, la donna vittima di violenza si ritrova a dover subire nei contesti istituzionali un’altra violenza, ossia un modo di operare che non pone al centro il senso di sicurezza e di integrità della persona..

No alla violenza

Gli infermieri vicini alle donne

All’atto del “triagel’infermiere, che ravvede nella vittima imbarazzo o reticenza nel riferire la causa delle lesioni, dovrebbe isolarla in ambiente tranquillo ed appartato, evitare toni inquisitori ed in caso di lesioni riconoscibili di carattere violento, affrontare con tatto e fare domande indirette sull’argomento.

Se invece dovesse essere la donna a riferire chiaramente l’episodio,  l'infermiere dovrebbe informarla dei suoi diritti e dei rischi che possono derivare dal non provare a modificare la propria situazione. Si può eventualmente indirizzare la vittima verso una'associazione di aiuto.

Mai dare l’idea di essere frettolosi o emettere dei giudizi sulla persona (questo non dovrebbe accadere per nessun paziente).

Certo è che, affrontare situazioni così delicate e complesse senza un minimo di preparazione è cosa difficile. Per questo è utile prevedere corsi specifici che coinvolgano tutte le figure coinvolte, approntare una modulistica adeguata e preparare delle procedure che possano realmente essere applicate sul campo.

La pecularitá dell'infermiere è l'assistenza infermieristica e assistere deriva dal latino adsistere:  "stare vicino" !

Sindacalista

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