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Operatori Socio Sanitari

Migep: l’Oss deve avere un suo ruolo e profilo

di Massimo Canorro

Dal Super Oss in Veneto all’operatore socio sanitario in Lombardia per sostituire l’infermiere con 300 ore di formazione. Situazioni confuse e pericolose, le etichetta Angelo Minghetti, coordinatore Migep, che in una lettera aperta esprime il suo timore. Parlando di travi di legno piene di tarli.

Minghetti, Migep: rimodellare figura Oss attraverso formazione europea

Una situazione molto confusa e pericolosa. Parla così, in una lettera aperta, Angelo Minghetti, coordinatore Migep, ancora preoccupato per l’introduzione di nuove figure professionali (in Regione Veneto viene chiamato Super Oss, in Regione Lombardia nascerà un operatore socio sanitario che sostituirà l’infermiere con 300 ore di formazione) e nella convinzione che non ci saranno nuove assunzioni né si andrà a colmare la carenza di organico in sanità. Piuttosto, saranno sempre gli stessi operatori in servizio a essere riqualificati, medesimo numero di personale, stesso operatore, più competenze e responsabilità, medesimo salario.

Ricordando che la regione amministrata da Attilio Fontana, nell’incontro del 13 giugno scorso, ha chiesto espressamente ai componenti del tavolo di appoggiare con forza la sperimentazione della nuova figura oss che la regione intende mettere in atto – al contempo, informando che non tutti potranno accedere alla formazione poiché avverranno delle selezioni, senza evidenziare come il numero degli operatori da formare, le ore di formazione, quali sono gli enti formativi, i costi – Minghetti torna a chiedere uno scrupoloso approfondimento di questa figura nel panorama giuridico, legislativo e contrattuale da parte degli stessi operatori socio sanitari.

Ostacolo alla crescita professionale

Premettendo che il Migep non è contrario in linea di principio all’evoluzione dell’operatore socio sanitario, né all’acquisizione delle ulteriori competenze, lo stesso esprime la propria avversità al sistema che viene intrapreso in modo sfavorevole alla crescita professionale. Bisogna vedere un diverso inquadramento del personale, devono essere programmate e concertate e condivise attraverso un osservatorio nazionale, poiché questa situazione sarà soggetto a qualsiasi ricorso al giudice del lavoro. Insomma, c’è la convinzione che tale panorama tratteggiato non tenga conto della normativa, del quadro generale finanche alle scarse risorse umane disponibili.

Dubbi su una professione “fantasma”

In particolare, Minghetti si domanda: Bisogna capire se questa figura è in grado di ottemperare alle attività che vengono richieste. Non basta la supervisione e l’attribuzione a carico del personale infermieristico, poiché la responsabilità rimane sempre in capo all’infermiere, ma l’azione ricade sulla nuova figura Oss.

La Federazione Migep ha espresso più di una perplessità su come verrà utilizzata questa professione. La mancanza del “passaggio” di tale figura nel panorama giuridico, legislativo, contrattuale, rende questa una professione fantasma.

Rivedere il profilo dell’Oss

Minghetti non ci sta e traccia la linea: Bisogna rimodellare la figura dell’Oss attraverso una formazione europea, (diploma di qualifica), una giusta retribuzione economica, competenze chiare che non invadano il campo infermieristico con rischi di denunce penali. E ancora, aprire un osservatorio nazionale e regionale con tutti gli attori.

Tutto questo poiché, rimarca in conclusione, la figura dell’Oss non deve sopperire la carenza infermieristica, ma deve possedere un suo ruolo e profilo.

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