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Migep e SHC: ritorno Super Oss, siamo preoccupati

di Massimo Canorro

Attraverso una lunga lettera indirizzata alla politica, la Federazione Migep e il sindacato Human Caring Sanità esprimono la propria contrarietà e apprensione su quanto tracciato dalla Regione e dagli Opi Veneto in rapporto alla figura del Super Oss. E chiedono un’interrogazione parlamentare. Spiegando le loro motivazioni alla base: La figura dell’Oss non deve sopperire alla carenza infermieristica, bensì possedere un suo ruolo e profilo. Tutto ciò è rilevante per il cammino verso un riconoscimento negato e ostacolato da tempo.

Enormi tensioni tra Oss e infermieri, l'allarme Migep-SHC

Super Oss Veneto, Migep-SHC: risposte da trovare

L’assistenza al paziente non si improvvisa, la nuova figura dell’Oss con formazione complementare in assistenza sanitaria va oltre le semplici funzioni richiamate dall’accordo Stato-Regioni del 2003. Siamo contro ogni iniziativa di chi vuole adottare provvedimenti a modificare percorsi formativi con ampliamento di competenze espressamente infermieristiche in cui mette a rischio l’utente e lo stesso operatore. Comincia così la lunga nota – che porta le firme di Loredana Peretto (Federazione Migep) e di Angelo Minghetti (sindacato SHC OSS) – indirizzata al ministro della Salute, Roberto Speranza, al ministro del Lavoro, Andrea Orlando, al sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, al sottosegretario al Ministero della Salute, Pierpaolo Sileri, alle deputate Elena Carnevali (Pd) e Stefania Mammì (M5S), alle senatrici Paola Boldrini (Pd) e Barbara Guidolin (M5S).

Di fatto, dopo la bocciatura del Tar e il no del Consiglio di Stato, la Regione Veneto cerca di nuovo di stabilire un iter di formazione complementare degli Oss. L’intento è sempre far fronte alla carenza di professionisti sanitari. Alcuni giorni fa, l’assessore regionale alla sanità e ai servizi sociali del Veneto, Manuela Lanzarin, ha precisato: Dopo un percorso condiviso con gli Opi regionali, abbiamo stabilito che in questa prima fase saranno 510 gli Oss, suddivisi fra le singole Ulss, a specializzarsi con delle funzioni aggiuntive. Opereranno in modo esclusivo per le strutture per gli anziani. Se in seguito vedremo che tale figura darà la risposta che ci auguriamo alla carenza degli infermieri, nulla ci impedirà di estendere questa nuova figura anche agli ospedali.

Da parte loro, i presidenti degli Opi Veneto hanno etichettato il dibattito sul super Oss una polemica inutile e anacronistica. Precisando: Con l’intervento che si va costruendo, nulla cambia rispetto all’attuale: l’infermiere, sulla base delle valutazioni professionali che gli competono, decide se e a chi attribuire l’attività prevista per il raggiungimento degli obiettivi assistenziali. Adesso l’intervento della Federazione Migep e del sindacato Human Caring Sanità, secondo i quali la questione sta creando enormi tensioni tra gli Oss e infermieri. Chiediamo un’interrogazione parlamentare.

Quindi entrano nel merito della questione. Il progetto avviato tra la Regione Veneto, gli Opi e la Fnopi è quello di affrontare la riorganizzazione del servizio socio sanitario in occasione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (sul quale si è espressa la senatrice Boldrini intervistata da Nurse24.it), passando su una contrattazione sul costo lavoro, senza una revisione delle piante organiche, senza un reale fabbisogno. Gli infermieri in questo modo hanno ottenuto tutta la formazione dell’operatore socio sanitario, con la promessa di avere dirigenti infermieri nelle aziende.

Soprattutto, nella lunga nota si fa presente che questo principio porterà le aziende pubbliche e private a far meno degli infermieri, assegnando compiti, funzioni, una sorta del vecchio infermiere generico che la politica dopo averlo buttato fuori dalla porta con la legge 42/99 con l’appoggio dei sindacati e della Federazione Nazionale dei Collegi Ipasvi, eccolo che rientra dalla finestra, in modo da poter sfruttare l’Oss assegnandoli responsabilità.

Replica alle parole dell’assessore Lanzarin

Nella lettera resa pubblica, la Federazione Migep e il sindacato Human Caring Sanità fanno presente che la Regione Veneto in nome dell’assessore Lanzarin parla di necessità in ragione della carenza infermieristica, definendo l’Oss con formazione complementare come aiutante, rimanendo di supporto all’infermiere e cerca nuovamente di stabilire un percorso di formazione complementare in assistenza sanitaria. Lo stesso esercizio dell’infermiere oggi diventa sempre più limitato e privo di contenuti di cui è elargito ad altre figure mettendoli nella completa illegalità.

Rimarcando che in questo modo tale figura professionale non è più un aiutante, ma figura a se con tutte le sue responsabilità penali. Ma soprattutto ci sarà una riduzione dei costi contrattuali e di figure a scapito degli Oss senza un riconoscimento sulle funzioni infermieristiche, senza determinare il profilo dell’Oss e di altre professioni che operano nell’assistenza, creando conflitti fra la stessa categoria.

Super Oss: una professione fantasma

La Federazione Migep e il sindacato Human Caring Sanità non nutrono alcun dubbio: La mancanza del “passaggio” di questa figura nel panorama giuridico, legislativo, contrattuale, rende l’Oss con formazione complementare una professione fantasma impossibile anche da assumere e sarebbe davvero deplorevole se la Pubblica amministrazione intendesse assumere questi operatori a costo zero.

Pur comprendendo l’urgenza di dare una svolta positiva al futuro del sistema salute Italia, viene altresì fatto notare che mancando la collaborazione, la responsabilità e il riconoscimento giuridico, viene anche a mancare la collaborazione tra Oss, Osss e infermieri i quali stanno costruendo una contrapposizione e non un campo di assistenza sicura e di qualità verso il paziente, di collaborazione e di lavoro multidisciplinari.

Rimodellare a 360 gradi la figura dell’Oss

Restando fermi nella convinzione che la figura dell’Oss non deve sopperire la carenza infermieristica, ma deve avere un suo ruolo e un suo profilo, Federazione Migep e Human Caring Sanità rimarcano l’importanza di rimodellare la figura dell’Oss attraverso una formazione europea, una giusta retribuzione economica, competenze chiare che non invadano il campo infermieristico con rischi di denunce penali, aprire un osservatorio nazionale e regionale con tutti gli attori. Tutti contesti a cui vogliamo fare riferimento per cambiare il futuro della nostra categoria e dare una risposta concreta e soddisfacente al sistema salute futuro, concludono.

Giornalista

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