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Operatori Socio Sanitari

Migep: riconoscere il ruolo professionale dell’Oss

di Massimo Canorro

Il futuro dell’operatore socio sanitario costituisce un tema fondante dopo la risposta del Consiglio di Stato sull’area di riferimento. L’imperativo, dunque, è circoscrivere il ruolo, eludendo qualsiasi dubbio che ruota attorno alla professione. Minghetti (Migep): Apriamo nuovi spazi di dialogo e confronto.

Minghetti, Migep: necessario riflettere su profilo e formazione dell’OSS

Angelo Minghetti (segreteria nazionale Migep)

All’interno del Servizio sanitario nazionale non solo c’è posto – ma anche necessità – di figure professionali differenziate, che tra loro di loro possano integrarsi, evitando di sovrapporre le competenze, di duplicare le prestazioni, riconosciute nel ruolo.

La titolarità delle cure primarie, infatti, non appartiene ad una singola figura professionale ma è condizionata dai bisogni specifici dell’assistito. E il bene ultimo resta la cura la paziente.

Eppure tali considerazioni, quasi banali, spesso non trovano terreno fertile tra coloro che, pubblicamente e non, continuano a ritenere gli Oss non professionisti, bensì tecnici.

E il mancato riconoscimento del ruolo dell’operatore socio sanitario all’interno dell’area delle professioni sociosanitarie desta non solo rabbia, ma anche preoccupazione in Angelo Minghetti della segreteria nazionale Migep, che coglie l’occasione – attraverso una nota – per mettere alcuni punti fermi. Il presupposto? Il futuro dell’oss è un tema fondante dopo la risposta del Consiglio di Stato sull’area socio sanitaria. E se una sentenza riporta che quella dell’Oss non è una professione sanitaria? Il tema ritorna come un mantra, da vent’anni a oggi.

E ancora oggi ci si trova a confrontarsi con una complessità politica che continua a rinnegare il diritto dell’area socio sanitaria, ma adesso ecco la sentenza del Consiglio di Stato che non chiude completamente la questione, evidenziando che la figura dell’oss così com’è legata all’accordo Stato-Regioni del 2001 non può evolvere in area socio sanitaria perché scarsa nella formazione.

Ed ecco che si riprende, come è corretto, a riflettere sull’organizzazione del profilo e della formazione dell’oss. È imprescindibile infatti, nel 2021, ritenere basilare il miglioramento del percorso formativo e dell’aggiornamento continuo affinché l'operatore socio sanitario sia preparato in modo adeguato. Migep porta avanti questo approccio, ma precisa: È certamente possibile una formazione migliore, avere centinaia di proposte, ma se – appunto – non si muta la struttura da tecnico a socio sanitario, gli oss rimarranno sempre tecnici, con competenze inerenti una gamma di attività (“dalle pulizie all’assistenza al paziente”), rilevando un sistema ormai arcaico sulla formazione, carichi di lavoro e demansionamento.

Da qui l’impellenza, riconosciuta dalla stessa Federazione nazionale delle professioni sanitarie e sociosanitarie, di aprire nuovi spazi di dialogo e confronto con la categoria. Gli Oss costituiscono il riferimento organizzativo dell’azione per una pluralità nella natura delle necessità primarie a cui è necessario replicare, in termini di complessità, varietà e specificità nella dimensione di nuove problematiche, continua Minghetti, evidenziando che all’interno di un sistema assistenziale, infermieri e oss sono attori indispensabili per i valori costituzionali, nel rispetto, nel servizio, nella cultura e nel supporto alle persone fragili.

L’urgenza di una professione che deve trovare dignità e, soprattutto, la propria collocazione – un’area socio sanitaria non riconosciuta seppur ci sia una normativa – rappresentano le leve dalle quali partire, portando avanti una serie di iniziative dove gli attori coinvolti sono tutt’altro che isolati. Occorre edificare un rapporto di forte dialogo tra il ministero della Sanità, la classe politica, la Fnopi, gli Opi e la Federazione Migep e la Federazione Sindacale SHC Oss, per ripensare tutti insieme il futuro dell’assistenza alle persone e al servizio sanitario e sociale.

Ma affinché il confronto sui rapporti tra la professione dell’oss e quella dell’infermiere sia il più possibile costruttivo, occorre insistere su alcuni aspetti, che meglio possono strutturale il primo ruolo. Dalla necessità di rivedere il profilo dell’oss, definendo le competenze specifiche dell’oss, alla formazione, rendendola omogenea sull’intero nazionale, superando l’inquadramento del ruolo tecnico, facendo confluire la figura dell'operatore socio sanitario nel ruolo socio sanitario, come espressamente previsto dall’articolo 5 della Legge 3/18, mediante l’inserimento nell’area delle professioni sociosanitarie anche della figura professionale dell’Oss, illustra Minghetti. E ancora, unificare i due profili (oss e “oss-s”) ed aprire un osservatorio nazionale permanente, un tavolo tecnico quale strumento per gestire il registro degli oss.

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