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Infermiere e OSS

Trovare parcheggio per andare a lavoro, a Trento è una lotta

di Paola Botte

Quello della mancanza dei parcheggi per i dipendenti degli ospedali è diventato un problema ormai diffuso. Un pensiero costante che angoscia migliaia di infermieri, medici, oss e ausiliari di qualsiasi regione e città. A Trento, per esempio, da oltre cinque anni i dipendenti vivono una situazione esasperante, resa tale anche dalla carenza di valide alternative all'uso dei mezzi propri.

Loris, Oss: Al Santa Chiara la situazione parcheggi è insostenibile

parcheggio ospedale pieno

Il parcheggio dell'Apss Santa Chiara di Trento

Loris Campestrin, Operatore socio sanitario dell'azienda ospedaliera Santa Chiara di Trento dice: Da troppi anni stanno rubando il nostro tempo ed è ora di trovare una soluzione.

Ai parcheggi, ma anche agli orari dei treni che nonostante siano pieni di pendolari che dalle valli arrivano fino in città, non tengono conto dei turnisti.

Più volte ci siamo lamentati - racconta l'operatore - e abbiamo raccolto firme per chiedere di adibire più spazi ai parcheggi. Soprattutto per chi entra in turno nel pomeriggio la situazione è davvero insostenibile. Dobbiamo partire da casa circa due ore prima e rimanere in auto finché non si libera un posto. Non possiamo mica occupare i posti riservati all'utenza. Così spesso siamo costretti a lasciare la macchina in doppia fila o dietro quella di un collega del turno di mattina, salire in reparto, prendere consegne e poi tornare al parcheggio per prendere il posto dell'auto che andrà via. Questa non è vita.

Fino a tre anni fa, Loris ci dice che i dipendenti potevano usufruire di uno spazio privato dove poter parcheggiare. Poi, il proprietario ha giustamente reclamato la sua proprietà per altri usi e i lavoratori si sono ritrovati di nuovo con grossi problemi.

Un parcheggio provvisorio in realtà ci sarebbe - svela Loris - ma non vogliono farcelo usare, perché si sta aspettando una sentenza sull'avvio dei lavori di un nuovo ospedale proprio in quella zona.

Bisogna considerare inoltre che in questi ultimi anni l'utenza dell'ospedale e gli accessi sono aumentati, così come i suoi dipendenti, quindi le richieste di posteggio sono anch'esse aumentate rispetto al passato.

L'alternativa sarebbe usare i treni oppure gli autobus cittadini, ma a quanto pare non risolverebbero i problemi.

La linea ferroviaria della Valsugana e della Val di Non - spiega - è lenta e soprattutto passa in orari che non tengono conto dei turnisti. Quando dobbiamo fare pomeriggio, siamo costretti a prendere il treno troppo presto, mentre la sera, all'orario in cui finiamo il turno, non ne troviamo uno che ci riporti a casa.

Potenziare la linea ferroviaria sarebbe dunque una buona soluzione sia per compensare alla carenza di parcheggi sia per smaltire il traffico cittadino e quindi il tasso d'inquinamento.

Per quanto riguarda i parcheggi - sottolinea Loris - noi saremmo disposti anche a posteggiare l'auto esternamente, in un luogo lontano dall'ospedale, purché ci forniscano dei bus per raggiungere la struttura in orario.

Le numerose richieste di Loris e di molti altri dipendenti del Santa Chiara hanno raggiunto più volte i vertici dell'Azienda ospedaliera, dell'amministrazione comunale e provinciale di Trento, ma finora non è stato fatto nulla di concreto.

L'ultima speranza è appesa ad una nuova petizione on line lanciata da Loris, che finirà presto sulle scrivanie di Mauro Gilmozzi, assessore provinciale alle infrastrutture e ambiente, di Luca Zeni, assessore provinciale alla salute P.A.T. di Trento, Paolo Bordon, direttore geenrale Apss e Alessandro Andreatta, sindaco di Trento.

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