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Legge

Aprire i reparti di terapia intensiva, una legge di civiltà

di Redazione

Aprire le terapie intensive a tutti i livelli 24 ore su 24, perché la legge 141 è una legge di civiltà. Lo hanno chiarito a grandi lettere oggi alla Camera dei deputati infermieri, medici e cittadini. Per una volta voce unanime all'audizione informale alla XII commissione, sulla proposta di legge n. 141 Antezza, recante “Disposizioni concernenti la realizzazione di reparti di terapia intensiva aperta". Aniarti era presente con Silvia Scelsi.

La proposta di Legge 141

L’esigenza di andare a colmare il vuoto legislativo su questi temi nasce dal sempre più sentito bisogno di dare valore a tutta la sfera relazionale e affettiva che inevitabilmente si interseca con la pratica della medicina, in particolar modo quando si ha a che fare con le problematiche connesse all’assistenza ai pazienti critici ricoverati in reparti di cure intensive. Le sempre più numerose richieste indirizzate nel senso di prevedere la possibilità per le famiglie di questi degenti di essere ammesse a visite più frequenti e prolungate nei suddetti reparti per fornire il loro supporto al parente malato, dimostrano come nella società i tempi siano maturi per affrontare, anche da un punto di vista normativo, queste tematiche. Silvia Scelsi, per Aniarti, ha portato la voce degli infermieri alla Camera

La legge garantisce che ci sia il rispetto di uno standard di assistenza e di cura e su questo siamo tutti d’accordo: cittadini e professionisti dice Silvia Scelsi. Cura e assistenza vanno dati al paziente e al suo nucleo famigliare per intero - continua Scelsi - e non ci sono ostacoli in letteratura, sono solo falsi miti. All’estero le terapie intensive sono aperte da moltissimi anni, soprattutto in Europa.

I benefici ormai si conoscono: sprimo fra tutti si abbassa il livello di stress sia nel paziente che nei suoi famigliari. Dalla commissione hanno sollevato questioni sul costo di una legge del genere e sulle difficoltà per le strutture obsolete. Ma Aniarti è stata chiara: Questo è un cambiamento culturale, non strutturale. Aprire una terapia intensiva non significa avere una terapia megagalattica, ma come è stato detto riportando una frase di Proust "Il vero viaggio non è scoprire nuovi posti, ma vedere gli stessi posti con nuovi occhi". Perciò quello del problema strutturale e finanziario è un falso mito.  C'è poi il problema delle malattie infettive. Ho presentato la campagna Oms sul lavaggio delle mani - dice Scelsi -. Imparare a lavarsi le mani è una delle regole essenziali per stare in un ospedale sano. Ci sono delle regole nelle terapie intensive aperte, regole che vanno condivise con il cittadino e che non danno luogo a limitazioni.

Ma la persona deve poter strare con il proprio congiunto tutto il tempo possibile

Adesso la palla passa al parlamento e si vedrà se e quando la legge 141 diventerà realtà.

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