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Emilia-Romagna

Cgil-Cisl-Uil difendono la Regione su Direttore Assistenziale

di Massimo Canorro

Dai sindacati dei medici una serie di pregiudizi fondati su anacronistiche posizioni conservative e corporative. Così Cgil, Cisl e Uil relativamente all’adozione della figura del Direttore assistenziale in Emilia-Romagna. La sanità urge di innovazioni e del coinvolgimento di tutte le professioni sanitarie.

Direttore Assistenziale, i confederali fanno scudo: dai medici solo pregiudizi

Cgil-Cisl-Uil: Sbigottiti dai medici, solo pregiudizi su Direttore Assistenziale

Siamo rimasti sbigottiti nel leggere il comunicato di diverse sigle mediche. Così Cgil, Cisl e Uil in merito alla presa di posizione dei sindacati medici ospedalieri e territoriali dell’Emilia-Romagna, intransigente relativamente all’istituzione della Direzione assistenziale all’interno delle Aziende sanitarie.

L’accusa? L’assessorato della Salute – invece di pensare ad investire risorse per migliorare qualità e numerosità delle prestazioni sanitarie per i cittadini – ha come intento prioritario l’istituzione di una nuova figura di alta dirigenza: il Direttore assistenzial, si legge. Rabbia e amara ironia, dunque, si mescolano.

Di tutt’altro avviso, invece, Cgil, Cisl e Uil, che ritengono si tratti di pregiudizi fondati su anacronistiche posizioni conservative e corporative, quando ormai è lampante che la sanità italiana ha urgenza di innovazioni e del totale coinvolgimento di tutte le professioni sanitarie.

E mentre – a distanza di circa un anno dall’annuncio – l’assessore alle Politiche per la salute della Regione, Raffale Donini, comunica che la proposta di legge sull’istituzione del Direttore assistenziale arriverà in giunta per l’approvazione entro la fine di luglio, Cgil, Cisl e Uil rivendicano il supporto dell’intero iter, sostenendo ogni azione volta a favorire la maggiore integrazione tra professionisti, servizi ospedalieri e territorio, nella certezza che ciò non rappresenti un depotenziamento delle restanti figure manageriali né crei conflitti tra le professioni coinvolte.

Appropriatezza dei percorsi, politiche di governo dei costi, gestione ottimale delle risorse. Sono una serie di obiettivi che – nella visione di Cgil, Cisl e Uil – si raggiungono attraverso il contributo e il giusto riconoscimento nei confronti di tutti: dagli infermieri ai medici, dai tecnici sanitari, della prevenzione e riabilitazione agli impiegati amministrativi. Non perdendo mai di vista un focus: Ad interessare la maggioranza degli operatori e ad influenzare la riuscita di importanti riorganizzazioni è la possibilità, concreta, di vedere valorizzato il proprio ruolo e il lavoro svolto.

Così la Direzione assistenziale – sostenuta dal Coordinamento regionale degli Opi dell’Emilia Romagna – si inserisce nel contesto in cui nuovi (e coerenti) modelli organizzativi possono/devono vertere, oggi come domani, su una serie di risposte multiprofessionali. Nella consapevolezza che il sistema sanitario rappresenta uno dei settori lavorativi, in Italia, più denso di professioni e competenze. Ragione per cui qualsivoglia trasformazione organizzativa orientata a corrispondere agli attuali bisogni, alla presa in carico delle cronicità e all’aumento delle responsabilità urge di investimenti importanti.

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