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Emilia-Romagna

Nasce la nuova figura del Direttore Assistenziale

di Redazione

Con la modifica della Legge Regionale numero 29/2004 la Regione Emilia-Romagna intende introdurre la nuova figura del Direttore assistenziale, che all’interno di ogni Ausl e Azienda Ospedaliera si occuperà della valorizzazione e dello sviluppo delle professioni sanitarie. Un’iniziativa che ha ricevuto il plauso da parte del Coordinamento Regionale degli ordini degli infermieri dell’Emilia Romagna e della Federazione nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche: Inserire le professioni infermieristiche a pieno titolo nella direzione strategica aziendale potrà rafforzare la governance dei processi organizzativi.

Emilia-Romagna, con Direttore Assistenziale migliorerà qualità dei servizi

La nuova figura di direttore assistenziale voluta dalla Regione Emilia-Romagna per le aziende sanitarie migliorerà la qualità dei servizi. Così i sindacati di categoria Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl difendono la decisione presa dalla Giunta Bonaccini e contestata, invece, dal sindacato dei medici Cimo, che ha parlato di "poltronificio" e di "ennesimo colpo di mano".

Parole che non sono piaciute ai confederali. La questione vera dal nostro punto di vista è che si alzano barricate corporative a prescindere dal merito - attaccano Cgil, Cisl e Uil - come abbiamo già visto in passato con la radiazione dall'Ordine dei medici dell'allora assessore regionale alla sanità, Sergio Venturi, 'reo' di aver sostenuto il ruolo dell'infermiere nel sistema di emergenza-urgenza 118.

Secondo i sindacati, però, non saranno certo i pregiudizi basati su anacronistiche posizioni corporative a fermare lo sviluppo e l'integrazione delle professioni sanitarie con la professione medica. L'integrazione nelle aziende sanitarie è già nei fatti consolidata ed è un valore del nostro sistema regionale.

Il nuovo direttore assistenziale, spiegano dunque i confederali, si occuperà della valorizzazione e dello sviluppo delle professioni sanitarie, collaborando con il direttore sanitario nella ricerca degli assetti organizzativi più adeguati a dare risposta ai bisogni della popolazione.

In questo modo, affermano Cgil-Cisl-Uil, per la prima volta nella storia infermieri, ostetriche, professioni tecniche e della prevenzione potranno contare su uno specifico ruolo dirigenziale per valorizzare la grande flessibilità e capacità di dare risposte alle collettività locali, il tutto in una logica di forte integrazione professionale.

Ordini infermieri: nuova opportunità per cittadini e professionisti

A sostenere la proposta dell'Assessorato alla Salute della Regione per la modifica della Legge regionale 29/2004 con l’obiettivo di valorizzare le professioni sanitarie sono anche il Coordinamento Regionale degli ordini degli infermieri dell’Emilia Romagna e la Federazione nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (Fnopi), che vedono nella creazione della figura del Direttore Assistenziale una nuova opportunità per i cittadini e per i professionisti che per il loro mandato professionale sono i più vicini a dove nasce il bisogno assistenziale, sempre presente con la nuova epidemiologia della popolazione, ma che si è dimostrato primario anche nella pandemia e la capacità di gestirla da parte di professionisti competenti, ha spesso fatto la differenza in termini di maggior possibilità e appropriatezza di risposta.

Inserire le professioni infermieristiche a pieno titolo nella direzione strategica aziendale potrà rafforzare la governance dei processi organizzativi, garantendo una più compiuta visione d’insieme, capace di valorizzare tutte le professionalità presenti, generando una maggior capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini

Un'iniziativa, quella dell'Emilia-Romagna, che secondo il Coordinamento Opi Regionale e secondo la stessa Fnopi sarebbe il caso di confermare anche a livello nazionale, su iniziativa proprio delle stesse Regioni.

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