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Emilia-Romagna

Direttore Assistenziale, passo avanti per la crescita del SSR

di Redazione

“Una rivoluzione positiva”: è questa la definizione più appropriata per descrivere la proposta dell’assessore alle politiche per la salute dell’Emilia Romagna che rimodula l’assetto delle direzioni strategiche delle aziende dell’Emilia Romagna inserendo una quarta figura che affianca il direttore generale, il direttore sanitario e quello amministrativo, cioè quella del direttore assistenziale.

Opi Emilia-Romagna: con Direttore Assistenziale migliorerà qualità dei servizi

In sostanza si tratta dell’ingresso delle professioni sanitarie nell’area strategica delle scelte aziendali, in quanto il direttore assistenziale sarà un dirigente afferente ad una delle quattro aree delle professioni sanitarie, quella infermieristico-ostetrica, quella tecnica, quella della riabilitazione e quella della prevenzione.

Una promozione strameritata guadagnata sul campo da tempo - scrivono in una nota congiunta Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl Emilia-Romagna, il Coordinamento Ordini delle professioni infermieristiche regionale e gli ordini provinciali professioni tecniche sanitarie radiologia medica e professioni tecniche, sanitarie, riabilitazione, prevenzione - per il grande contributo e per il grande valore che da sempre i professionisti garantiscono per dare garanzia ai percorsi assistenziali di presa in carico delle persone che si rivolgono al nostro servizio sanitario regionale.

Una persona è un insieme complesso e non è mai riconducibile ad una patologia fine a se stessa e di conseguenza non è la sola somma degli interventi diagnostici e terapeutici che garantiscono una risposta sanitaria di alto livello ma piuttosto il loro insieme coordinato ed organizzato, partendo dalle necessità delle persone, in un percorso assistenziale definito.

Una rivoluzione come detto in premessa destinata a migliorare la qualità dell’offerta sanitaria in un’ottica di miglioramento della risposta individuale che senza ombra di dubbio avvicinerà la salute e la sanità alle persone. Attendiamo fiduciosi la deliberazione regionale - conclude la nota congiunta - e l’apertura dell’iter legislativo certi di poter dare il nostro contributo per dare il via a questa rivoluzione.

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