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Dirigenza infermieristica

Mambelli: non possiamo più permetterci di aspettare

di Sara Di Santo

Dall'importanza del lavoro di squadra ai processi che hanno portato all'evoluzione della professione. Dalla forte leadership del periodo "epocale" per l'Infermieristica italiana allo stallo degli ultimi anni. In una lunga intervista a cura di Ferdinando Iacuaniello, Direttore di Nurse24.it, Silvia Mambelli - Direttrice del servizio infermieristico dell'Ausl Romagna (oggi in pensione) – ripercorre le tappe salienti del suo percorso professionale e personale, lanciando un monito ai leader di oggi: Non possiamo più permetterci di aspettare. È il momento di entrare a gamba tesa e dire: adesso certi passi avanti vanno fatti.

Fame di conquiste professionali, la “Cronometro” di Silvia Mambelli

Testimone di un periodo storico importantissimo per la professione infermieristica, quello nel quale la leadership di categoria aveva davvero fame di conquiste. È così che Silvia Mambelli, ex infermiera dirigente, vede sé stessa oggi, dopo oltre quarant’anni di esperienza alle spalle trascorsi ricoprendo vari ruoli, ma tutti sempre con al centro il bene del paziente.

Forte leadership, forte tenacia, forte determinazione e grande personalità. Sono queste le caratteristiche che hanno permesso alla Dirigenza infermieristica degli "anni d'oro" di lottare e ottenere risultati epocali per l'intera categoria. Ma sono le stesse caratteristiche che, nella dirigenza di oggi, Mambelli (e non solo lei) intravede con fatica.

Avevamo fame di volere il riconoscimento di quella che è una professione a tutti gli effetti. Non bisogna dimenticare gli sforzi fatti, tutto ciò che è stato portato avanti con tanta tenacia

Il ciclismo come metafora della vita. Questo il secondo grande pilastro per l’ex direttrice del servizio infermieristico dell'Ausl Romagna, che ha passato una vita tra lavoro e sport allenandosi su salite e discese, affrontando crisi e trovando soluzioni. Ma anche la bicicletta, come tutte le cose, a volte dà e a volte toglie.

C'era una leadership diversa. C'erano persone con un linguaggio comune e una determinazione comune nel voler intraprendere passo dopo passo quella che poi è stata l'evoluzione infermieristica. Dal profilo professionale, alla legge 42 e alla legge 251, ecc. Tutto questo è stato frutto di un lavoro portato avanti da persone con una forte leadership, forte tenacia, determinazione e personalità

Nel suo racconto Mambelli tocca tanti nervi scoperti di una categoria oggi molto provata dalle fatiche della pandemia, certo, ma che proprio oggi vive in un contesto favorevole a far uscire quello che è importante dire. Così, però, non accade: siamo molto silenti - continua Mambelli, che ancora fatica a rassegnarsi all’idea di non correre più la sua Cronometro professionale – oggi non si esce a gamba tesa a dire: “adesso certi passi in avanti vanno fatti”. Questo è a mio avviso il punto debole della nostra professione in questo periodo storico. E il rischio è, da un lato, quello di rimanere in una fase di stallo professionale, dall’altro quello di abbassare in maniera significativa il livello qualitativo dei servizi.

Dopo una carriera durata più di quarant’anni - scandita da disciplina e grande abnegazione a studio e lavoro - Mambelli è ancor più convinta dell’inutilità delle lotte interprofessionali e dell’insostituibilità del lavoro di squadra, l'unica via per continuare ad evolvere, come categoria e come "sistema Salute". Adesso guardando tutti verso un’unità di intenti e di identità professionale quell'obiettivo è ora di raggiungerlo. Dopo lo “sprint” dato dalla reazione alla pandemia non possiamo più permetterci di tornare ai tempi biblici pre Covid per attuare le necessarie modifiche organizzative. Insomma, parafrasando Mambelli (e citando Levi): se non ora, quando?

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Commenti (1)

MaxGen76

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12 commenti

FINALMENTE UNA PROFESSIONISTA CONCRETA!

#1

Giustissimo, finalmente una PROFESSIONISTA che afferma COSE SACROSANTE!!! Lei è una grande!!!
Mi permetto solo di aggiungere che SE NON SIAMO COESI non raggiungeremo mai ciò che ci spetta, ovvero:
1) Il GIUSTO INQUADRAMENTO (QUADRO non impiegato e/o operaio!).
2) L’uscita fuori dal COMPARTO come hanno fatto i medici anni addietro, (attualmente lo condividiamo con TUTTO il personale NON LAUREATO! OSS, OSSS, OTA, Ausiliari, Portantini, Ascensoristi, Giardinieri, Elettricisti, Idraulici e tutte le maestranze, percependo uno stipendio molto simile a loro, di fatto più basso, se paragonato alla RESPONSABILITÀ CIVILE E PENALE nel REPARTO che grava tutto sulle nostre spalle, soprattutto di notte!).
3) Il giusto RICONOSCIMENTO della nostra professionalità, come si può pretendere di “essere visti” dall’opinione pubblica, in qualità di DOTTORI, se siamo demansionati e chi deve tutelarci resta in disparte, in silenzio, senza muovere un dito? Non bisogna sprecare anni di lotta e di sacrificio di coloro che ci hanno preceduto! C’è chi pensa che è compito infermieristico eseguire le mansioni igienico-domestico-alberghiere!!! Liberissimi ovviamente di pensarlo, ma a questo punto si fa sempre in tempo a cambiare mestiere (OSS, Badante, OTA, Ausiliario, Portantino, ecc!). Perché le maestranze dicono “non è compito mio” e un infermiere NON PUÒ FARLO visto che è la legge a DIRLO? Basta ricordare la legge Nº 1078 RG Nº9518/80, CRON. 2210 9 FEB 1985! Nessuno è al di sopra della legge! Quindi eseguendo NOI tali mansioni INFRANGIAMO LA LEGGE!!!!!!!!! Se dovesse accadere un evento avverso ad un paziente mentre stiamo svolgendo l’igiene ad un’altro utente, anche aiutando un OSS (altra infrazione perché vietato dalla LEGGE 761/69, Conferenza Stato Regioni 2001), passiamo i guai, perché c’è l’aggravante che si sta svolgendo una mansione di non competenza! E NESSUNO davanti al giudice si assumerà la responsabilità di dire che vi ha mandato a pulire un paziente! Meditate gente MEDITATE!