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La voce degli infermieri su tagli e ristrutturazioni in sanità

di Sara Di Santo

In genere gli infermieri non vengono consultati quando in ballo ci sono riforme sostanziali; quasi sempre accade che le ristrutturazioni e i cambiamenti in Sanità vengano fatti senza negoziarli con chi, nella pratica, si troverà a gestirne le conseguenze in maniera diretta. E come risultato si verificano ripercussioni ben note, come il peggioramento della qualità dell'assistenza, l'aumento di assenteismo e la volontà di abbandonare la professione. Uno studio di ricerca pubblicato sulla rivista AIR, Assistenza Infermieristica e Ricerca, ha sondato le opinioni degli infermieri sui tagli di personale, di risorse e sulle ristrutturazioni dei sistemi sanitari.

Ssn fra tagli e ristrutturazioni, cosa ne pensano gli infermieri

Aziendalizzazione, competizione e mercato libero da una parte. Tagli al personale, ridisegnamento dei modelli assistenziali, riduzione degli stipendi e dei servizi offerti agli utenti dall’altra.

Questo, in breve, è il trend di tutti i servizi sanitari che negli ultimi 30 anni si sono orientati verso una crescente privatizzazione.

Ma cosa ne pensano di tutto questo gli infermieri? Se lo sono chiesto Paola Di Giulio e Ines Basso che, nel loro progetto di ricerca “La voce degli infermieri sui tagli e le ristrutturazioni dei sistemi sanitari” - pubblicato sulla rivista scientifica Assistenza Infermieristica e Ricerca (volume 37, n. 1, gennaio-marzo 2018) - hanno verificato cosa riporta la letteratura internazionale sull’argomento.

Quello che si delinea dall’analisi dei contenuti degli articoli reperiti è un quadro per lo più omogeno a livello europeo, pur con le rispettive peculiarità dei diversi sistemi sanitari: i tagli alla sanità pubblica destano serie preoccupazioni, soprattutto per le ripercussioni sul personale, sottoposto a maggiore stress ed aumento dei carichi di lavoro, poiché agli stessi tagli non sono seguiti investimenti per la salvaguardia della qualità dell’assistenza.

Gli effetti dei tagli alla Sanità secondo gli infermieri

Gli infermieri sono i testimoni più diretti delle conseguenze dei cambiamenti, perché lavorano soprattutto a microlivello e a diretto contatto con i pazienti

Italia Inghilterra Spagna Grecia
Maggiore stress sul lavoro Aumento dei carichi di lavoro La crisi economica del 2008 ha incrementato l'emigrazione degli infermieri spagnoli Aumento del burnout associato alle condizioni lavorative derivanti dalla crisi
Aumento del numero di pazienti con problemi sociali Ricaduta sulla voglia di continuare a lavorare nelle attuali condizioni Riduzione del numero di infermieri negli ospedali Riduzione del rapporto infermieri/pazienti
Aumento del carico di lavoro Riduzione delle équipe stabili con l'introduzione di infermieri di agenzia Aumento del numero di infermieri che partecipano a concorsi pubblici per trovare posto fisso Riduzione degli stipendi
Minori opportunità di trovare una sede di tirocinio per gli studenti Mancata sostituzione di infermieri esperti e in grado di formare i colleghi Aumento del numero di infermieri di agenzia Mancanza di risorse
Aumento della standardizzazione dell'assistenza (nei reparti) Riduzione del numero di studenti per incapacità dei reparti di accogliere studenti in formazione Aumentata pressione sul mercato del lavoro per la mancata riduzione degli infermieri in formazione Aumento dei carichi di lavoro
Strumenti di lavoro più poveri Peggioramento della qualità dell'assistenza erogata Peggioramento delle condizioni lavorative
Carenza di infermieri ingravescente Minore disponibilità di insegnanti per la formazione di nuovi infermieri

Visibilità, il problema della professione infermieristica

A saltare subito all'occhio è la mancanza, ad esempio, di testimonianze degli infermieri francesi, belgi, tedeschi ed olandesi. Il primo, più rilevante ed in un certo senso conclusivo risultato - scrivono Di Giulio e Basso - è l'assoluta scarsità di contributi sull'argomento in letteratura.

I contributi degli infermieri su questi temi vengono ospitati su riviste di associazioni professionali nazionali o su riviste non indicizzate, dalle quali però - commentano le autrici dello studio - emerge un atteggiamento passivo su un problema di grande rilevanza culturale, a rimarcare quello che è sempre stato un annoso problema per la professione infermieristica: la visibilità.

In genere, infatti, gli infermieri non vengono consultati quando in ballo ci sono riforme sostanziali; quasi sempre accade che le ristrutturazioni e i cambiamenti vengano fatti senza negoziarli con chi, nella pratica, si troverà a gestirne le conseguenze in maniera diretta. E come risultato si verificano ripercussioni ben note, come l'aumento di assenteismo e la volontà di abbandonare la professione.

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