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Lesioni da decubito: giusta alimentazione proteica per pronta guarigione

di Redazione

LDD

I pazienti con ulcere in fase acuta o con lesioni croniche da decubito richiedono di aumentare l’apporto proteico per permettere la guarigione in tempi più rapidi. Un’attenta valutazione e un adeguato apporto di proteine sono due fattori necessari per la guarigione delle ferite.

RAVENNA. Pubblichiamo qui di seguito uno studio realizzato dai colleghi del laboratorio di idee ed esperienza "Esperti di Vulnologia". Il servizio tratta dell'importanza della nutrizione nella guarigione delle ferite e fa il punto sulle più recenti scoperte nel campo dell'assistenza a pazienti con lesioni tissutali di varia eziologia.

Un’attenta valutazione e un adeguato apporto di proteine sono due fattori necessari per la guarigione delle ferite.

Nel processo di guarigione delle ferite è fondamentale stabilire un adeguato apporto di proteine da parte del paziente.

I pazienti con ulcere in fase acuta o con lesioni croniche da decubito richiedono di aumentare l’apporto proteico per permettere la guarigione in tempi più rapidi.

I pazienti anziani e allettati che presentano ferite, spesso da decubito, vanno incontro a peggioramento perché quasi certamente l’apporto proteico tramite la dieta è diminuito ed è diventato insufficiente, mentre la clinica ha stabilito che in questi casi è certamente necessario aumentare tale apporto.

 

Capire la struttura e il funzionamento delle proteine

Parola derivante dal greco PROTOS cioè PRIMARIO facendo subito capire quanto è importante il giusto apporto di questo nutrimento.

Gli aminoacidi sono i costituenti basilari delle proteine e indispensabili per molte funzioni, le proteine e gli enzimi hanno ruoli fondamentali nel metabolismo delle sostanze chimiche del nostro organismo, per la produzione enzimatica, per la regolazione del metabolismo acido/base per la produzione di anticorpi nel sistema immunitario, per il trasporto di preziose sostanze quali albumine, emoglobina, transferrina, costruzione del retinolo, sono importanti recettori di risposte dell’organismo in fasi acute di malattia.

Hanno inoltre un ruolo fondamentale nell’attività cardiaca in quanto - tramite l’actina e la miosina - ne misurano l’attività contrattile, agendo sulla muscolatura liscia.

Nel nostro specifico caso di interesse, cioè le ferite, dobbiamo sapere anche della la loro importanza nella produzione di collagene, elastina, cheratina durante la fase di proliferazione di riparazione tissutale che è fondamentale per creare nuovo tessuto.

Il 40% delle proteine corporee servono all’apparato muscolo scheletrico in quanto sono la maggiore componente della massa magra e hanno attività metabolica.

La massa magra tende a diminuire con l’avanzare dell’età e in presenza di malattie sia croniche sia acute, ma con significativa compromissione della capacita dell’organismo di svolgere un funzionamento corretto sul funzionamento delle corrette attività delle proteine.

 

Amminoacidi

Tutti i venti amminoacidi del corpo hanno una stessa struttura di base: un carbonio centrale, almeno un gruppo amminico (-NH2), almeno un gruppo carbossilico (-COOH), e una catena laterale che rende ogni amminoacido unico e determina il suo ruolo funzionale nel corpo. A volte classificati in base alle loro proprietà, quali la carica e la polarità, gli amminoacidi sono comunemente classificati come essenziali e non essenziali.
I nove amminoacidi essenziali sono: istidina, isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina, treonina, triptofano e valina. Poiché il corpo non riesce a sintetizzare gli amminoacidi essenziali, è necessario introdurli con la dieta. I rimanenti undici amminoacidi sono non essenziali poiché il corpo può sintetizzarli usando scheletri carboniosi esistenti e gruppi amminici liberi.
Tuttavia alcuni amminoacidi non essenziali sono considerati in certe circostanze essenziali quando una specifica condizione impedisce al corpo di sintetizzare un particolare amminoacido, incluse condizioni genetiche, quali la fenilchetonuria e la funzione d’organo immaturo durante l’infanzia e l’età adulta. In alcuni individui, la richiesta di questi amminoacidi aumenta durante stress metabolici (come quando un paziente ha una lesione cronica) e la produzione del corpo può non tenere il passo con l’aumentata richiesta.
La richiesta degli amminoacidi non essenziali glutammina e arginina aumenta durante la guarigione delle ferite, sebbene raccomandazioni specifiche per l’introito dietetico non sono ancora stabilite.
La glutammina agisce come precursore per la sintesi nucleotidica la quale è essenziale per la rapida proliferazione cellulare durante la guarigione delle ferite. L’arginina promuove la guarigione delle ferite incrementando il deposito di collagene e migliorando la produzione di ossido nitrico e la ritenzione di nitrogeno e la funzione immunitaria.

 

Aiutare i pazienti a conoscere il loro bisogno di proteine

I pazienti che non seguono una dieta bilanciata, probabilmente non consumano abbastanza proteine per aiutare la guarigione delle loro ferite.
Assumere abbastanza proteine è particolarmente problematico nei pazienti anziani per svariate ragioni quali l’alto costo degli alimenti ricchi di proteine, preferenze su alimenti energici e intolleranze, difficoltà nella masticazione o a deglutire e paura nel consumare alimenti ricchi di grassi o ad alto contenuto proteico.
Inoltre solitudine, depressione, affaticamento, l’assunzione di farmaci, problemi del cavo orale e altri problemi, possono interferire con la preparazione degli alimenti.
Per favorire la giusta assunzione di proteine, i medici dovrebbero indurre i pazienti a essere flessibili riguardo alla loro dieta, incoraggiarli al consumo di alimenti che apprezzano e che risultano essere facili da preparare ed economici.
Una dieta troppo restrittiva può risultare poco interessante e portare a una ridotta assunzione di alimenti comportante un incosciente calo di peso.
Far comprendere l’importanza di un’adeguata assunzione di proteine è fondamentale per la guarigione delle ferite; diversamente, il corpo utilizza le proteine per produrre energia da impiegare nella riparazione dei tessuti.

 

Dieta ricca vs dieta povera di proteine

Prodotti di origine animale forniscono una completa assunzione di proteine in quanto contengono gli amminoacidi essenziali.
Le uova, con il loro profilo amminoacidico completo, sono il miglior alimento al quale confrontare tutte le altre fonti di proteine. In genere sono economiche rispetto agli altri alimenti ad alto contenuto proteico, rendendole una scelta conveniente e facili da preparare per i pazienti anziani.
Altri alimenti a profilo amminoacidico completo sono: manzo, pesce, latte, pollame e yogurt.
I prodotti della soia sono gli unici tra gli alimenti di origine vegetale a essere una fonte completa di proteine.
Molte delle proteine di origine animale, sono considerate incomplete in quanto contengono pochi aminoacidi essenziali e vengono definite come limitatrici degli amminoacidi.
Combinando alimenti con differenti limitatori degli amminoacidi, si può migliorare la qualità delle fonti proteiche vegetali ad esempio unendo cereali e legumi o legumi e semi.
Non è necessario combinare proteine incomplete a ogni pasto, ma è importante mangiarle lo stesso giorno durante gli altri pasti.

 

Valutare il fabbisogno proteico dei pazienti

Basandosi sul fabbisogno di adulti in buona salute, la quantità raccomandata è di 0,8 g di proteine/kg di peso corporeo. I pazienti anziani possono richiedere una maggiore assunzione di proteine: 1 g / kg. Tuttavia, molti pazienti, tra cui quelli con ferite, non rientrano nella categoria “adulto sano” e potrebbero richiedere di un fabbisogno proteico superiore. È noto che un adeguato apporto di proteine è fondamentale per una corretta guarigione della ferita, ma la quantità non è stabilita. Dopo una procedura chirurgica, è consigliato un apporto da 1 a 1,5 g di proteine / kg , anche se questo può variare con l’estensione della ferita chirurgica.
Per i pazienti con ulcere da pressione, la raccomandazione è da 1 a 1,5 g / kg.
Per i pazienti, invece, con ulcere profonde o ulcere da pressione multiple, possono necessitare da 1,5 a 2 g / kg.
Per quanto riguarda le ferite di grandi ustioni, il fabbisogno di proteine talvolta può raggiungere 1,5 a 3 g /kg, proprio per compensare la vasta perdita di proteine attraverso le urine e l’essudato dovuto alla bruciatura.
Nel determinare l’implemento proteico necessario in pazienti con una ferita, è doveroso considerare altri fattori, “come la preesistente malnutrizione”, insufficienza renale o altre malattie gravi.

La strategia migliore è di valutare il paziente nel suo complesso e usare il proprio giudizio clinico sulla base di:

- un esame fisico/obiettivo per individuare segni di catabolismo;
- una storia dietetica per determinare l’abituale assunzione di proteine;
- analizzare lo stato nutrizionale per scoprire se si è verificata una perdita di peso non intenzionale;
- esami di laboratorio, come l’albumina sierica, identificando così il catabolismo e un processo infiammatorio.


È anche necessario considerare la profondità e la totale area della superficie della ferita.

 

Strategie per aumentare l’assunzione di proteine

Il modo migliore per aumentare l’assunzione di proteine è trattare i vostri pazienti come individui e trovare quali alimenti accettino e proferiscano.

Suggerimenti per aumentare le proteine sono:

- l’aggiunta di carne a dadini di zuppe, insalate, e casseruole utilizzando latte in polvere in cereali caldi, uova strapazzate e purè di patate;
- la scelta di dolci che contengono uova, quali pan di Spagna , crema pasticcera e pane budino.


Per consumare importi più alti di proteine necessarie per la guarigione delle ferite, alcuni pazienti possono richiedere la supplementazione. Il modo più comune per integrare le proteine è utilizzare integratori orali come le bevande nutrizionali, proteine polvere o proteine liquide. Tenere presente che la varietà dei supplementi è la chiave di successo perché la maggior parte dei pazienti si stancano rapidamente degli stessi prodotti ogni giorno. Diversi numerosi integratori di proteine sono disponibili, tra cui biscotti ad alto contenuto proteico, gelatine, barre di nutrizione. Aggiunta di proteine in polvere nelle minestre, salse e frullati è un modo semplice per aumentarne l’assunzione.

L’educazione del paziente con il sottolineare l’ importanza di assunzione di proteine può aiutare i pazienti a raggiungere la massima conformità di dieta e migliori risultati clinici .

 

Articolo elaborato da:
Marianna Monducci – infermiere
Nicola Fusetti – infermiere
Sonia Gavella – infermiere
Elisa Ronzullo – infermiere
Klarida Hoxha – infermiere

 

Lo studio è stato fornito dal portale www.espertidivulnologia.it

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