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Piano Assistenziale

Tumore cervice uterina: Un esempio di progetto educativo

di Marco Alaimo

La neoplasia della cervice uterina rappresenta ancora oggi una problematica assistenziale rilevante, soprattutto nelle aree geografiche con minore efficacia dello screening e nella popolazione immigrata. Da qui l’importanza della componente educativa nel ruolo dell’infermiere e da qui nasce, con la collaborazione di un gruppo di studenti infermieri, un’ipotesi di progetto educativo che vede affrontate sia l’educazione primaria che secondaria.

Ipotesi di progetto educativo in caso di tumore della cervice uterina

educazione alla salute

Dopo un accertamento infermieristico iniziale ottenuto attraverso un questionario anonimo e un confronto è riscontrato nella maggior parte degli intervistati:

“Insufficiente conoscenza dell’argomento correlata a scarsa educazione da parte della popolazione interessata, della famiglia e dei mezzi di comunicazione di massa che si manifesta con dichiarata difficoltà ad inquadrare la patologia e riconoscere e gestire la prevenzione della patologia”

Tenendo presente il grado di conoscenze del cittadino sul HPV e i metodi di prevenzione l’infermiere progetterà un piano educativo rivolto ai cittadini, alle famiglie e/o ai giovani (es: studenti scuole superiori) tale per cui:

  • saranno in grado di avere un’adeguata conoscenza medico scientifica sulla patologia
  • possiederanno strumenti pratici riguardanti la prevenzione primaria e secondaria
  • dimostreranno di aver appreso e aver raggiunto gli obiettivi del corso con questionari anonimi

Pianificazione interventi

  • fornire un inquadramento della patologia: eziologia e sua epidemiologia
  • insegnare gli interventi di prevenzione primaria
  • insegnare gli interventi di prevenzione secondaria
  • insegnare l’importanza di un corretto stile di vita
  • suggerire metodi nella prevenzione secondaria

Per curare il tumore si procede combinando due o più trattamenti: la chirurgia, la radioterapia o la chemioterapia. La cosa più importante è che noi possiamo sia prevenire la comparsa del tumore tramite piccoli accorgimenti o, nel caso in cui il tumore sia già presente, di rilevarlo precocemente. Si parla quindi di prevenzione primaria e prevenzione secondaria.

Prevenzione primaria

Uno stile di vita sano è fondamentale per il benessere del proprio corpo e per la difesa da tutti quei fattori che nel corso degli anni possono portare allo sviluppo di patologie. Ma quali sono le poche semplici regole che possiamo seguire?

  • praticare regolarmente attività fisica, fondamentale per il buon funzionamento dell’intero organismo: attività fisica non necessariamente agonistica, fare lunghe passeggiate, preferire lo spostamento a piedi invece che in bici o con altri mezzi, quando possibile;
  • adottare una dieta sana, povera di grassi e ricca di frutta e verdura, la dieta mediterranea ad esempio è la più indicata all’interno di uno stile di vita sano (assunzione di vit. C zinco selenio). Molto importante è anche l’evitare l’abuso di alcolici: il segreto non sta nell’evitare particolarmente dei cibi, ma di mangiare un po’ di tutto nelle giuste quantità in modo da non dover rinunciare alle cose che ci piacciono di più;
  • astensione dal fumo, agente cancerogeno riconosciuto e che provoca danno non solo alla persona, ma anche a chi le sta intorno: il fumo è correlato a tantissime altre malattie che possono essere pericolosissime per la nostra salute;
  • evitare l’esposizione prolungata al sole: quando andiamo al mare piace a tutti starcene distesi a prendere il sole, l’importante è utilizzare sempre una crema di protezione solare ed evitare le ore più calde;
  • avere un’adeguata cura per l’igiene intima: un’adeguata igiene è uno degli strumenti che abbiamo per aiutare il nostro corpo a difenderci;
  • avere rapporti protetti, soprattutto nel caso in cui si abbiano più partner
  • controlli ginecologici regolari: non dobbiamo aver paura o vergognarci di andare ad una visita medica, possiamo infatti imparare sempre nuove cose sulla nostra salute e riscontrare eventuali problemi in modo precoce, cosa che aumenta molto le possibilità di guarire.

Un’altra arma a favore della prevenzione è la disponibilità di un vaccino. La vaccinazione è rivolta a tutte le ragazze a partire dai 12 anni ed è gratuita. Esistono due tipi di vaccini:

  • vaccino bivalente Cervarix, contro i due ceppi HPV16 e HPV18 (associati al 70% circa di tutti i carcinomi cervicali)
  • vaccino quadrivalente Gardasil, contro i ceppi HPV6 HPV11 (responsabili del 90% dei condilomi genitali), HPV16 HPV18.

Entrambi i vaccini hanno un’efficacia elevata se somministrati prima che la persona sia venuta a contatto con il virus HPV.

Attualmente è prevista la vaccinazione per i ragazzi di sesso maschile fino ai 15 anni di età sotto prescrizione del medico di famiglia, la prestazione è però a pagamento.

Prevenzione Secondaria

Grazie a nuove tecniche poco invasive e non dolorose è possibile diagnosticare precocemente i primi stadi della malattia. Esistono infatti programmi gratuiti di screening rivolti alla fascia di popolazione che secondo i dati epidemiologici risulta essere quella più soggetta alla presenza di tali stadi del tumore.

Nella regione Toscana, ad esempio, è rivolto alle donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni. I test utilizzati per la prevenzione del tumore della cervice uterina sono:

  • Pap-Test (per le donne fra i 25 e i 33 anni) il test deve essere ripetuto ogni 3 anni
  • test HPV (per le donne fra i 34 e i 64 anni) il test deve essere ripetuto ogni 5 anni

Pap-Test

Il Pap-test è un test per individuare lesioni precancerose e il cancro tra le donne che non hanno sintomi. Tale esame consente una diagnosi precoce del tumore che può essere così individuato in una fase iniziale e curato efficacemente. È un esame semplice e non doloroso, che si esegue prelevando con una spatola e uno spazzolino il materiale presente nel collo dell’utero che viene strisciato e fissato su un vetrino per essere poi analizzato in laboratorio. Le cellule ottenute vengono esaminate al microscopio alla ricerca di anomalie.

Test HPV

Il test HPV consiste nel prelievo di una piccola quantità di cellule dal collo dell’utero che vengono successivamente analizzate per verificare la presenza di dna del papilloma virus. Le modalità di esecuzione dell’esame sono analoghe a quelle del pap-test. Nel corso di una normale visita ginecologica, si applica lo speculum, uno speciale strumento che dilata leggermente l’apertura vaginale in modo da favorire il prelievo. L’operatore inserisce poi delicatamente una speciale spatola e un bastoncino cotonato che servono a raccogliere piccole quantità di muco rispettivamente del collo dell’utero e dal canale cervicale da esaminare in laboratorio.

Infezione HPV, le domande più frequenti

  1. Come posso avere più informazioni sull’HPV? Consultare il sito www.osservazione nazionale screening.it
  2. All’infezione sono esposte solo le donne?: No, colpisce anche gli uomini solo che le manifestazioni sono meno evidenti
  3. Quando posso aver contratto l’infezione?: Non si può sapere con certezza però bisogna essere consapevoli di essere portatori fin quando l’infezione non viene eliminata
  4. Esistono portatori sani? Sì e sono la maggioranza
  5. L’uso del preservativo può essere utile nell’evitare la trasmissione sessuale? No, perché il patogeno si può trovare anche sulla cute non coperta dal preservativo
  6. Dopo il trattamento l’infezione scompare? L’infezione può regredire e scomparire oppure, in qualche caso, rimanere. Questo rende importanti i controlli periodici.
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