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indagine diagnostica

Esecuzione di tamponi urogenitali nella donna

di Corradino Ignelzi

I tamponi vaginale, cervicale, esocervicale e uretrale sono esami veloci ed indolori che il medico prescrive per verificare la presenza di infezioni vaginali causate da microorganismi patogeni, individuarne le cause e poter poi prescrivere tempestivamente la terapia adeguata. Si tratta di esami che possono essere eseguiti anche in donne gravide senza che questi arrechino danni al feto o alla gravidanza.

Quando sono consigliati i tamponi vaginali

La vagina è un organo cavo che si estende dalla vulva alla cervice e sulle sue pareti è presente la flora vaginale, che protegge l'organismo dalle infezioni urogenitali.

La flora vaginale sana è costituita dall’equilibrio di vari germi: Batteri (Lactobacillus acidophilus, molto importante nel garantire l'ambiente vaginale un'acidità pari a pH tra 4 e 4.5, Difteroidi, Staphylococcus epidermidis, Streptococchi di varie specie, Escherichia coli, proveniente dall’intestino; vari batteri anaerobi e un fungo (Candida Albicans), asintomatica nel 25% delle donne).

Una flora vaginale sana previene la colonizzazione di altre forme batteriche, ma l'arrivo esterno di batteri aggressivi o uno sbilancio nei batteri sani, disturbi ormonali, stress fisici o psicologici, scarsa o eccesiva igiene, possono portare ad infezioni.

Per individuare la causa dell’infezione il medico prescrive l’esecuzione dei tamponi vaginali e/o cervicale e uretrale. L’esame permette di stabilire la causa dell’infezione da funghi e/o da batteri e l’eventuale ceppo. Il ginecologo o l’ostetrica/o preleva con un bastoncino ovattato (il tampone) o una spatola in legno (spatola di Ayre) il secreto dalla vagina, dalla cervice, dall’esocervice o dall’uretra e lo pone in un terreno di coltura o lo striscia su un vetrino per analizzarlo al microscopio. Ogni richiesta specifica prevede l’utilizzo di un tampone dedicato.

Il tampone vaginale, cervicale e il prelievo citologico esocervicale (Pap test) possono essere eseguiti 4-5 giorni dalla fine della mestruazione; la donna, nelle 48 ore che precedono il prelievo, non deve aver fatto lavande vaginali, deve evitare irrigazioni vaginali, terapie locali in vagina (ovuli, candelette, ecc.), astenersi dai rapporti sessuali, effettuare l'igiene intima la mattina dell'esame solo con acqua e sospendere la terapia antibiotica almeno 5-7 giorni prima o segnalarla nella tipologia e nella quantità.

Come si effettua il tampone vaginale

Il prelievo si esegue con la donna in posizione ginecologica e chi raccoglie il campione deve:

  • Lavare le mani
  • Indossare guanti e occhiali protettivi
  • Posizionare lo speculum
  • Estrarre dalla custodia l’apposito tampone
  • Introdurre il tampone in vagina o nella cervice, ruotarlo per 5 volte ed inserirlo immediatamente nell’apposito terreno di trasporto o strisciarlo sul vetrino
  • Introdurre la spatola di Ayre per il prelievo esocervicale e ruotarla in senso orario di 360° scarificando il collo dell’utero

Tampone uretrale

In caso di tampone uretrale la donna deve trattenere le urine per almeno 3 ore prima dell’esecuzione del test, si deve posizionare in posizione ginecologica e chi raccoglie il campione deve:

  • Lavare le mani
  • Indossare guanti e occhiali protettivi
  • Estrarre dalla custodia l’apposito tampone
  • Introdurre la parte cotonata del tampone nel canale uretrale, ruotarlo per un tempo di 20 secondi e inserirlo immediatamente nell’apposito terreno di trasporto

L'esecuzione dei tamponi non è dolorosa e dura solo pochi minuti.

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