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Tesi di laurea

Come si scrive una bibliografia

di Silvia Stabellini

Scrivere la bibliografia sembra l’ultima cosa da fare dopo le fatiche della stesura del testo. Spesso lo si vede come un elenco di tutti i libri, articoli, siti consultati che si può “buttare giù” in due minuti. Ma se consideriamo che la bibliografia può da sola dare un’idea del tipo di testo che presentiamo, della sua forza e della sua struttura, si evince come sia importante scriverla nel modo giusto e più completo possibile.

Bibliografia, il nocciolo della questione

Le regole per scrivere correttamente una bibliografia

Anche se posta al termine di uno scritto, la bibliografia è lo specchio del testo, in quanto indica le fonti, le caratteristiche e soprattutto dà una chiara idea del tipo di lavoro svolto e il livello di conoscenza e approfondimento dell’argomento presentato.

La bibliografia è l’elenco di tutte le fonti consultate (libri, articoli, saggi, atti di congressi, decreti ministeriali, siti internet, ecc.) per scrivere una tesi, un articolo, un saggio.

Scrivere la bibliografia sembra l’ultima cosa da fare dopo le fatiche della stesura del testo. Spesso lo si vede come un elenco di tutti i libri, articoli, siti consultati che si può “buttare giù” in due minuti.

Ma se consideriamo che la bibliografia può da sola dare un’idea del tipo di testo che presentiamo, della sua forza e della sua struttura, si evince come sia importante scriverla nel modo giusto e più completo possibile.

Come scrivere la bibliografia

Esistono diverse modalità di scrivere una bibliografia e, in ambito scientifico, si usa lo stile Vancouver.

I testi consultati da riportare in bibliografia, vanno inseriti nell’ordine progressivo in cui compaiono citati nell’elaborato. All’interno di quest’ultimo sarà quindi presente, posto tra parentesi, il numero corrispondente alla voce bibliografica, laddove si citerà o si farà riferimento ad un testo.

La bibliografia quindi non sarà in ordine alfabetico e non sarà necessario riportare le fonti come note a piè di pagina.

Se lo stesso testo viene citato più volte nell’elaborato, sarà sufficiente riportare il numero corrispondente. Nell’esempio precedente, se nel proseguo del testo si facesse ancora riferimento al testo di Crespi, basterebbe scrivere nuovamente il numero (2) dopo la citazione del testo.

Bibliografia e regole stilistiche

Non essendoci precise regole scritte su come indicare i riferimenti bibliografici, a volte si può trovare al posto del numero inserito tra parentesi (scelta peraltro più frequente e comoda con i sistemi di scrittura attuali) un numero in apice.

La scelta rimane puramente stilistica e a discrezione di chi scrive. Certo è che se si sceglie di indicare la bibliografia nel testo con numeri in apice, bisogna trovare un modo alternativo di indicare le eventuali note a piè di pagina.

Anche sull’uso del corsivo per indicare il titolo delle opere non c’è una regola specifica: dipende tutto da come vogliamo risulti la nostra bibliografia ad un primo sguardo. Se puntiamo su ordine e precisione, l’uso del corsivo può aiutare nell’individuare subito il titolo dell’opera consultata e aiuta nel caso di bibliografie corpose.

Se invece la bibliografia non è particolarmente ricca, può essere anche riportata sempre con lo stesso carattere, senza ricorrere al corsivo.

  • Va evitato l’uso di sottolineature: in una bibliografia possono risultare confondenti e appesantiscono l’impatto visivo iniziale.
  • Le modalità di citazione di un’opera all’interno della bibliografia, variano a seconda si tratti di un libro, un articolo, atti congressuali, ecc.
  • Se il testo è stato scritto da più autori, questi vanno indicati tutti o, nel caso di articoli, si può riportare il primo autore, seguito dalla dicitura “et al.”

Bibliografia in stile Vancouver

Lo stile Vancouver, essendo nato appositamente per gli argomenti di carattere scientifico, prevede una modalità specifica per riportare capitoli di un’opera o un intervallo di pagine alle quali si fa riferimento e non solo l’opera intera.

  • Cognome dell’autore del capitolo seguito dall’iniziale del nome (o dei nomi)
  • Titolo del capitolo per esteso, seguito da “In:”
  • Cognome dell’autore dell’opera seguito dall’iniziale del nome
  • Titolo del libro
  • Edizione (se non è la prima)
  • Numero del volume e titolo (se presenti)
  • Città di pubblicazione
  • Casa editrice
  • Anno di pubblicazione
  • Intervallo di pagine del capitolo

Come citare un articolo in bibliografia

Per citare un articolo è necessario riportare il titolo della rivista che lo ha pubblicato. Occorre sapere che i nomi delle riviste hanno delle abbreviazioni codificate che si possono reperire all’interno del database MEDLINE accessibile tramite PubMed.

Se invece la rivista non è indicizzata, va riportato il titolo per intero.

Se si vogliono inserire articoli da riviste digitali va inserito, a seguito di tutti gli altri riferimenti, il codice DOI (Digital Object Identifier) o, in caso non fosse disponibile, si scrive la URL.

Sicuramente può capitare di riportare atti congressuali o citare pubblicazioni di enti.

In questi casi, oltre a tutti i dati riportati anche negli altri esempi, se presenti e conosciuti, vanno segnalati le date e il titolo del congresso nel primo caso e il nome dell’ente nel secondo.

Sitografia: come si citano i siti web

Se per la stesura del testo sono stati consultati e presi come riferimento siti web, si può procedere in diversi modi.

Si può semplicemente menzionare la consultazione della pagina all’interno del testo (es. “La pagina internet XY nel mese di maggio del 2016, pubblicava…”) oppure scrivere l’indirizzo internet di riferimento (es. www.nurse24.it).

La regola è sempre quella di fornire più dati possibile per permettere a chi consulta il nostro elaborato di poter risalire a tutte le fonti consultate in modo diretto e veloce.

Si può decidere di inserire la sitografia all’interno della bibliografia o si può scegliere di fare un elenco a parte.

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