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Testimonianze

Lesioni da pressione, strumenti di valutazione dei trattamenti: la scheda BWAT

di Angelo Del Vecchio

Ecco lo studio osservazionale della collega Serena Bolognesi, neo-laureata presso la sede di Infermieristica di Rimini (Università di Bologna). La sua tesi è stata relata da Antonella Dionisi, docente di Infermieristica dell'area Chirurgica.

Il trattamento delle Lesioni da pressione è sempre più complesso ed implica una attenta diagnosi multidisciplinare che mette in relazione l'esperienza medica con quella infermieristica. In tale ottica si inserisce la Bates-Jensen Wound Assessment Tool (BWAT), uno strumento utile per valutare in una fase iniziate, intermedia e finale la progressione della ferita.

Tesi infermieristica

Ne abbiamo parlato con la neo-collega Serena Bolognesi di Savignano sul Rubiconde, laureatasi in Infermieristica qualche mese fa con una tesi sulle "Lesioni da pressione, strumenti di valutazione dei trattamenti: la scheda BWAT". Si tratta di uno studio osservazionale effettuato presso l'U.O Post Acuti di Santarcangelo di Romagna, che ha portato alla realizzazione di un lavoro bene strutturato.

La tesi è stata relata dalla prof.ssa Antonella Dionisi, docente di Infermieristica dell'area chirurgica presso il polo riminese dell'Università degli Studi di Bologna.

SerenaBolognesi

Serena festeggiata a Rimini dopo la discussione della sua tesi e la proclamazione

I primi capitoli dell’elaborato di tesi offrono una descrizione dell’argomento trattato (le lesioni da pressione). Si enuncia la definizione di ulcera, ferita e lesione e nello specifico di lesione da pressione, descrivendone l’epidemiologia e l’eziologia. Viene poi illustrato lo strumento più utilizzato per la valutazione del rischio di lesioni da pressione (scala di Braden), i metodi di classificazione e stadiazione di tali lesioni ( sulla base del colore, scala Epuap), la Wound Bed Preparation (preparazione del letto di ferita) e i principi del T.I.M.E (Tessuto necrotico, Infezione, Macerazione, Epidermide). Successivamente si descrivono gli strumenti di valutazione e monitoraggio delle lesioni da pressione e le loro caratteristiche (scala Psst o Bwat e Push tool 3.0) e un confronto fra le due. Infine, viene presentato lo studio osservazionale, che è parte di un progetto ideato e attuato nell’U.O Post Acuti di Santarcangelo, che ha come obiettivo il raggiungimento della guarigione del maggior numero di lesioni da pressione, grazie alla scelta dei trattamenti più adeguati e specifici, frutto di un’attenta e precisa valutazione tramite lo strumento in dotazione.

Materiali e Metodi utilizzati

Lo studio si è sviluppato attraverso la raccolta di dati da schede BWAT compilate dagli infermieri di U.O. Nello specifico sono state effettuate 10 rilevazioni. Sono state considerate alcune caratteristiche riguardanti la lesione da pressione e l’assistito quali: sede della lesione da pressione, il punteggio BWAT, il time care, i prodotti per la medicazione, l’età dell’assistito, la patologia di ricovero e le comorbilità. Questi dati sono stati poi inseriti in una griglia e analizzati. Infine sono stati creati dei grafici per rappresentare i risultati ottenuti dallo studio.

Interessanti i risultati ottenuti

Su un totale di 10 lesioni analizzate, 9 hanno raggiunto la piena guarigione grazie ai trattamenti scelti in seguito alla valutazione della lesione. 1 lesione è peggiorata e non ha raggiunto la guarigione durante il ricovero per un peggioramento delle condizioni cliniche generali dell’assistito mentre 1 lesione, alla valutazione in itinere, risultava peggiorata a causa dell’insorgenza di una infezione che adeguatamente trattata ha permesso il raggiungimento della sua guarigione.

Ma ci spiega meglio il tutto la stessa interessata:

"In questo elaborato, l’argomento trattato, da cui è scaturito uno studio osservazionale, sono le lesioni da pressione. All’interno di esso viene adottata una suddivisione in capitoli. La sezione dal primo al sesto capitolo può essere definita descrittiva in quanto si va a presentare l’argomento come specificato di seguito. Nel capitolo 1 sono state riportate le definizioni di lesione, ferita e ulcera e descritti i vari tipi di ulcere cutanee croniche esistenti (ulcere da pressione, lesioni vascolari degli arti inferiori e lesioni da piede diabetico). Nel capitolo 2, viene riportata la definizione di lesione da pressione andando poi a descrivere l’epidemiologia (incidenza e prevalenza) di tali lesioni, evidenziando anche i risultati di un’indagine di prevalenza interna messa in atto dall’ Ausl di Rimini e condotta dalla Direzione Infermieristica e Tecnica Aziendale, per offrire una stima di quale sia l’epidemiologia delle lesioni da pressione anche a livello regionale. Si procede poi con la descrizione dell’eziologia e in particolare di tutti quei fattori (locali, generali, ambientali) che portano alla loro insorgenza. Nel capitolo 3 si va a delineare la valutazione del rischio e nello specifico si descrive lo strumento più adottato nella pratica clinica dei reparti ospedalieri, validato scientificamente e utilizzato per individuare tutti i soggetti a rischio di sviluppare lesioni da pressione, ovvero la scala di Braden, di cui vengono descritti i 6 items che la compongono. Nel capitolo 4, si prosegue poi con l’enunciazione dei metodi di classificazione e stadiazione. Nello specifico, la classificazione in base al colore, la stadiazione attuata tramite la scala Epuap (European Pressure Ulcer Advisory Panel) per stabilire lo stadio/categoria della lesione da pressione. Nel capitolo 5, viene poi presentata la definizione di Wound Bed Preparation (preparazione del letto della ferita) e di seguito vengono descritti i principi del T.I.M.E. (tessuto, infezione o infiammazione, squilibrio idrico, margini dell’epidermide).

Nel capitolo 6 si presentano, inizialmente, le caratteristiche di uno strumento di valutazione e il beneficio che il suo utilizzo porta nella pratica assistenziale quotidiana (usabilità, validità, affidabilità, accuratezza, sensibilità, specificità). Successivamente, si vanno a descrivere le scale che, possedendo i requisiti enunciati in precedenza, vengono maggiormente adottate per la valutazione delle lesioni da pressione e che risultano validate da evidenze scientifiche. Si descrivono quindi le caratteristiche della scala BWAT (Bates- Jensen Wound Assessment Tool) o PSST e della scala Push Tool 3.0 (Pressure Ulcer Scale) e un confronto tra le due basato su dei quesiti. Infine nel settimo ed ultimo capitolo viene presentato uno studio osservazionale che è parte di un progetto ideato e attuato nell’U.O Post Acuti di Santarcangelo, che ha come obiettivo il raggiungimento della guarigione del maggior numero di lesioni da pressione grazie alla scelta dei trattamenti più adeguati e specifici, frutto di un’attenta e precisa valutazione tramite lo strumento in dotazione. Lo studio si è sviluppato attraverso la raccolta di dati da schede BWAT compilate dagli infermieri di U.O.; nello specifico sono state effettuate 10 rilevazioni. Sono state considerate le seguenti caratteristiche riguardanti la lesione e l’assistito: sede della lesione da pressione, il punteggio BWAT, il time care, i prodotti per la medicazione, l’età dell’assistito, la patologia di ricovero e le comorbilità. I dati sono stati poi inseriti in una griglia e analizzati. Infine sono stati realizzati dei grafici per rappresentare i risultati ottenuti descritti di seguito. Su un totale di 10 lesioni analizzate, 9 hanno raggiunto la piena guarigione grazie ai trattamenti scelti successivamente alla valutazione della lesione, 1 lesione è peggiorata e non ha raggiunto la guarigione durante il ricovero per un peggioramento delle condizioni cliniche generali dell’assistito mentre 1 lesione, alla valutazione in itinere, risultava peggiorata a causa dell’insorgenza di una infezione che, adeguatamente trattata ha permesso il raggiungimento della sua completa guarigione. È quindi stato raggiunto l’obiettivo preposto, in quanto la maggior parte delle lesioni da pressione analizzate, hanno raggiunto la guarigione, grazie ad un’attenta e costante osservazione e conseguente valutazione delle caratteristiche attuali delle stesse, la loro evoluzione nel tempo e successivamente, sulla base di essa, alla scelta del trattamento e della medicazione più efficace e specifica per ogni singola lesione considerata."

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Commenti (1)

Martinsky

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1 commenti

Scala BWAT

#1

Ciao, sono una studentessa di.infermieristica.. sono al terzo.anno. volevo sapere se questo tipo di scala si usa solo per le ulcere da pressione o si puo applicare anche sulle ferite chirurgiche/ferite difficili.. ?
Grazie ?