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COVID-19

Il 97% dei sanitari protetto dal contagio dopo vaccinazione

di Massimo Canorro

Nell’ambito dell’indagine condotta dall’Omceo di Torino, su un campione di 5.823 operatori sanitari sottoposti a tampone dopo essersi vaccinati – per un periodo di osservazione di circa 90 giorni – il 96,93% non ospitava il virus nelle prime vie aeree. Dunque, non era potenziale veicolo di contagio del Covid-19.

Indagine dell’Ordine dei Medici di Torino su oltre 11.000 sanitari

Oltre 2500 infermieri hanno aderito all'indagine Omceo Torino

Alla luce di questi dati – che vanno ad accordarsi con i risultati di altre ricerche analoghe condotte in campo internazionale – si può ragionare in maniera efficace per un allentamento delle restrizioni, almeno per coloro che hanno ricevuto il vaccino. Parole del presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Torino, Guido Giustetto, riferendosi a un’indagine condotta dall’Omceo torinese su 11.899 operatori sanitari di ogni professione vaccinati contro il Covid-19, da cui emerge che il 97% è protetto dal contagio.

Uno studio approfondito – con la raccolta dati curata da Mario Nejrotti e Gabriele Gallone – volto a rispondere a una serie di interrogativi: la persona vaccinata contro il Covid-19 può comunque essere infettata e capace di trasmettere il virus? E la stessa persona risulta completamente protetta dallo sviluppo della malattia, nonostante le varianti che sono state individuate?

L’indagine ha voluto osservare – considerando il numero più ampio possibile di operatori sanitari della provincia torinese e in parte della regione Piemonte – in quanti, a seguito del ciclo vaccinale (iniziata il 29 marzo e conclusasi il 2 maggio 2021, la survey si è rivolta, mediante gli Ordini, ai professionisti sanitari vaccinati dal 27 dicembre 2020) si fossero ammalati di Covid oppure avessero mostrato un tampone positivo. Per la raccolta in forma anonima delle risposte ad un breve questionario, è stata messa a disposizione una piattaforma dall’Omceo del capoluogo piemontese.

Come anticipato, all’indagine hanno aderito in totale 11.899 sanitari di tutte le professioni sanitarie. I medici che hanno partecipato sono stati 3.960, su 14.756 iscritti all’Omceo di Torino (26,83%). Gli odontoiatri sono stati 645 su un complessivo di 2.847 iscritti all’albo (22,65%). Numeri importanti, così come quello degli infermieri, che hanno risposto in oltre 2.500. Partecipazione più che buona anche nelle altre professioni: psicologi (quasi 1.500); veterinari (quasi 700); farmacisti (oltre 500); fisioterapisti (400); 350 educatori professionali e circa 1.300 partecipanti provenienti da altre professioni.

Alcune precisazioni: rispetto alla totalità del campione, il 61% circa è composto da soli infermieri, medici, odontoiatri. La risposta è stata abbastanza uniforme nei tre ambiti – territoriale, ospedaliero e della libera professione – rispettivamente con il 26,46%, 38,31% e 35,23%. Il campione di riferimento, rispetto all’età è costituito dal 34,21% di giovani (25-39 anni); 23,58% nella fascia 40-49 anni; 32,40% tra i 50 e i 64 anni e dal 9,80% dai 65 anni in su.

Commenta l’Omceo di Torino: Appena l’1,41% di tutti i partecipanti (la stragrande maggioranza ha ricevuto Pfizer) ha contratto il Sars-CoV-2 dopo la vaccinazione, 168 su 11.910. La percentuale scende all’1,18%, -54 su 4.575 (se si considerano soltanto medici e odontoiatri). Dati, questi, che confermano l’ormai conclamata efficacia dei vaccini nel fermare la malattia, anche in una categoria come quella degli operatori sanitari, più esposta rispetto ad altre al rischio di contagio. In particolare lo studio ha mirato a conoscere in quale misura il vaccino – congiuntamente a proteggere i singoli individui dallo sviluppo del Covid-19 – riesca a limitare la circolazione del virus.

Commenta ancora l’Omceo torinese: Fra i partecipanti al questionario, 5.823 sono stati sottoposti a tampone dopo la vaccinazione, dalla fine di gennaio all’inizio di maggio: i positivi sono stati 179, il 3,07% del totale. Così, in un periodo di osservazione che si estende su circa 90 giorni, il 96,93% dei soggetti sottoposti a tampone dopo la vaccinazione non ospitava il virus nelle prime vie aeree, non risultando potenziale veicolo di contagio per il prossimo. Il dato risulta ancora inferiore per medici e odontoiatri, con il 2,25% dei positivi al tampone e pertanto il 97,75% di negativi.

In parallelo ai benefici vaccinali, l’Omceo di Torino ha voluto chiedere agli operatori sanitari riscontro anche sulle reazioni avverse da vaccino: Si sono verificate in un numero di casi discretamente elevato, 65,90%, ma nella stragrande maggioranza sono risultate in linea con le altre osservazioni e di scarsa rilevanza clinica. È emersa la presenza di dolore nella sede dell’inoculazione nel 78% dei casi, il malessere e la stanchezza nel 58,83%, i dolori muscolari nel 38,88% nonché la febbre nel 28,83%.

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