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COVID-19

Gestione tirocini studenti, l’università di Torino chiarisce

di Massimo Canorro

Alcuni studenti, impiegati nelle somministrazioni vaccinali Covid-19, hanno segnalato criticità nello svolgimento del tirocinio. Da turni poco gestibili ad assunzioni di responsabilità non proprie. La replica di Luigi Cirio, coordinatore del corso di laurea in infermieristica della Scuola di Medicina dell’ateneo.

Lamentele studenti infermieri coinvolti nel piano vaccinale, UniTo risponde

Accettazione dell'assistito pre vaccino

Restiamo dispiaciuti per chi, eventualmente, ha percepito l’esperienza in maniera negativa. Premettiamo che le attività presso i centri vaccinali in cui sono stati inseriti gli studenti del corso di laurea, sono riconducibili ad una collaborazione che si è attivata fin dal mese di gennaio tra il corso stesso e le istituzioni chiamate a gestire le vaccinazioni; nel nostro caso le Asl del territorio e l’Università di Torino. Ad ogni modo rimaniamo aperti a un confronto sul merito, qualora venga ritenuto utile.

Parole di Luigi Cirio, coordinatore del corso di laurea in infermieristica della Scuola di Medicina dell’Università degli studi di Torino, in risposta ad alcune segnalazioni, giunte in redazione, da parte di alcuni studenti di infermieristica iscritti al terzo anno.

Giovani che sarebbero impiegati nelle somministrazioni vaccinali Covid-19, e che – da parte loro – rilevano alcune criticità nello svolgimento dell’attività. Si tratta di un tirocinio totalmente inutile, in cui facciamo intramuscolo durante tutto il giorno senza fermarci. Noi studenti del terzo anno veniamo utilizzati come forza lavoro quando, piuttosto, necessitiamo di una formazione adeguata, lamentano alcuni degli studenti.

A questo proposito, l’università di Torino – per voce del coordinatore del corso di laurea in infermieristica della Scuola di Medicina – replica: Tutto il corso di laurea presso le tre sedi – Torino-Molinette, Città di Torino e Asl-To4 Ivrea – ha offerto questa attività di tirocinio e l’adesione da parte degli studenti avviene su adesione volontaria.

Quindi, sentendo che alcuni studenti ritengono questo tirocinio una non formazione, poiché scevra da una tangibile relazione con il paziente, la risposta di Cirio è immediata: Proprio per la natura sociale con valenza fortemente assistenziale connaturata all’attività, ci è sembrato giusto offrire ai ragazzi l’opportunità di conoscere questo aspetto della sanità e collaborare attivamente con i medici e gli infermieri che hanno aderito alla campagna.

Circoscrivendo poi che l’attività formativa degli studenti è riconosciuta come tirocinio didattico, è utile al raggiungimento dei crediti formativi universitari annuali ed è supervisionata dal personale sanitario, strutturata rispetto alle esigenze logistiche dei centri vaccinali. Quindi, sulla segnalazione di alcuni studenti inerente il numero di ore che verrebbero coperte (sei giorni lavorativi di 6 ore o più, con un solo giorno di riposo a settimana, quando invece dovrebbero essere due), Cirio precisa: Consci della necessità di offrire agli studenti diverse occasioni di apprendimento nel corso del triennio, tali stage presso i centri vaccinali – importanti, attuali ma sicuramente non esaustivi della complessità del ruolo assistenziale della professione infermieristica – hanno una durata piuttosto limitata (10-15 giornate massimo diluite su un periodo di 2-3 settimane), proprio per valorizzare e proteggere al meglio il significato formativo dell’esperienza condotta.

Di più. Rimane sempre libera la scelta, da parte degli studenti, di poter sospendere l’attività in qualsiasi momento – prosegue – e ci risulta che in ogni sede siano stati garantiti a tutti i partecipanti i consueti orari giornalieri di formazione, che non superano quelli riconducibili a un normale lavoratore nell’ambito della sanità e che prevedono delle interruzioni, temporizzate dalle leggi.

Quindi il confronto – seppur indiretto – si sposta su un aspetto decisamente delicato, esposto da alcuni iscritti al terzo anno di Infermieristica: Ciascuno di noi diventa responsabile del proprio box insieme al medico di turno e firmiamo noi l’avvenuta vaccinazione. In che modo? Viene usato il nostro nome sulla piattaforma Sirva (Sistema informativo regionale per la gestione delle vaccinazioni) e poi controfirma il medico. Tutto ciò lo riteniamo sbagliato e preoccupante dal punto di vista legale, essendo noi studenti non ancora laureati e iscritti all’albo.

Anche qui non si fa attendere la riposta del coordinatore del corso di laurea in Infermieristica: L’attività assistenziale offre allo studente diverse occasioni formative, iniziando dalla accettazione dell’assistito al suo accompagnamento nelle diverse fasi del percorso vaccinale, ivi compreso la somministrazione del vaccino stesso all’utente, e non ultimo la compilazione della documentazione necessaria alla sua registrazione su banche dati. Tutto questo, però, sempre sotto la supervisione e la responsabilità del personale sanitario – medico o infermieristico – del centro, a garanzia della totale sicurezza; lo studente, infatti, registra l’attività e il suo ruolo, ma non come assunzione di responsabilità dell’atto bensì al pari dell’attività didattica svolta.

Gli studenti che hanno scritto alla redazione, si sentono – però – di fungere da forza lavoro, svuotati da un sistema che non ammette la verità, ovvero quella di non avere soldi per pagare il personale. In ogni caso, loro stessi non possono venire retribuiti. Essendo un’attività didattica ordinaria – spiega Cirio – finalizzata alla formazione del futuro operatore sanitario, come qualsiasi tirocinio di altre professioni in questo ambito di cura, non prevede forme di retribuzione, che altresì modificherebbero significativamente lo status giuridico di studente nel processo di apprendimento.

Ma una domanda è d’obbligo: avete ricevuto lamentele dirette? Assolutamente no – la risposta – anzi, possiamo affermare che l’attività è stata valutata in modo ottimo dalla maggioranza degli studenti coinvolti (molte centinaia), tant’è che abbiamo ricevuto richieste di poterla prolungare ancora per un ulteriore riconoscimento di ore.

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