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Alto Adige: sospesi 700 sanitari, timore su tenuta ospedali

di Massimo Canorro

A comunicarlo l’assessore alla sanità altoatesino, Thomas Widmann, che si è detto preoccupato in merito alla pressione esercitata sugli ospedali. In Trentino, a Rovereto, una nuova tranche di sanitari no vax sospesi, che include infermieri e Oss. Il direttore del Servizio ospedaliero provinciale, Pierpaolo Benetollo: Ci vuole una grande abnegazione, siamo grati al resto del personale in servizio.

Sanitari sospesi: fino a 700 in Trentino Alto Adige

Trentino Alto Adige: salito a 700 il numero dei sanitari no vax

In Alto Adige è sempre più preoccupante la situazione dei sanitari sospesi perché non vaccinati. Il loro numero, infatti, è salito a 700 unità (tra infermieri e medici) e adesso la paura aumenta per la tenuta degli ospedali. Tradotto: con l’inizio della stagione invernale la pressione sulle strutture rischia di diventare un problema non facilmente gestibile. Illustra l’assessore alla sanità altoatesino, Thomas Widmann: Siamo circa al livello della Germania e registriamo i valori più elevati a livello nazionale. È inoltre triplicato il numero dei pazienti affetti da coronavirus nei normali reparti ospedalieri. Siamo consapevoli dalle ondate passate quanto rapidamente la situazione può divenire ardua da gestire. Una situazione che rischiamo di dover affrontare a stretto giro.

Certo il problema non è legato unicamente ai sanitari no vax, ma va da sé se al numero degli operatori sospesi – comunque elevato – si somma il fatto che in Trentino, ad esempio, ci sono 7,5 infermieri ogni 1.000 abitanti contro i 9 della media europea (una questione che, a livello nazionale, è stata più volte sollevata dalla presidente della Fnopi, Barbara Mangiacavalli, considerando che l’Italia è uno dei paesi Ocse con il minor numero di infermieri).

Ci vuole una grande abnegazione, siamo grati al resto del personale in servizio

Da Bolzano a Rovereto dove allo scorso weekend, nell’ambito della seconda tranche di provvedimenti per non aver adempiuto all’obbligo vaccinale contro il Covid-19 imposto per legge nel comparto, sono 34 i sanitari dell’ospedale sospesi. Si tratta prevalentemente di operatori socio sanitari ma ci sono anche infermieri, illustra Pier Paolo Benetollo, direttore del Servizio ospedaliero provinciale. Gli effetti di tali sospensioni? Si avvertiranno in particolare sulle visite e sui servizi ambulatoriali e sulle operazioni chirurgiche programmate.

Quindi il direttore del Servizio ospedaliero provinciale plaude al resto del personale impegnato ogni giorno: Ci vuole un grande impegno e di questo siamo loro grati, consapevoli del fatto che è un’ulteriore fonte di stress per chi sta lavorando. Le sospensioni rappresentano comunque un aggravio per l’intera organizzazione. Arduo invece, secondo Benetollo, sostituire il personale sanitario no vax sospeso: Stiamo procedendo ma con difficoltà, perché i tempi di assunzione sia per oss sia per infermieri sono lunghi, è tutt’altro che semplice trovare persone che non stanno lavorando scorrendo le graduatorie.

Giornalista

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