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COVID-19

Anche i sanitari sono stati privati di molte libertà

di Giacomo Sebastiano Canova

Affermare allegramente di aver disobbedito ad alcune restrizioni che, volenti o nolenti, hanno permesso di arginare la situazione epidemica è un ennesimo schiaffo a chi ha combattuto sul fronte, in prima linea. Rimettendoci in alcuni casi con la propria vita. L’unica parola che può venire in mente, dunque, è assurdo. Quanto è stato detto dal Maestro Andrea Bocelli, anche alla luce della successiva marcia indietro, resta assurdo.

La linea sottile tra realtà e assurdo

Le dichiarazioni in Senato di Andrea Bocelli sul coronavirus hanno fatto discutere. Sono stato frainteso - ha dichiarato dopo le polemiche - sono un ottimista e non un negazionista

Orbene io ti dirò, e tu ascolta accuratamente il discorso, quali sono le vie di ricerca che sole sono da pensare: l'una che "è" e che non è possibile che non sia, e questo è il sentiero della Persuasione (infatti segue la Verità); l'altra che "non è" e che è necessario che non sia, e io ti dico che questo è un sentiero del tutto inaccessibile: infatti non potresti avere cognizione di ciò che non è (poiché non è possibile), né potresti esprimerlo... Infatti lo stesso è pensare ed essere.

Quando scriveva queste righe, Parmenide (515–450 a.C.) si riferiva all'assurdità di alcune espressioni linguistiche che tuttavia il senso comune adopera normalmente come sensate. Ad esempio, quando parliamo di buio ci riferiamo ad una condizione assenza di realtà, ovvero della luce.

Certo Parmenide non poteva pensare che, secoli dopo, si continuassero ad adoperare espressioni e concetti per taluni considerati reali, ma che in realtà reali non sono. Ad esempio, una frase come: Io conosco un sacco di gente, ma non ho mai conosciuto nessuno che fosse andato in terapia intensiva, quindi perché questa gravità? C'è stato un momento in cui mi sono sentito umiliato e offeso per la privazione della libertà di uscire di casa senza aver commesso un crimine e devo confessare pubblicamente di aver disobbedito a questo divieto che non mi sembrava giusto e salutare.

A pronunciare questi concetti, il Maestro Andrea Bocelli durante il dibattito “COVID-19 in Italia: tra informazione, scienza e diritti”, organizzato nelle aule del Senato tra gli altri da Vittorio Sgarbi, che sebbene in possesso di un nutrito curriculum di sicuro non può essere annoverato tra i maggiori esperti di rianimazione e/o virologia.

Frasi come queste ci proiettano direttamente alle parole di Parmenide: è possibile che al giorno d’oggi si esprimano concetti così assurdi tanto da considerarli reali?

Perché la realtà non è un concetto relativo: il risultato di un’addizione elementare come 2+2 e il numero di pazienti colpiti da COVID-19 tanto da richiedere supporto rianimatorio sono entrambi da considerarsi come fatti. E, in quanto tali, privi di qualsivoglia libertà interpretativa.

Tornando al confronto tra realtà ed assurdo, sostenere che 2+2 faccia 5 e affermare quanto sostenuto dal Maestro Bocelli rappresentano due lati della stessa medaglia: quella di una libertà di espressione che però si scontra con l’oggettività.

Sempre parlando di numeri - e dunque di fatti - preme ricordarne alcuni. Al 27 marzo, 35.112 sono le persone che in Italia sono decedute a causa del COVID-19, tra i quali si contano 175 medici e qualche decina in meno di infermieri.

Anche i sanitari sono stati privati di molte libertà: quelle di andare al lavoro serenamente, di poter andare in bagno senza il pensiero di dover rimuovere numerosi DPI (che peraltro nelle fasi iniziali della pandemia scarseggiavano), di poter tornare a casa senza il pensiero di poter infettare i propri famigliari. Tuttavia, si è lottato senza tregua e, come nelle peggiori delle guerre, il bilancio di sanitari è stato pesante.

Affermare allegramente di aver disobbedito ad alcune restrizioni che, volenti o nolenti, hanno permesso di arginare la situazione epidemica è un ennesimo schiaffo a chi ha combattuto sul fronte, in prima linea. Rimettendoci in alcuni casi con la propria vita.

L’unica parola che può venire in mente, dunque, è assurdo. Quanto detto è assurdo, anche dopo la marcia indietro del Sono stato frainteso. Si fa fatica a credersi. Eppure, in quanto assurdo, è tutto vero, registrato e discusso in un palazzo che appartiene a tutti gli italiani. Compresi coloro che non potranno raccontare alle generazioni future quanto successo in questi mesi.

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