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Firenze-Pistoia segue caso anziana morta per Covid in ospedale

di Massimo Canorro

Ci interessa capire perché l’infermiera non avesse effettuato la vaccinazione. Parole del presidente dell’Ordine, Massai, sulla vicenda della 90enne morta a causa di una polmonite da Covid, contratto in un reparto dove lavorava un’infermiera non vaccinata. Il figlio della vittima: Mamma contagiata in ospedale, dove invece doveva essere protetta.

Anziana muore in reparto dove lavora un'infermiera non vaccinata

Opi Firenze-Pistoia segue la vicenda per capire perché la professionista sanitaria non avesse effettuato la vaccinazione

Stiamo seguendo da vicino il caso e abbiamo chiesto informazioni anche all’Ordine al quale la collega è iscritta. Così il presidente dell’Ordine degli infermieri di Firenze e Pistoia, Danilo Massai, commenta il caso della 90enne morta all’ospedale San Jacopo di Pistoia, lo scorso 5 settembre, a causa di una polmonite da Covid.

Secondo quanto riportato da Il Tirreno, l’anziana – che era ricoverata nel reparto di chirurgia per curare una frattura al femore – sarebbe stata contagiata da un’infermiera non vaccinata (iscritta, appunto, a un Ordine che non risulta essere l’Opi Firenze-Pistoia), che ad agosto è risultata positiva.

Ci interessa fare chiarezza sulla dinamica di quanto accaduto – chiosa Massai – e siamo vicini alla famiglia della signora deceduta. Stiamo cercando di capire perché la professionista sanitaria non avesse effettuato la vaccinazione. L’infermiera in questione aveva l’appuntamento fissato per vaccinarsi, ma sembra che di fatto non avesse ancora ricevuto neppure una dose.

Il figlio della signora, distrutto dal dolore (la mia vecchina era stata contagiata proprio in ospedale, dove invece doveva essere protetta), ha altresì spiegato: Mia mamma aveva subìto un intervento per la frattura di un femore. Ci avevano avvertito che sarebbe stato un intervento a elevatissimo rischio, lei lo sapeva e aveva accettato. Ma l’intervento era stato superato, la mamma non ha avuto danni, il decorso era normale. Quello che ha aggravato fino all’estremo è stata la polmonite da Covid, come mi hanno detto i medici.

Lo stesso uomo si è poi rivolto ai no vax: Vi chiedo, anzi vi supplico di non credere solo a qualche sconosciuto che tira fuori le teorie più strampalate; provate a credere anche a noi che ci siamo trovati nel mare in tempesta. Non si tratta di una malattia come le altre. Questa colpisce, lascia il segno, separa le persone nei loro ultimi giorni di vita. Impedisce un ultimo saluto, un atto umano, lascia a chi resta croci quasi impossibili da portare lungo la strada della vita. Fatela finita: scendete dal piedistallo, venite a camminare con noi umani. Basta con le false verità: che non fa nulla, che i vaccini non servono, che è tutto un gioco di interessi.

Solo due settimane fa l’Asl aveva sospeso 54 infermieri no vax tra i suoi dipendenti nelle province di Firenze e Pistoia, l'Ordine delle professioni infermieristiche aveva preso atto della misura e, quindi, scritto una lettera a ciascuno dei propri iscritti coinvolti dal provvedimento spiegando che la sospensione durerà fino all’assolvimento dell'obbligo vaccinale o, in alternativa, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021. A renderlo noto lo stesso Opi, spiegando anche che nel caso l’inadempimento permanesse, o venisse violato il dovere di astenersi dalle prestazioni o dalle mansioni interdette, l’Ordine si riserva di valutare la posizione dei propri iscritti.

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