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Opi Firenze-Pistoia, no vax bloccano assemblea

di Massimo Canorro

All’ordine del giorno c’era l’approvazione del bilancio consuntivo del 2021, già rinviato a causa del Covid. Approvazione che non c’è stata, indicando come ragione da un gruppo di infermieri no vax la contrarietà all’obbligo vaccinale, insieme alla richiesta di non sospendere i colleghi non immunizzati. Il presidente dell’Ordine, Massai: Non possiamo garantire il lavoro a chi non si vaccina.

Voto di protesta degli infermieri no vax durante l’assemblea dell’Ordine

L’Ordine non può definire le leggi, funzione specifica del governo. L’Ordine, che è un ente sussidiario dello Stato, non può esimersi dal rispetto delle leggi. C’è bisogno di ribadirlo? Evidentemente sì, e l’Opi Firenze-Pistoia, suo malgrado, è costretto a farlo.

Come lo stesso Ordine ha spiegato con una nota, si è svolta l’assemblea per l’approvazione del bilancio consuntivo del 2021, un’occasione particolare quest’anno, che ha risentito del clima di instabilità del mondo infermieristico e sanitario in generale. Infatti in varie famiglie professionali sanitarie sono attivi gruppi di soggetti che cercano in tutti i modi di opporsi all’obbligo vaccinale: molti di loro hanno partecipato in massa all’assemblea. Specificando: il bilancio non è stato approvato, indicando come motivazione dei vari no la contrarietà all’obbligo vaccinale, insieme alla richiesta di non sospendere gli infermieri non vaccinati.

L’Ordine non può assicurare il lavoro a chi non è vaccinato, c’è una norma su questo ed è una questione che concerne la sicurezza tanto dei malati quanto dei professionisti

Già, perché alla seduta si sono presentati anche un gruppo di infermieri no vax e tutto è degenerato tra tensioni e accuse. Un vero e proprio blitz contro l’obbligo vaccinale – da fine marzo le nuove indicazioni agli Ordini – che, oramai da tempo per il personale sanitario, in caso di non adempimento prevede la sospensione dall’attività professionale. Al grido l’Ordine si opponga all’obbligo vaccinale, il gruppo ha continuato a replicare ai presenti, affermando di avere diritto a lavorare, di ricevere lo stipendio.

Si sono determinate, dunque, delle frizioni: da una parte i membri dell’Ordine riuniti per discutere in merito al bilancio consuntivo, dall’altra le voci di rabbia sollevatesi contro i vaccini. Una metà del gruppo di infermieri no vax era costituita da professionisti già sospesi da tempo, l’altra metà da operatori ancora in attesa di valutazione e che all’interno dei registri online non risultano in regola con le somministrazioni del vaccino anti Covid.

Le interruzioni, dunque, non sono mancate. Spiega Danilo Massai, presidente Opi Firenze-Pistoia (che più volte la lanciato appelli ai colleghi non vaccinati sospesi): Hanno tentato di mettere in difficoltà il Consiglio direttivo e invaso l’assemblea con il loro pensiero. Precisando che nei giorni a venire, sul portale dell’Ordine saranno riportati gli esiti degli accertamenti formali e giuridici come di consuetudine, mantenendo l’atteggiamento trasparente che è stato sempre garantito nella gestione della casa degli infermieri, viene rimarcato che tra Firenze e Pistoia si contano circa 135 professionisti già sospesi dall’Azienda sanitaria nel 2021, altri sono in fase di accertamento. A seguito di quanto accaduto l’Ordine sta svolgendo una serie di verifiche e valutazioni sulla condotta di alcuni membri presenti nella sede.

Ribadisce Massai: L’Ordine non può assicurare il lavoro a chi non è vaccinato, c’è una norma su questo ed è una questione che concerne la sicurezza tanto dei malati quanto dei professionisti. Intanto, entro la fine di maggio, si cercherà di riorganizzare la seduta con lo stesso ordine del giorno ma (perlomeno si spera) con un esito differente.

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