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FISI: tutelare il diritto d’opinione dei sanitari

di Massimo Canorro

Con una lettera indirizzata alla presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli, la Federazione italiana sindacati intercategoriali chiede che nessun sanitario sia oggetto di procedimenti disciplinari per essersi espresso nei confronti della gestione pandemica, della libertà di cure e delle alternative alla pratica vaccinale.

Obbligo vaccinale per i sanitari, FISI: basta caccia alle streghe

FISI: afferire ad un Ordine non significa perdere il diritto alla libertà di espressione

Gli infermieri – o più in generale – i sanitari che rifiutano il vaccino sono tutti no vax? O meglio, gli operatori sanitari che non hanno idee allineate al governo, critici nei confronti della campagna di vaccinazione di massa che si sta effettuando, possono essere ritenuti “free vax”?

Sono interrogativi che si è posta la Federazione italiana sindacati intercategoriali. E quindi formula una domanda precisa (seppur decisamente “forte”):

Può un governo imporre una sperimentazione sulla intera popolazione, obbligando i sanitari ad inocularsi una terapia genica che non ti immunizza, ti espone comunque alla infezione ed alla trasmissione del virus con possibili rischi per la salute?. Ragioni per cui la FISI si rivolge, attraverso una lettera, alla presidente della Fnopi, Barbara Mangiacavalli, auspicando chiarimenti in merito ai dubbi espressi. Già a partire dall’oggetto della missiva: Contestazione addebito e avvio procedure disciplinari per professionisti sanitari infermieri per dichiarazioni rese su emergenza sanitaria, pandemia e pratica vaccinale.

A questo proposito, la FISI si dichiara stupita nell’appurare l’esistenza nel nostro territorio nazionale di contestazione di addebiti vari e di avvii – da parte di diversi Ordini provinciali delle professioni infermieristiche – di procedure disciplinari nei confronti dei professionisti sanitari. A monte delle quali vi sarebbero (il condizionale è d’obbligo) le dichiarazioni rese – da parte dei professionisti prima citati, a mezzo stampa e/o sui social – aventi come oggetto critiche alla gestione della pandemia, relativamente all’utilità e sulla componente rischi/benefici della pratica vaccinale.

Ma non è tutto, perché la Federazione italiana sindacati intercategoriali – che si propone di valorizzare tutte le professioni sanitarie di comparto mediante l’abolizione del vincolo di esclusività per gli infermieri, il riconoscimento della libera professione nonché il riconoscimento dell’indennità di esclusività – fa presente alla presidente Mangiacavalli che le problematiche, poi, connesse all’uso nella campagna vaccinale del consenso informato, hanno generato ulteriori discussioni di carattere etico e morale tra i professionisti sanitari sulla libertà di scelta e di cura del singolo individuo.

La presa di posizione della FISI – comunque la si pensi – è chiara: Il professionista sanitario è, sempre e comunque, un cittadino libero di esprimere le proprie idee ed il proprio pensiero fino a querela di parte. L’istanza nei confronti della Fnopi, pertanto, è di intervenire per chiarire a tutti che l’infermiere, in occasione di lavoro, è tenuto ai comportamenti previsti dal codice deontologico. Ribadendo che al di fuori della sfera professionale è un cittadino libero come tutti.

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