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Grosseto, non vaccinati 130 tra infermieri e medici

di Massimo Canorro

Sono gli irriducibili sanitari no vax e l’Asl sud est comunica un regolamento su come agire verso i sanitari chi rifiutano di vaccinarsi. Nel frattempo l’Opi di Grosseto lamenta la scarsa correttezza istituzionale della Regione Toscana. Come Ordine siamo chiamati a ratificare un provvedimento di sospensione, che legge o non legge, rimane comunque grave, le parole del presidente Draoli.

Sanitari no vax, a Grosseto scattano le prime sospensioni

Chi non intende vaccinarsi non può prendersi cura degli altri. Sono partite le lettere di sospensione destinate ai sanitari no vax, ha affermato nei giorni scorsi il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. E nella provincia di Grosseto sono almeno 130 i dipendenti dell’Asl sud est – professionisti sanitari – ancora non vaccinati contro il Covid, su un totale di poco inferiore a 3mila dipendenti. Così per loro – al pari dei colleghi che risiedono nelle province di Arezzo e Siena – scatterà a stretto giro la sospensione dal servizio senza stipendio nonché la sospensione dagli albi professionali di appartenenza. Pertanto, anche dell’abilitazione.

Il numero però è destinato a scendere, poiché nel frattempo tra i 130 sanitari no vax di Grosseto – questo il numero reso noto dall’Asl – c’è chi ha avviato il percorso vaccinale, chi ancora deve intraprenderlo (ma ha fissato l’appuntamento), chi ha dimostrato che è impossibilitato a procedere con l’immunizzazione. Ma certo resta uno zoccolo duro di sanitari no vax. E scardinare determinate convinzioni, così radicate, è difficile.

Certo, sfogliando a ritroso il calendario – e fermandosi tra aprile e maggio – si può notare che nel momento in cui sono state avviate le verifiche nei confronti dell’intero personale sanitario residente nelle province di Grosseto, Arezzo e Siena (non soltanto dell’Asl, ma anche delle strutture private e pubbliche) – a seguito del dl Covid approvato dal Consiglio dei ministri nella serata del 31 marzo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’1 aprile – il numero oltrepassava il migliaio.

Da qui il lavoro rilevante compiuto dai dipartimenti di Prevenzione delle Asl, che sono state il “braccio” della Regione. Ciononostante, il presidente dell’Opi di Grosseto, Nicola Draoli, tiene a precisare: È da aprile, quando è uscito il decreto che siamo pronti, ma gli Ordini sono tenuti all’oscuro di tutto. Prosegue: Apprendiamo i numeri dalla stampa, quando sono fruibili da chiunque, mentre invece sarebbe stato opportuno che noi fossimo informati per primi. Dalla Regione mi sarei aspettato più correttezza istituzionale nei confronti degli ordini professionali, chiamati a ratificare un provvedimento di sospensione, che legge o non legge, resta comunque sempre grave.

Nel corso del weekend, intanto, l’Azienda Usl Toscana sud est (Arezzo, Grosseto, Siena) ha annunciato per la settimana a venire un regolamento atto a definire le procedure nei confronti degli operatori sanitari che continuano a rifiutarsi di fare il vaccino o a non fornire documentazione medica a sostegno della dichiarata impossibilità alla vaccinazione. Ma le procedure dell’Azienda non finiscono qui.

Ai primi di settembre – riporta ancora l’Asl – il dipartimento di Prevenzione comunicherà l’elenco dei nominativi dei no vax ai datori di lavoro nel territorio dell’area vasta sudest (nella quale rientra anche l’azienda ospedaliera delle Scotte), agli ordini professionali e a tutti gli interessati. Per l’Asl ogni posizione sarà esaminata da una commissione aziendale che verrà istituita con il regolamento. Nei confronti dei no vax non collocabili in altre mansioni, verrà adottato il provvedimento di sospensione senza stipendio. Le persone sospese saranno sostituite con interinali, tempi determinati o produttività aggiuntiva, per assicurare i livelli di assistenza. E proprio sulla possibile mancanza di personale sanitario c’è grande apprensione.

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