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COVID-19

Omicron corre tra gli infermieri

di Massimo Canorro

Il contagio della variante procede spedito e la pressione sugli ospedali aumenta. Servirebbe un incremento degli infermieri, invece diminuiscono, lamenta il presidente di Opi Massa Carrara, Fialdini. E mentre l’Opi Grosseto ha avviato l’iter di controllo sull’obbligo vaccinale, che concerne anche la terza dose oppure dose booster, l’Opi Caserta puntualizza: Chi non è vaccinato sarà fermato.

Ordini degli infermieri preoccupati per l'incremento dei casi

Infermiera nel reparto Covid

Assistenza infermieristica a rischio negli ospedali napoletani. E non perché mancano i posti letto. Ma poiché fra poco, con l’impennata di casi e di ricoveri che ogni giorno aumenta, non ci sarà personale infermieristico sufficiente per la presa in carico degli ammalati, le parole di Teresa Rea, presidente dell’Opi Napoli. Dichiarazioni a cui hanno fatto seguito quelle di Luca Fialdini, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Massa Carrara, rimarcando come con l’incremento dei contagi Omicron e l’aumento della pressione sugli ospedali, occorrerebbe disporre di un numero maggiore di sanitari, in particolar modo di infermieri. Invece il loro numero si riduce. A Massa Carrara i pensionamenti superano le assunzioni – spiega Fialdini – e, aspetto ancor più grave, le cancellazioni dall’Albo sono superiori alle iscrizioni. Se nel 2020 contavamo 1.928 iscritti, oggi siamo sotto i 1.900.

Sulla questione della carenza dei professionisti sanitari incide il numero degli operatori no vax. In questo senso anche l’Opi Grosseto ha avviato l’iter di controllo sull’obbligo vaccinale, che concerne anche la terza dose oppure dose “booster”. Con il decreto legge n. 172 del 26 novembre 2021, infatti, gli infermieri sono tenuti a rispondere all’obbligo della somministrazione della dose di richiamo per il vaccino anti Covid, pena la sospensione dall’Albo oppure la cancellazione degli iscritti che risultavano già sospesi in precedenza a causa di inadempienza.

Illustra il presidente di Opi Grosseto, Nicola Draoli: In merito agli infermieri non in regola, chiaramente andremo a verificare caso per caso, cercando di comprendere le ragioni per le quali sono stati classificati come inadempienti. Ma dalle prime verifiche effettuate emerge che la quasi totalità di tali inadempienze sia provocata da un ritardo, in buona fede, della somministrazione della dose booster. Ciò perché ai fini della validità del Green pass rafforzato esiste un lasso di tempo tra il completamento del ciclo vaccinale primario (due dosi) e la scadenza dello stesso.

Lasso di tempo che la normativa sull’obbligo vaccinale però non prevede e che è, con ogni probabilità, la ragione di tale situazione, prosegue Draoli, che quindi precisa: Il Ministero ha chiarito che fin dal primo giorno successivo ai cinque mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario, la piattaforma dà “semaforo rosso” così da consentire agli Ordini di avviare la fase di accertamento. Pertanto i professionisti che non risultano ancora vaccinati con la dose di richiamo e per i quali siano decorsi 152 giorni dal completamento del ciclo primario dovranno essere invitati dall’Ordine e per non essere sospesi dovranno produrre la richiesta di prenotazione della dose di richiamo da effettuarsi nel termine massimo di 20 giorni dall’invito. Tutto questo, a prescindere dalla validità del Green pass rafforzato. In conclusione, Draoli afferma: Come Ordine invitiamo tutti i colleghi a provvedere con urgenza a prenotare la dose booster e mettersi così in regola.

Chi non è vaccinato sarà bloccato, insomma. E su questo punto è intervenuto anche il presidente di Opi Caserta, Gennaro Mona: Nella certezza che i nostri iscritti siano tutti reali professionisti, ritengo sia corretto e gradito dai più far sapere che è volontà di questo Ordine perseguire con un provvedimento di sospensione nei confronti dei professionisti sanitari ancora non completamente vaccinati. Aggiungendo che non si tratta soltanto di un dovere imposto dal Dl 172/2021, ma anche di un atto dovuto nei confronti dei colleghi che hanno ottemperato all’obbligo vaccinale e, in particolare, verso i pazienti che meritano infermieri che in concreto credono nella professione e nelle cure dello Stato.

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