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Precari Covid-19, il Nursing Up è preoccupato

di Massimo Canorro

All’appello mancano 80mila infermieri e dal governo Draghi ci si aspetta una sola risposta: assumere personale a tempo indeterminato e senza limitazioni. Il sollecito arriva dal Nursing Up che, per voce del presidente nazionale De Palma, si dice preoccupato, poiché i dati dei nuovi contagi degli operatori sanitari sono in costante aumento e la quarta ondata è una realtà concreta. Assumere subito.

Nursing Up: assumere subito infermieri a tempo indeterminato

Assumere gli infermieri a tempo indeterminato, senza limitazioni, considerando che all’appello mancano 80mila unità. Secondo il Nursing Up questo è l’unico modo nel quale il governo può rispondere – e pertanto essere determinante – nell’arginare la crisi sanitaria (tutt’altro che alle spalle per l’Italia). I dati dei nuovi contagi degli operatori sanitari crescono di giorno in giorno. La quarta ondata non è più solo una possibilità, ma una realtà tangibile con la quale dover fare i conti. Così il presidente nazionale del Nursing Up, Antonio De Palma, che snocciola alcuni dati (per nulla confortanti): Allo stato attuale i numeri dell’Istituto Superiore della Sanità ci dicono che sono 4176 i professionisti della salute che si sono reinfettati negli ultimi trenta giorni. E ricordiamo che solo poche settimane fa eravamo a 935. La maggior parte degli infermieri che ogni giorno si contagia con il virus rientra nella schiera di coloro che hanno già ricevuto due somministrazioni e sono in attesa della terza dose come da indicazione del Ministero della Salute.

Come ricorda il Nursing Up, la norma prevede che – fermo restando le norme della Legge Madia (che nel Dl 80/2021, Disposizioni per il reclutamento del personale per il Pnrr e per la giustizia ordinaria, sono state prorogate al 31 dicembre del 2022) – gli enti del Servizio sanitario nazionale potranno procedere all’assunzione a tempo indeterminato a decorrere dal 1° luglio 2022 fino al 31 dicembre 2023 del personale sanitario e gli operatori sanitari reclutati a tempo determinato sia con concorsi che attraverso le selezioni attivate a marzo 2020. I requisiti sono l’aver maturato al 30 giugno 2022 almeno 18 mesi di servizio in un ente del SSN di cui almeno 6 mesi tra il 31 gennaio 2020 e il 30 giugno 2022 (assunzioni che le Regioni potranno fare esclusivamente e sempre nel rispetto del tetto di spesa e dei piani triennali dei fabbisogni).

Quindi il presidente De Palma si interroga: Di fronte alle importanti carenze di personale in cui versa il nostro SSN, che senso ha limitare la stabilizzazione solo a chi ha lavorato per almeno 18 mesi (dei quali almeno 6 durante l’emergenza Covid)?. E se – come viene precisato – i dati della Corte dei Conti aggiornati al 2020 sul precariato (pertanto con riferimento a periodi precedenti l’emergenza Covid) parlano di un aumento dei precari del 63%, non c’è tempo da attendere. Le nostre lotte per la stabilizzazione dei precari vanno avanti da anni, ma dovrebbe farlo anche il Parlamento, che ha le leve per agire, e deve farlo adesso, senza ulteriore indugio, chiosa De Palma.

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