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COVID-19

Tar Abruzzo: infermieri no vax restano sospesi

di Massimo Canorro

Rimangono sospesi dall’esercizio della professione i sanitari no vax, quantomeno fino al prossimo 31 dicembre, data in cui cesserà il prolungamento dell’obbligo vaccinale previsto per i lavoratori del settore. Poche ore fa il Tar dell’Abruzzo si è pronunciato in riferimento al ricorso di un infermiere di Teramo, dipendente presso una cooperativa sociale, sospeso perché non vaccinato contro il Covid. I giudici amministrativi non hanno usato mezzi termini: Ricorso improcedibile.

Infermieri no vax, Tar Abruzzo conferma: restano sospesi dal lavoro

In caso di inosservanza all’obbligo vaccinale per i sanitari gli Opi adottano l’atto di accertamento che determina sospensione immediata dell’esercizio con annotazione all’albo.

Il ricorso è stato riconosciuto estinto dopo che il medesimo professionista sanitario ha rinunciato a procedere ulteriormente, alla luce della recente sentenza della Corte di Cassazione che ha sciolto qualsivoglia dubbio sulla competenza in rapporto alle questioni vaccinale, riservato al giudice ordinario.

La suprema Corte di Cassazione ha emesso l’ordinanza lo scorso 29 settembre sul conflitto negativo di giurisdizione, ordinanza n. 9654/2022, sollevato dal Tribunale delle Marche, con ordinanza in data 11 aprile 2022. Stabilendo, appunto, che la giurisdizione in merito alla sospensione di un sanitario no vax spetta al giudice ordinario ab origine, e cioè anche allorché l’accertamento dell’inadempimento vaccinale risultava appannaggio delle Asl.

Nel fare ciò la Corte ha rilevato che trattasi di situazione di diritto soggettivo, in particolare quello allo svolgimento della professione di ambito sanitario (molte, in tal senso, le domande postesi dai professionisti), e non di interesse legittimo.

Allo stato attuale, però, la situazione è ancora tutta in divenire. Lo spiega Cristian Pediconi, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Teramo: C’è anche l’eventualità di chi può contrarre il Covid – ammette – e a quel punto non può sottoporsi alla vaccinazione. In caso di inosservanza all’obbligo vaccinale per i sanitari (Dl 44/2021) sono proprio gli Opi che adottano l’atto di accertamento che determina l’immediata sospensione dell’esercizio professionale con annotazione all’albo.

Non si tratta di un procedimento disciplinare, tiene però a precisare Pediconi. Tuttavia, allo stato attuale, ad eccezione di chi ha presentato certificazioni di esenzione, sono sei gli infermieri non vaccinati dell’Azienda sanitaria locale di Teramo sospesi, alcuni dei quali potrebbero rientrare prima del tempo proprio per aver contratto il Covid, fatta salvo una nuova disposizione da parte del governo (la domanda più ricorrente, in questo momento, è chi potrebbe affiancare Giorgia Meloni nell’esecutivo al dicastero della Salute).

Per completezza d’informazione va detto che il professionista sanitario teramano che aveva intrapreso il percorso del Tribunale amministrativo regionale, le vaccinazioni anti Covid in passato le aveva fatte. È dopo aver contratto anche l’infezione che si era orientato sul non fare un ulteriore richiamo.

Ragione per cui adesso le cose sono ben differenti per i sanitari che si ammalano, terminando anche per loro il 31 dicembre l’obbligo vaccinale anti Covid. Non dimenticando mai, in tutto questo, il delicato tema della carenza di sanitari in Abruzzo, al pari del resto d’Italia.

Giornalista

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